Fonte: Mediobanca Research
La prima cosa che mi e’ venuta in mente quando ho guardato questa tabella che ormai faccio da qualche anno e’ che, salvo una grande operazione, la lista delle aziende e’ rimasta sempre la medesima. Qualcuno e’ uscito per aver perso la soglia dei 50 milioni di fatturato (Banfi), un paio sono entrati forse perche’ Mediobanca non li aveva considerati prima (Cevico, Lavis), ma nulla di piu’. Soltanto una azienda e’ uscita per essere stata comperata (Coltiva), e questa tabella contiene l’unica incongruenza di non avere i numeri di GIV e Cantine Riunite visti come consolidato. Se le due fossero messe insieme il numero uno avrebbe un fatturato di 440 milioni. Fatta questa premessa possiamo passare ad analizzare la classifica. Alcune di queste aziende le abbiamo “analizzate” di gia’, altre non ancora perche’ non ci hanno mandato il bilancio. La seconda e’ che il 2009 era l’anno della grande crisi e, dopotutto, le cose non sono andate troppo male: la somma di queste aziende fa -0.1% di vendite, contro una previsione del rapporto Mediobanca di -3% per le prime 100 aziende italiane. Le prime 17 aziende italiane hanno fatturato 2011 milioni di euro. Di queste 8 hanno un fatturato sopra i 100 milioni di euro, contro 9 nel 2008. Ah, dimenticavo, Mediobanca continua a ignorare Santa Margherita, Medio-bacca no.
2009
Paesi BRIC e il vino: Cina – panoramica e tendenze
nessun commentoFonte: IWSR/OEMV
La Cina e’ un animale misterioso sotto tutti i punti di vista. Come abbiamo visto qualche giorno fa nel post generale sui paesi BRIC, il paese ha un consumo di vino pro-capite molto limitato, in impercettibile aumento e demograficamente ha una popolazione quasi stabile (o almeno loro cercano di mantenerla stabile). Quello che vedrete in questo post e’ secondo me molto interessante perche’ ridefinisce per molti versi l’idea di cosa sara’ la Cina per il mondo del vino (sicuramente ridefinisce la mia idea) nei prossimi anni. In breve, IWSR si aspetta quanto segue: (1) che la crescita dei volumi nel mercato tendera’ a smorzarsi, stiamo nell’ordine del 4%; (2) che la grande sfida e’ il prezzo-mix per i prossimi anni; (3) che i Cinesi bevono per il 90% il loro vino nel 2009, ma il 99% 10 anni fa, quindi che potrebbe esserci una forte crescita per i produttori esteri nel mercato; (4) che la Cina non sara’ mai un mercato di spumanti come la Russia (non gli piace), sebbene i dati degli ultimi anni mostrino una forte apertura all’estero (e’ cinese solo il 44% dello spumante bevuto in loco). Quindi? Quindi probabilmente il vino non sara’ mai la bevanda dei cinesi, perlomeno nel nostro orizzonte di vita: oggi il vino e’ il 7% circa delle bevande alcoliche cinesi, era il 6.6% nel 2005 e il 5.4% nel 2000, si puo’ ravvisare una sorta di stabilizzazione. Pero’ il mondo del vino cinese e’ per molti versi favorevole all’Italia, data la forte predilezione per i vini rossi (90% del totale). Come abbiamo pero’ visto qualche tempo fa, l’Italia e’ rimasta un po’ al palo nella corsa al grande West (cioe’ Est).
Il mercato del vino nei paesi BRIC – panoramica e tendenze
3 commentiLa federazione spagnola del vino (OEMV) ha commissionato a IWSR uno studio sul mercato del vino nei cosiddetti paesi BRIC (piu’ Hong Kong). Su questi paesi si concentra l’attenzione mondiale relativamente alla crescita: tutti stanno cercando di guadagnare un’esposizione a questi mercati, tutti cercano di capire quanto sara’ grande il mercato. Che paesi sono? B per Brasile, R per Russia, I per India, C per Cina. Per ora, come vedete da questo studio la sigla adatta al vino sarebbe piu’ RC che non Bric, dato che in Brasile il vino stenta a decollare, mentre in India ha ancora i motori spenti. Dedicheremo un post ciascuno a questi paesi nei prossimi mesi.
Basilicata – produzione di vino – aggiornamento 2009
nessun commentoBasilicata – considerazioni chiave
• La produzione di vino e’ in costante calo da ormai diversi anni: la regione e’ passata da 473mila hl nel 2000 a 144mila nel 2009. Negli ultimi 4 anni il calo medio e’ stato del 14% annuo.
• La produzione cala soprattutto in provincia di Matera.
• La produzione di vino bianco e’ ormai relegata a 26mila ettolitri, rispetto a oltre 50mila del 2006, mentre quella di vino rosso si e’ ridotta da 213mila nel 2005 a 118mila ettolitri.
• Il calo produttivo e’ coinciso con un miglioramento del livello di produzione, che pero’ si traduce in un calo leggermente inferiore per i vini DOC (-6%) annuo, rispetto agli IGT (-11%) e ai vini da tavola (-16%). Nonostante questo la produzione resta fortemente ancorata ai vini da tavola, che rappresentano oltre 100mila ettolitri di produzione nel 2009.
• Il valore della produzione vinicola e’ in calo del 4% nel 2009, meno del -6% italiano, ma viene da anni di costante declino (-3.6%, quando invece l’Italia ha generato un valore stabile).
Champagne: risultati principali aziende primo semestre 2010
nessun commentoLe aziende dello Champagne hanno intrapreso la via della ripresa. Lo hanno fatto pero’, per ora, in modo non molto profittevole, a parte il leader LVMH. Analizziamo oggi i dati di Lanson Boizel Chanoine, Laurent Perrier, Vranken Pommery e del leader LVMH. Le aziende hanno marchi diversi e hanno seguito strategie diverse. Da un punto di vista puramente commerciale, la ripresa si e’ materializzata con un incremento delle vendite annue a giugno di circa il 9% rispetto al livello di fine anno. Chi pero’ e cresciuto di piu’ non e’ riuscito a trasformare le maggiori vendite in profitti. Anzi, possiamo concludere che per ora l’unico operatore che ha fatto vedere un reale rimbalzo degli utili (manca all’appello Laurent Perrier che chiude a fine settembre) e’ il colosso LVMH. Invece, Vranken Pommery ha fatto registrare un balzo delle vendite del 45% nel semestre e quindi del 15% sull’anno mobile ma non ha registrato alcun progresso nelle vendite: e’ oggi l’operatore meno profittevole tra quelli che analizziamo, con un margine del 10% circa negli ultimi 12 mesi.











