2023


Le statistiche de “I numeri del vino” – aggiornamento 2023

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Buon 2024 a tutti. Il post di apertura dell’anno è una specie di bilancio dell’andamento del blog nel 2023. Le rilevazioni di Google Analytics sono cambiate e alcuni parametri sono difficili da riconciliare ma il quadro resta abbastanza chiaro: il blog dopo un lungo declino è in fase di stabilizzazione. Il 2023 è stato un anno ancora negativo ma sembrerebbe “atterrare”. I segnali positivi vengono soprattutto dalle letture dei post recenti, che sono girate in positivo e sull’andamento positivo della divisione “solonumeri”, uno dei pezzi del blog di cui vado veramente fiero (e che ho in piano di allargare). I grandi numeri sono poco meno di 100 mila visitatori (stabili, ma ho dei dubbi sul modo di calcolo del vecchio e nuovo Analytics), pagine viste in calo del 12% a 200mila, ma con un incremento del 4% di quelle “pubblicate nell’anno” rispetto al medesimo parametro del 2022 e con Solonumeri in crescita dell’8%, quasi sul livello del 2021. Per chi vuole indagare ulteriormente con tabelle e grafici suggerisco di proseguire nel post completo.

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Laurent Perrier – risultati primo semestre 2023

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Laurent Perrier ha riportato dei buoni dati a fine settembre 2023, segnando un calo delle vendite dell’1% a 158 milioni ma un miglioramento dei margini (al loro massimo storico), che ha consentito un incremento dell’utile netto semestrale del 5% a 39 milioni. Dico che sono dati buoni perché il semestre sequenzialmente precedente, il secondo 2022, aveva mostrato tendenze molto più preoccupanti, con un calo del fatturato del 13% e dell’utile del 20%. La strategia incentrata sul valore continua, infatti questo leggero calo delle vendite si compone di un -13% di volume (5.4 milioni di bottiglie) e di un +9% del prezzo mix (28 euro per botitglia), anche se la quota delle bottiglie ad alto valore non sale e resta al 46% circa delle vendite dopo il balzo degli anni scorsi. Le prospettive non sono delle migliori, con i volumi di Champagne in calo e, bisogna anche ammetterlo, il fatto che questi dati sono stati supportati da una campagna agraria veramente felice, senza la quale gli utili sarebbero andati nella medesima direzione delle vendite. Resta il fatto che Laurent Perrier è probabilmente l’azienda quotata della Champagne meglio gestita. Passiamo a un breve commento dei dati.

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Schloss-Wachenheim – risultati 2022/23

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L’azienda spumantistica tedesca Schloss-Wachenheim (SSW) raggiunge nel 2022-23 i suoi migliori risultati di sempre nell’anno fiscale 2022-23, superando ampiamente gli obiettivi comunicati lo scorso anno: le vendite sono infatti cresciute dell’11% a 426 milioni con volumi stabili e prezzi in crescita (mentre l’obiettivo era di un fatturato stabile) mentre l’obiettivo di raggiungere un utile operativo di 21-23 milioni di euro dopo i 4 milioni di euro di costi di ristrutturazione è stato anch’esso largamente superato, avendo chiuso l’anno a 27 milioni. Ora, qualcuno potrebbe eccepire che gli obiettivi erano prudenti (e lo scorso anno scrivevamo appunto che con risultati 2021-22 eccezionali, gli obiettivi per il 2022-23 non erano per nulla eccitanti), ma comunque l’azienda ha portato a casa dei buoni numeri. L’evoluzione del primo trimestre 2023-24 mostra un rallentamento della crescita intorno al 5%, sempre composto da maggiori prezzi (+12%), ma anche da un inizio di calo dei volumi (-7%). Prima di passare all’analisi dettagliata del 2022-23, un occhio ai dati 2023-24: le vendite sono attese a occhio in leggera crescita, con volumi in leggero calo e prezzi sempre in crescita, mentre l’utile operativo è visto a 28-30 milioni di euro dai 27 del 2022-23. Di nuovo, se consideriamo che mancheranno i 4.4 milioni della ristrutturazione delle attività francesi che avrebbero portato la base 2022-23 a 32 milioni… non si capisce perché rallegrarsi. Passiamo ai dati.

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Buone feste da “I numeri del Vino”

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Cari lettori,

il 2023 è stato un anno di rinnovamento per inumeridelvino.it, soprattutto dal punto di vista tecnologico. Il blog è migrato dalla piattaforma di Workup, che ringrazio ancora per la decennale e gratuita ospitalità (dal valore implicito importante, oltre al fatto che hanno ridisegnato il blog), a un nuovo host con l’aiuto di Andrea Brugnolo che mi ha quasi omaggiato il lavoro, con conseguenti aggiornamenti che stanno avendo un impatto positivo sulle visite.

Dall’altro lato è stato un anno meno fruttuoso per la beneficenza all’associazione ONLUS Divina Provvidenza, arrivata a poco più di 1000 euro. Visto il fastidio della pubblicità e l’esiguità dei contributi che ne derivavano (circa 100 euro l’anno) ho deciso di rimuoverla per offrire una migliore esperienza di lettura, rimpiazzandola con un banner che invita alle sponsorizzazioni e mettendo un tasto Paypal per donare. Purtroppo le mie speranze sono state vane, nessuno si è fatto avanti (per quanto nemmeno io abbia cercato alcuno).

Siamo arrivati alla fine del 17esimo anno del blog ed è tempo di auguri e propositi. I propositi sono quelli di continuare il lavoro e se possibile migliorarlo, con qualche “commento” in più e mantenendo il rigore dei numeri.

Vi auguro un 2024 di salute, serenità e gioia.

Buone feste

Marco Baccaglio

Esportazioni spumanti Italia – aggiornamento settembre 2023

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Dopo il post sulle esportazioni totali pubblichiamo oggi in questo post pre natalizio i dati dello spumante, che come avete forse letto sono calati del 5% in termini di export in settembre (-10% in volume). Mah, io tenderei a non essere troppo preoccupato. È vero che da un lato settembre è il primo dei tre mesi importanti per il prodotto nell’arco dell’anno. Uno potrebbe dire che se l’attacco di stagione è debole le cose andranno male. Ed è anche vero che i dati del Prosecco, vero traino della categoria vanno nella stessa direzione. È anche vero però che analizzando i dati in profondità ci si accorge che il calo è tutto legato al mercato USA. Se noi prendiamo i 200 milioni di export del mese, -5.4%, e gli togliamo i 37 degli USA, -29%, arriviamo a 162 milioni. Facendo lo stesso per l’anno scorso siamo a 158 milioni, quindi saremmo a +2%. Ovviamente non un dato eccezionale ma certamente molto più guardabile. E il dato sui 9 mesi, ora stampato a +1.6% (1574 milioni), sarebbe un molto più digeribile +6% se si togliesse il -11% del mercato americano. Quello che io non so dirvi, non essendo all’interno del settore, è se la correzione del mercato americano è il prologo di quello che succederà in altre geografie (su molte cose loro sono un po’ più davanti a noi), oppure se un problema di normalizzazione delle scorte dopo un periodo di super-crescita e scarsità del prodotto (così dicono altri esperti nel settore degli spiriti come il CEO di Campari). Bene, passiamo a un breve commento dei dati.

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