societa’ quotate


La valutazione delle aziende vinicole – aggiornamento 2015

nessun commento
valutazione 2016 0

La caduta del prezzo del petrolio e delle materie prime e la crisi che sta attanagliando diverse economie emergenti sta causando la peggior partenza delle borse mondiali da diversi anni a questa parte. Nelle prime due settimane dell’anno la borsa italiana ha perso il 10%, mangiandosi praticamente quasi tutto il guadagno del 2015, quando è stata una delle migliori borse in termini di performance. In questo contesto, le aziende del settore delle bevande alcoliche tendono a essere considerate “difensive”, perlomeno a patto di non essere troppo esposte ai mercati emergenti. L’aggiornamento annuale del post sulla valutazione borsistica delle aziende vinicole agricole arriva quindi in un momento di particolare volatilità degli indici azionari. E’ però quest’anno un appuntamento importante, perchè nel corso del 2015 Masi e Italian Wine Brand hanno fatto il loro ingresso nel mercato AIM e quindi possiamo finalmente parlare di aziende italiane anche in questo contesto.

Dunque, la conclusione di questo post è piuttosto semplice: in media, la valutazione delle aziende vinicole nel corso del 2015 è cresciuta. Cosa significa? Che per un ammontare di utili uguale a quello di un anno fa, il valore di quell’entità che genera quegli utili è cresciuto. Di quanto mi chiederete? Beh qui è più difficile rispondere ma “la media del pollo” direbbe del 10% circa. A questo è corrisposto un incrementi di valore (medio) in euro del 20-25% circa.

Seconda conclusione. Abbiamo la prima azienda vinicola con un brand riconosciuto, un modello di business integrato, quotata, Masi. Chiaramente è un punto di riferimento. La sua valutazione è 13 volte gli utili (valore azionario), 2.1-2.2 volte le vendite (valore d’impresa), circa 7.5-8 volte l’EBITDA (o MOL) e 8.5-9 volte l’utile operativo). Le azioni di Masi sono molto meno care della media del settore del vino, che però ha dentro Constellation Brands e TWE (gigantesche) e tre aziende della Champagne (il cui valore è più legato al patrimonio che non agli utili). Quindi, il confronto più onesto è con le aziende della medesima taglia principalmente coinvolte nella produzione di vino. In questo caso, Masi resta poco cara, ma il gap di valutazione con le altre aziende è minore, diciamo tra il 3% e  il 10% in dipendenza dagli indicatori scelti. Passiamo nel resto del post a qualche altra considerazione.

Continua a leggere »

Constellation Brands – risultati primi 9 mesi 2015

nessun commento
CBRANDS 2015 Q3 1

Constellation Brands ha archiviato un altro trimestre eccezionale per crescita delle vendite e utili e, per la quarta volta in quattro trimestri, ha annunciato un incremento degli obiettivi reddituali relativi all’anno fiscale terminante a febbraio 2016 (vedere grafico qui sopra). Ora, quando quella che noi analisti chiamiamo “guidance” viene rialzata per quattro volte consecutive viene da domandarsi come queste attese erano state progettate: come dire… si passa dall’essere stati prudenti all’essersi sbagliati di grosso…

Quindi in barba al crollo delle borse di questi primi giorni dell’anno, le azioni sono balzate di 5 dollari sui risultati e nel momento in cui scrivo (sabato 9 gennaio), il valore di borsa sfiora 30 miliardi di dollari. CB è cresciuta del 3% da inizio anno, contro il -6% della borsa americana, ma non solo. Come dice nell’introduzione della conferenza con gli analisti di giovedi 7 gennaio Rob Sands (CEO), “I am pleased to report that we posted another year of exceptional stock price performance with Constellation’s stock increasing more than 45% for calendar year 2015 versus the S&P 500 which declined 1% for the year. This is the fourth consecutive year that Constellation was one of the best performing stocks in the S&P 500 Consumer Staples Index.” Breve traduzione: le azioni CB sono cresciute del 45% nel 2015 contro un +1% dell’indice di borsa. Per il quarto anno consecutivo, CB è stato uno dei migliori titoli del settore dei consumi di massa nell’indice.

