2011


Antinori – risultati e analisi di bilancio 2011

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Dopo un paio di anni di assenza dal blog, torno a commentare il bilancio Antinori, che ho da qualche giorno ricevuto. A costo probabilmente di ripetermi sull’argomento, Antinori è nell’ambito del vino italiano una punta di diamante che combina integrazione verticale (leggi margini elevati), solidità patrimoniale (leggi debito basso) e azionisti che reinvestono nell’attività (leggi non prendono dividendi). I risultati 2010 e 2011, per cercare di ricongiungermi all’ultimo commento hanno visto un cambio significativo nei marchi distribuiti dal gruppo (ora Antinori è distributore di Perrier Jouet, mentre prima distribuiva Krug, con un fatturato che ancora non si compensa pienamente), ma non solo: la crisi ha soltanto temporaneamente colpito i margini, mentre dopo anni di pesanti investimenti dal 2009 in avanti l’impegno si è ridotto, consentendo una continua e rapida discesa del debito, ormai sceso a meno di due volte il MOL e a un quarto del patrimonio netto. La conclusione è che Antinori è uscita dalla crisi più forte di prima e forse con qualche punto di domanda in più, dato che la sua struttura finanziaria potrebbe consentire di fare dei passi in avanti nel consolidamento dell’industria vinicola italiana. Mi fermo qui e passo ad analizzare i risultati 2011.

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Liguria – dati Federdoc 2010 e ISTAT 2011 su produzione vino

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Diamo spazio oggi alla regione Liguria, con un post “doppio” in cui raggruppo sia i dati Federdoc sulla produzione di vini di qualità relativa al 2010, sia i dati presi nel 2011 da ISTAT sulla produzione di vino. Premettendo che i due dati non si parlano (circa il 10% di differenza), passiamo all’analisi, partendo con ISTAT.

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Settore vino contro settore bevande – dati Mediobanca 2000-2011

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Già un paio di volte (qui e qui) ci siamo trovati a discutere nello specifico il confronto tra le bevande (alcoliche e analcoliche) e il sub-settore del vino, tramite il confronto con i dati Medioabanca. Ci ritorniamo sopra oggi per analizzare i dati aggiornati (2011 per le bevande e 2010 per il vino), aggiungendo un nuovo parametro al confronto (le aziende vinicole escluse le cooperative). La storia la conoscete già: il vino tende a crescere di più grazie al maggior peso delle esportazioni ma hanno un ritorno sul capitale (e dei margini) inferiori. Ciò e vero anche analizzando gli ultimi dati, che però ci suggeriscono alcune cose piuttosto interessanti: (1) primo, che i margini sulle vendite sono paragonabili, quando si restringe il confronto con le aziende vinicole ed escludendo quindi le cooperative; (2) secondo, che con lo stesso accorgimento, il forte indebitamento apparente del “mondo vino” diventa molto meno evidente; (3) terzo, che da quando possiamo confrontare questi dati “fare bevande” rende più che “fare vino”, e questo è stato vero dal 2003 al 2010 eccetto il periodo 2005-07 in cui le aziende vinicole hanno fatto un pochino meglio; (4) quarto, per quanto non abbiamo ancora i dati 2011 cumulati di Mediobanca (per questi appuntamento ad aprile 2013), possiamo dire con abbastanza certezza che l’uscita dalla crisi del settore bevande e del settore vino è stata paragonabile e l’apparente divaricazione è essenzialmente da legare alla cattiva performance delle cooperative.

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Basilicata e Molise – produzione di vino e superfici vitate – aggiornamento 2011

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Raggruppiamo oggi Molise e Basilicata nel commento sulla produzione di vino 2011, con l’obiettivo di completare la carrellata entro fine anno. Anche in questo caso, come precedentemente sottolineato, i dati sono molto incompleti e appaiono frutto di grossolane stime (e per questo non pubblichiamo grafici che sarebbero di scarsa utilità).

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Mercato e quote di mercato mondiali negli spumanti – stime France Agrimere

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Un’interessante presentazione di France Agrimer ci consente di fare il punto sul mercato mondiale degli spumanti, in termini di quote sulla produzione delle varie nazioni e di peso sul “trade” cioè sulle esportazioni mondiali di spumante. Lo studio mette in luce il crescente ruolo dell’Italia in questo mercato negli ultimi anni, guidato però dai volumi e non dai prezzi, che dopo una positiva parentesi nel 2007-08 sono tornati pesantemente sotto pressione. Cominciamo col dire che il mercato mondiale 2010 è stimato a 2.5 miliardi di bottiglie equivalenti (18.5 milioni di ettolitri), che rappresentano il 7% della produzione mondiale di vino e, a differenza di quest’ultima, con una tendenza in crescita (+9% annuo negli ultimi 5 anni). Quindi, l’Italia si muove bene su un terreno fertile. Qualche conferma e qualche sorpresa la potete trovare nel resto del commento…

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