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E’ il momento di aggiornare le nostre tabelle sul consumo di vino e di alcolici in Italia, che ISTAT pubblica annualmente, esprimendo non le quantità ma bensì la penetrazione del consumo (cioè quanti rispetto alla popolazione), tagliando i dati per tipo di bevanda, zona di consumo e intensità del consumo (in realtà il rapporto è più orientato a monitorare l’eccesso di consumo, anche se poi i dati sono molto completi). Il momento non è dei migliori per il vino, a leggere i dati che noi mettiamo in prospettiva temporale, cioè confrontandoli con quelli degli anni passati. La penetrazione del consumo di vino cala seppur di poco al 51.7% della popolazione, ma lo fa in un contesto di crescita della penetrazione del consumo di alcolici (64.7%) dove si avvantaggiano la birra (47.8%) e le altre bevande alcoliche (43.2%). E questo è a sua volta frutto della tendenza sempre maggiore di consumare alcolici in modo sporadico e soprattutto fuori pasto. Non solo. I dati confrontati al passato mettono in luce che per la prima volta dopo anni non cresce nemmeno la percentuale della popolazione che consuma vino ogni tanto, fino allo scorso anno in costante crescita, mentre continua il calo strutturale del “bicchiere di vino a pasto”. Passiamo dunque a guardare qualche dato insieme, lasciando al prossimo articolo l’analisi più approfondita delle tendenze regionali e per classi di età.





