Italia


I prezzi all’origine del vino – aggiornamento 2015 su dati ISMEA

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Pubblico oggi un bel tabellone con i prezzi medi storici aggiornati al 2015 dei prezzi dei vini DOC e DOCG come pubblicati da ISMEA negli ultimi anni. Che cosa ci dicono questi numeri? Beh, derivare delle letture generali è molto difficile, perchè le denominazioni sono tante e i prezzi vanno su e giù. In linea generale, il 2015 ha visto prezzi in crescita del 6% per i vini DOC e in calo dell’8% per i vini IGT (sui quali non ci focalizzeremo più di tanto). In prospettiva storica, i vini DOC mostrano un andamento dei prezzi meno volatile e tutto sommato leggermente migliore degli IGT: fatto 100 il prezzo 2008, oggi i DOC sono a 113 e gli IGT a 105, ma il punto di partenza è fuorviante, dato che i vini IGT hanno avuto un vero e proprio boom tra il 2005 e il 2008, quando sono praticamente raddoppiati di prezzo. Tra i vini DOC, negli ultimi anni i rialzi maggiori si sono verificati per i vini della Valpolicella e per un paio di denominazioni sarde, mentre dall’altra parte del tabellone, con quotazioni in calo si trovano un paio di denominazioni famose come il Chianti Classico e il Roero Arneis. Andiamo a leggere qualche dato. Continua a leggere »

Esportazioni di vino Italia – aggiornamento novembre 2015

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Novembre e’ stato un ottimo mese per le esportazioni di vino, in totale controtendenza con quanto era successo nei due mesi precedenti. Con un incremento dell’11% del fatturato, l’andamento da inizio anno e’ migliorato dal 4% al 5%, per un valore che probabilmente sara’ leggermente sopra 5.3 miliardi di euro a fine anno (dati pubblicati l’11 marzo). Il risultato e’ soprattutto legato al balzo dei vini spumanti, +35%, che “recuperano” il terreno perso nei due mesi precedenti, ma non si tratta solo di questo: ci sono segnali di stabilizzazione per i vini sfusi, calati solo del 2% a Novembre e i vini imbottigliati sono cresciuti del 5%. Quando si parla di ottima performance degli spumanti si pensa subito al mercato inglese, che infatti e’ cresciuto in novembre del 30%, portando a +12% l’andamento da inizio anno, mentre le esportazioni degli USA nel mese sono state in crescita del 10% circa. Continua il calo in Russia e si acuisce il calo in Brasile (peraltro poco rilevante), mentre dei chiari segnali di accelerazione si stanno materializzando in Cina (+25% nel mese e +20% da inizio anno). Andiamo a leggere qualche dato insieme.

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Vendite al dettaglio di vino in Italia – aggiornamento 2015

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Nonostante un colpo di coda nella parte finale dell’anno, guidato da un andamento meno negativo dei vini di fascia bassa, le vendite al dettaglio di vino nella GDO sono cresciute nel 2015 di un magro 1.3%. Perchè “magro”? Perchè per la categoria “vino” ci aveva abituato a andamenti leggermente migliori delle vendite al dettaglio in generale, soprattutto grazie al processo di “premiumizzazione” dei consumi, che si era interrotto soltanto nel periodo della crisi globale del 2009. Dunque, se confrontiamo questo +1.3% su tutto il 2015 con le vendite al dettaglio ISTAT, che si riferiscono al periodo Gennaio Novembre, troviamo un andamento leggermente migliore delle vendite al dettaglio totali (+0.8%) e un andamento in linea al +1.3% della categoria food. Bisogna però considerare che la GDO viaggia a un ritmo doppio di questo, +1.7% e questo sarebbe il dato corretto da considerare a confronto con il +1.3% pubblicato da ISMEA e fornito da IRI.

Il quadro, comunque, sembra meno negativo di quello che avevamo disegnato sui dati gennaio-ottobre. Gli ultimi due mesi dell’anno mostrano un rimbalzo del 2.2%, caratterizzato soprattutto dall’inversione della tendenza (da negativa a positiva) dei vini fermi, mentre gli spumanti nel periodo più importante dell’anno, segnano una crescita leggermente meno marcata rispetto al dato superiore al +7% circa dei primi 10 mesi dell’anno. Andiamo a leggere qualche dato insieme.

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Mezzacorona – risultati e bilancio 2014/15

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mezzacorona 2015

A valle dei dati che abbiamo commentato su Nosio analizziamo anche il bilancio di Mezzacorona. Ricordo a chi legge che questo è un bilancio consolidato, che include Nosio e anche le sue partecipate (che invece in Nosio non sono consolidate) e che non è soltanto vino ma ci sono anche le mele. Bene, tra le cooperative Mezzacorona ha senza dubbio mostrato un piccolo ma costante incremento delle vendite negli ultimi anni, e così è stato anche per il suo patrimonio. Il gioco degli anticipi/ritardi vendemmiali ha determinato un forte calo della remunerazione dei prodotti dei soci nel 2014/15 (da 57 a 44 milioni di euro), cui però non corrisponde un sostanziale cambiamento delle quantità di uve conferite alla cooperativa. Il tema della debolezza nei mercati europei già commentato con Nosio si ripropone, mentre invece a differenza di Nosio, le vendite domestiche calano del 3%. Anzi, a voler approfondire l’analisi si potrebbe dire che le vendite di Mezzacorona escluso Nosio (che ne rappresenta poco meno della metà) sarebbero calate del 10%. Le previsioni 2015 sembrano invece improntate all’ottimismo, anche e soprattutto grazie a un apporto di uve  ben superiore a quello dell’annata precedente. Ma procediamo con un’analisi dei dati principali.

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Il valore dei vigneti in Italia secondo INEA – aggiornamento 2014

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L’aggiornamento 2014 del tabellone dei valori fondiari dei vigneti in Italia, basato sui valori minimi e massimi delle transazioni mi ha spinto a fare qualche calcolo in più e a provare a derivare da queste grandi tabelle un indice dei valori delle transazioni. E’ uscita una serie di variazioni percentuali, leggermente positive salvo che per il 2010 e per il 2013 che secondo me rappresenta una buona approssimazione del panorama nazionale. E’ naturalmente una “media del pollo” e ci sono zone dove i prezzi sono cresciuti di più (la Campania e la Puglia per esempio salta all’occhio nei grafici che trovate all’interno del post) e zone dove sono calati. Ma certamente risulta un quadro dove a fronte di una rivalutazione dlela moneta del 30% tra il 2000 e il 2014, i vigneti si sono rivalutati del 45%, oltre sperabilmente a produrre un utile. Passiamo all’analisi dei dettagli nel resto del post, mentre alla fine trovate un tabellone lunghissimo con tutti i valori minimi e massimi riportati da INEA.

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