2024


Esportazioni italiane di vino per tipologia e esposizione agli USA – dati 2024

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L’approfondimento di oggi sul dettaglio delle esportazioni italiane di vino 2024, come fornito da ISTAT vede gioco forza al centro dell’attenzione l’esposizione verso gli Stati Uniti, visti gli annunci sui dazi doganali aggiuntivi del 2 Aprile 2025, che sono previsti entrare in vigore il 9 Aprile. Per questo motivo oggi concentriamo il commento su questa analisi, includendo soltanto la tabella sulle esportazioni per regione (di origine delle aziende), che nel 2024 è stata abbastanza profondamente rivista (con la conseguenza che abbiamo dovuto ri-basare i dati degli anni precedenti al 2024).

Tornando alla nostra analisi, che si riferisce ai vini in bottiglia, il grafico sopra vi fornisce un’indicazione di quanto contano gli USA sui diversi “tagli” del dato di 5.3 miliardi di euro delle esportazioni di vino in bottiglia. Su questi 5.3, gli USA sono il 25%. Ma noterete come l’esposizione per categoria dei DOP sia superiore (32% – particolarmente nei bianchi, 35%) alla media, come quella dei vini bianchi del Trentino Alto Adige (48%) o dei rossi DOP toscani (40%) e piemontesi (31%). Dall’altro lato, sembrano più protetti i rossi DOP veneti (12%).

Bene passiamo all’analisi dettagliata con tutte le tabelle e ulteriori grafici. Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

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Brasile – importazioni di vino 2024

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Il mercato del vino brasiliano sta diventando sempre più interessante. D’altronde, con oltre 200 milioni di abitanti e una crescita annua del PIL di oltre il 2%, non c’è da stupirsi che il mercato del vino possa essere rilevante e in crescita. Nel 2024 le importazioni del Brasile sono cresciute dell’11% e hanno toccato quota 500 milioni, con un volume di 1.6 milioni di ettolitri, anch’esso in leggero progresso. Se guardiamo agli ultimi 5 anni, le importazioni (a cui si aggiunge una produzione locale di circa 3 milioni di ettolitri) crescono dell’8-9% a valore e del 4% a volume. Il dato 2024 è quindi piuttosto incoraggiante, anche considerando che viene nonostante una svalutazione di quasi il 10% del Real, e quindi i brasiliani in realtà hanno speso il 20% in più del 2023 (e sono cresciuti a un ritmo del 15% annuo in Real dal 2019 a questa parte). Resta un mercato con un valore al litro piuttosto contenuto (3.15 euro), dominato dai cileni (circa il 40% del valore e quasi il 50% del volume).

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Canada – importazioni di vino – aggiornamento 2024

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Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

Le importazioni di vino in Canada nel 2024 sono rimaste stabili in euro a 1.85 miliardi di euro, con un leggero incremento (1.6%) in valuta locale a 2.74 miliardi di dollari a causa della leggera svalutazione del dollaro canadese. Il 2024 è stato alla fine un anno buono per l’Italia a +1% (come vediamo anche dai dati prodotti da ISTAT, coerenti nei valori ma non nelle variazioni, causa sfridi sulla tempistica delle rilevazioni), mentre la Francia (-2%) ha perso terreno per il secondo anno consecutivo a causa della normalizzazione nel segmento degli spumanti, che nel 2021-22 era letteralmente esploso. Nel segmento, l’Italia e la Francia sono vicine come non mai: 82 milioni per la Francia, 79 per l’Italia. Sono stabili le esportazioni di vino americano, il vero e proprio terzo player in Canada, visto che poi tutti gli altri paesi sono a un livello assolutamente incomparabile.

Passiamo a un’analisi più approfondita nel resto del post con tabelle e grafici. Tutte le tabelle sono disponiibili anche nella sezione Solonumeri.

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Nuova Zelanda – esportazioni di vino 2024

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Dopo anni di crescita ininterrotta, il 2024 è il secondo anno consecutivo che vede un calo delle esportazioni di vino della Nuova Zelanda. Andando subito ai numeri: -5% in valuta locale a 2 miliardi di NZD, -6% se tradotto in euro a 1.13 miliardi di euro. Una buona parte della perdita di esportazioni si sostanzia in un minore prezzo dato che i volumi sono stabili e lo vedete dal primo grafico, dove aumentano le esportazioni di vino sfuso mentre calano quelle di vino in bottiglia. In secondo luogo, deriva dal mercato americano, che torna ai livelli del 2021, pur rappresentando il 35% del totale delle esportazioni. In realtà, se guardate la tabella delle esportazioni vi accorgete che… è un bel casino… ossia la volatilità delle esportazioni è elevatissima. Se calcoliamo la variazione media (in su o in giù) dei principali paesi esposti in tabella arriviamo a più o meno 20%: certamente non un segnale positivo.

Va infine sottolineato che si prospetta un 2025 difficile per il paese, visto che la produzione di vino è crollata a 2.8 milioni di ettolitri nel 2024, dalla media di 3.6-3.8. Se considerate che le esportazioni sono nell’ordine di 2.7 milioni di ettolitri… nel 2025 potremmo assistere a un calo dei volumi esportati.

Bene, possiamo proseguire l’analisi con le tabelle cui vi accennavo e ulteriori grafici:

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Italian Wine Brands – risultati 2024

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Come annunciato con alcuni dati preliminari a febbraio, il 2024 di Italian Wine Brands si è concluso con un ulteriore importante progresso nei margini e nella generazione di cassa – già vista nel primo semestre – ottenuta nonostante un calo del 6% del fatturato (diventato più evidente nel secondo semestre, -9%) a 402 milioni. I principali dati parlano di un EBITDA cresciuto del 14% a 50.4 milioni (46.6 dopo i costi straordinari), di un utile operativo balzato del 30% a 40 milioni (36 dopo i costi straordinari) e di un utile netto di 25 milioni, 34%. Il debito scende di 25 milioni a 76 milioni, con un rapporto (incluso IFR16) di 1.8 volte l’EBITDA. Ottimi risultati, dunque, ottenuti grazie al calo di alcuni costi parzialmente fuori controllo dell’azienda (vetro, energia, materia prima vino) ma anche grazie alle sinergie di costo già previste con le acquisizioni fatte, visibili per esempio in un costo del personale stabile.

Le prospettive del 2025 non sono state quantificate ma “qualificate”, ossia fare meglio del 2024. La struttura dei costi può migliorare ancora, l’azienda ha ora un debito tale da consentire nuove acquisizioni (e qualcosa potrebbe succedere leggendo la presentazione), alcuni trend interessanti di medio termine sono nel mirino, quali i vini low/no alcohol oppure i vini biologici in alcuni mercati. Le preoccupazioni non mancano, a cominciare dagli USA dove IWB ha anche investito in un importatore, ma che ha comunque un’esposizione dell’8%, quindi “gestibile”.

Il titolo in borsa ha una capitalizzazione di circa 200 milioni di euro e (al 22 marzo) è cresciuto del 9% negli ultimi 12 mesi, calando invece del 9% da inizio anno.

Grafici tabelle e ulteriori commenti nel resto del testo.

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