Non lo so cosa pensate voi che leggete, ma io più questa storia della birra evolve (e c’è in vista un nuovo birrificio da 20 milioni di ettolitri) più vedo CB diventare un caso stile “Foster’s”, che qualche anno fa decise di separare birra e vino (divenuto TWE). Mi sbaglierò, ma con quella capitalizzazione di mercato (30 miliardi) forse i tempi stanno diventando maturi…

E adesso andiamo a leggere questi bei numeri insieme, ancora una volta guidati dal segmento birra, ma dove i dati del vino sono stati positivi (e vi ricordo che il terzo trimestre che commentiamo è quello chiave per il business).

Continua a leggere »

Laurent Perrier – risultati primo semestre 2015

1 commento
laurent perrier h115 1

A proposito, buon 2016, visto che siamo agli sgoccioli, per chi legge “in diretta”. Vi auguro di brindare con un Laurent Perrier, di cui questa sera commentiamo i risultati del primo semestre (che per loro chiude a settembre). Avendo letto delle disgrazie dei concorrenti (Lanson e Vranken Pommery), questi numeri sembrano proprio belli, sia per quanto riguarda il fatturato, che per i margini e per la generazione di cassa. Le vendite crescono dell’8%, i margini sono stabili prima degli ammortamenti, il prodotto è stabile in Francia e recupera molto bene in Europa, la strategia di “premiumisation” da’ insomma i suoi furtti (il 40% delle vendite del brand Laurent Perrier è “alto di gamma” contro il 37% dei primi 6 mesi del 2014). Andiamo a leggere i numeri insieme.

Continua a leggere »

Concha y Toro – risultati primo semestre 2015

nessun commento
concha h115 1

La svalutazione del peso cileno rispetto alle principali valute sta aiutando Concha y Toro nel 2015. Quello che sta però succedendo è che a fronte di un incremento sostenuto dei ricavi e a una sostanziale tenuta del margine industriale, i costi di produzione si stanno “mangiando” tali benefici. Ne risulta un quadro del primo semestre di vendite in crescita del 6% ma di utile operativo in leggero calo. Se estendiamo il confronto ai nove mesi pubblicati da qualche giorno e che trovate riportati in tabella, la situazione è decisamente migliorata, con una accelerazione delle vendite dal 6% al 9% ma soprattutto con un consistente miglioramento dei margini, che ha portato l’utile operativo a crescere del 12%. Si preannuncia dunque un anno molto interessante per Concha y Toro, anche se quando i dati dovranno essere letti in dollari americani, la svalutazione del peso del 15% circa ridurrà l’impatto dei dati in valuta locale. Andiamo a leggere i numeri insieme.

Continua a leggere »

Gambero Rosso – risultati 2014 e introduzione in Borsa

nessun commento
gambero 2014 1

Il Gambero Rosso ce l’ha fatta il 23 Novembre a debuttare in borsa. L’operazione di aumento di capitale ha consentito al gruppo di raccogliere 7 milioni di euro (un po’ meno di quanto inizialmente previsto, cioè circa 9 milioni di euro) a un prezzo di 1.6 euro per azione (quindi con una valutazione di 16 milioni di euro del capitale azionario pre-aumento, rispetto all’obiettivo iniziale di 20-24 milioni di euro). Il primo giorno di quotazione ha visto le azioni calare dell’11% a 1.42 euro per azione, con un ulteriore leggero calo a 1.40 durante la settimana.

Ma come sono i numeri del Gambero? Dall’analisi che segue nel post direi che si possono trarre le seguenti conclusioni: 1) nonostante l’incremento mostrato nel 2013-14, l’azienda non ha registrato una crescita significativa negli ultimi anni. Fatturava 13.6 milioni di euro nel 2008, ne fattura 14.7 milioni nel 2014, nonostante tutto il tambureggiamento sul cibo e sul vino italiano; 2) GR è impegnata su diversi fronti, ma la parte editoriale e quella di formazione non hanno margini significati. I soldi si fanno con gli eventi e con la TV/Web (contratto SKY scade 31/12/2017); 3) il debito è raddoppiato tra il 2008/2009 e il 2015. Non abbiamo visibilità su quello che è successo “in mezzo” ma nel 2013 e nel 2014 non sono stati prelevati dividendi (al contrario, è stato apportato capitale azionario), il che significherebbe che non è stata generata cassa. Di certo, la quotazione ha consentito al Gambero Rosso di raddrizzare il bilancio, con l’obiettivo di un ambizioso piano di investimenti, e alle banche finanziatrici di vedere i loro crediti verso l’azienda non più come un potenziale problema. Adesso però bisogna marciare spediti, per non lasciare ai nuovi azionisti un brutto ricordo…

Andiamo nel dettaglio

Continua a leggere »