2019


Portogallo – esportazioni di vino 2019

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Il Portogallo arriva alla crisis Covid-10 con un percorso di piccoli ma costanti progressi nelle esportazioni di vino, guidate essenzialmente dal miglioramento del prezzo mix (e dunque con volumi praticamente stabili) e da un percorso virtuoso nel continente americano, sia negli Stati Uniti che in Brasile. Non va comunque nascosto che il vino portoghese ha avuto un andamento molto stabile nel mercato inglese, probabilmente guidato dalla quasi nulla presenza di spumanti, mentre il principale mercato, la Francia, si mantiene su valori circa stabili, nel 2019 in leggero calo dopo un segno più nel 2018. Quali sono i numeri? 822 milioni di euro di esportazioni e 3 milioni di ettolitri, il resto nel breve commento che segue.

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USA – esportazioni di vino – aggiornamento 2019

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La forza del dollaro non ha aiutato le esportazioni americane di vino, che rappresentano comunque una piccola frazione del business generato dall’industria locale. Per darvi un’idea, si parla di 3.5 milioni di ettolitri esportati su una produzione di oltre 20 milioni, quindi destinata principalmente al mercato locale. Fatta questa premessa vale comunque la pena di notare che “dollaro o non dollaro” il prodotto americano riscuote sempre meno successo all’estero: nel 2019 le esportazioni sono calate a 1.39 miliardi di dollari, -4%, per il terzo anno consecutivo (se tradotte in euro sarebbero a +1%, ma comunque in calo da due anni a questa parte). Le cause sono essenzialmente due: primo, il mercato canadese, storicamente quello più importante ha un andamento stabile/calante; in secondo luogo, le esportazioni di vino in Cina e Hong Kong sono calate in modo significativo negli ultimi due anni. Bene, passiamo all’analisi dei dati.

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La produzione di vino nel mondo nel 2019 – aggiornamento OIV

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OIV ha prodotto con qualche settimana di ritardo un aggiornamento sulla produzione mondiale di vino 2019, che contiene qualche variazione e aggiornamento. Nel complesso la vendemmia 2019 si conferma leggermente sotto la media storica: secondo OIV 260 milioni di ettolitri, correggendo il dato italiano con quello ISTAT, circa 263 milioni di ettolitri, contro una media storica di 267 milioni di ettolitri calcolata sugli ultimi 10 anni. L’Italia si conferma il maggior produttore mondiale, con una “quota di mercato” nell’ordine del 19%, superiore alla media storica degli ultimi 10 anni del 17%. Il bilanciamento produttivo vecchio mondo contro nuovo mondo resta invece bilanciato su un 58/42% nel 2019 contro un 60/40% del 2018 e marginalmente sotto il 59/41% medio storico. Un dato interessante che meriterebbe approfondimenti è quello sulla Cina, che secondo OIV ha subito un ulteriore calo della produzione, da 9.3 a 8.3 milioni di ettolitri tra il 2018 e 2019, ben sotto la media storica di 11-12 milioni di ettolitri (dato soggetto a continue revisioni). Tra i grandi paesi produttori, la Spagna ha avuto una vendemmia del 10% sotto la media storica. Passiamo a commentare i dati.

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Lanson BCC – risultati 2019

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Proprio nel giorno in cui Campari ha annunciato di negoziare l’acquisto di Champagne Lallier sto scrivendo questo commento sui risultati 2019 di Lanson che sono obiettivamente molto brutti. E lo sono prima che arrivi la botta del Coronavirus, che ha determinato un calo della quotazione borsistica del 20% circa (neanche tanto considerando quanto hanno perso altre aziende del settore). Comunque, i numeri 2019 vanno letti nel contesto di un mercato dello Champagne leggermente cedente in volume (-1%, tutto a causa della Francia) e leggermente positivo in valore (+4%). Quindi il calo delle vendite del 10% registrato nel 2019 da Lanson è veramente un dato brutto, anche considerando la “sovra-esposizione” alla Francia, che rappresenta largo circa il 60% delle vendite. L’azienda resta profittevole (margine operativo del 7%), 10 milioni di utile netto, ma molto indebitata (e il debito sale). Naturalmente, per quanto riguarda le aspettative 2020, “nebbia in val padana” come si usa dire. Passiamo ai numeri.

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USA – importazioni di vino – aggiornamento 2019

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Le importazioni americane di vino sono cresciute del 6% a 5.8 miliardi di euro nel 2019. In realtà questo progresso è completamente legato all’andamento del cambio. Quando tradotto in dollari americani, l’import è rimasto stabile a 6.5 miliardi di dollari, segnando il primo zero dopo tre anni di crescita tra il 3% e il 5%. Sono aumentati invece i volumi (+7%), segno che il vantaggio derivante dal dollaro forte è stato completamente assorbito dal mercato locale, mentre gli esportatori non ne hanno goduto. Il clichè dello scorso anno si ripete: la Francia cresce più dell’Italia (+8% contro +5%) grazie al migliore andamento dei vini fermi, mentre gli spumanti italiani continuano a fare meglio di quelli francesi, nonostante la distanza in termini di valore delle importazioni sia ancora molto significativa. Infine, con una crescita a doppia cifra, la Nuova Zelanda si impone come terzo esportatore di vino in USA, pur restando a una distanza siderale rispetto a italiani e francesi. Passiamo all’analisi dei dati, ricordandovi che i dati scaricabili e completi sono disponibili nella sezione Solonumeri.

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