produzione di vino


Australia – produzione di vino 2017

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Approfondiamo oggi gli aspetti della produzione vinicola australiana del 2017, che come abbiamo visto un paio di mesi fa con le anticipazioni OIV sulla produzione mondiale è tornata su livelli quantitativi record dopo anni difficili. Difficili, se ricordate, sia per il clima che per le fluttuazioni valutarie che hanno fortemente influenzato le politiche commerciali delle aziende vinicole australiane. Bene, la produzione 2017 di vino australiana sfiora quota 14 milioni di ettolitri, circa il 15% in più della media dei 5-6 anni precedenti e questo si accoppia a un leggero incremento dei prezzi delle uve che porta il valore della produzione all’origine australiano a superare quota 1 miliardo di dollari australiani per la prima volta dal 2008 a questa parte. Come vedremo nel resto del post la crescita è targata vini rossi e Shiraz in particolare. Passiamo ai dati.

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Sud Africa – produzione di vino e superfici vitate, aggiornamento 2016

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Dopo aver commentato i deboli dati cileni, è ora di aggiornare i dati del Sud Africa, che mostrano significative analogie. Oltre a una produzione di vino in calo del 7%, i dati pubblicati da SAWIS mettono in luce anche una tendenza calante delle superfici vitate che nel 2016 è ulteriormente accelerata, con la perdita di 3mila ettari vitati. I dati di Sawis che usiamo noi (9 milioni di ettolitri) non sono direttamente comparabili con quelli di OIV (che parla di 10.8 milioni di ettolitri includendo 1.5 milioni di ettolitri di prodotto che viene distillato e 0.3 milioni che diventa succo d’uva). Ad ogni modo, nel 2017 secondo i primi dati comunicati da OIV la produzione sudafricana si è stabilizzata. Entrando nel dettaglio, vi accorgerete del buon andamento, in termini relativi, dei vini bianchi, Chenin Blanc e Colombard per i sudafricani, e del calo di quelli rossi dove tutte le principali varietà sono in calo ad eccezione del Pinot Nero. Passiamo ai dati.

 

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Argentina – produzione di vino 2017

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Con una produzione di 11.8 milioni di ettolitri di vino nel 2017 l’Argentina colma parzialmente il gap cumulato nel 2016 quando la produzione subì un crollo verticale e scese per la prima volta nella storia recente sotto i 10 milioni di ettolitri. Siamo ancora distanti dalle medie produttive storiche di circa 14 milioni di ettolitri, ma ci sono un paio di segnali positivi che vale la pena di sottolineare: primo, gli argentini hanno fatto meglio dei vicini di casa del Cile che hanno avuto un altro calo anche nel 2017 dopo quello già pesante del 2016; secondo, la percentuale dei mosti sulla produzione totale (14.6 milioni di ettolitri) è soltanto del 19%, il livello più basso mai registrato nel paese da quando redigiamo questa analisi. Passiamo a qualche dato di dettaglio.

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Cile – produzione di vino 2017

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La produzione di vino cilena nel 2017 è stata la più bassa dal 2010 a questa parte, con soltanto 9.4 milioni di ettolitri prodotti. Il calo produttivo ha colpito principalmente le varietà rosse del prodotto, mentre i vini bianchi, pur in calo, raggiungono un terzo della produzione del paese sudamericano. Con volumi esportati annui di circa 9 milioni di ettolitri e un mercato interno di circa 2-3, siamo al secondo anno consecutivo di “deficit di vino” che potrebbe avere qualche impatto sui mercati internazionali. Se è vero che molti dei suoi principali concorrenti (noi inclusi) stiamo vivendo problematiche simili, è altrettanto vero che la strategia cilena è molto focalizzata sul vino sfuso e su prezzi medi piuttosto contenuti (1.8 euro al litro nel 2016, contro i 2.7 euro dell’Italia). Vedremo cosa succede. Per ora focalizziamoci sui dati 2017.

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La produzione di vino nel mondo 2017 – prima stima OIV

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La pubblicazione della prima stima di produzione mondiale di vino da parte di OIV relativa al 2017 ha avuto quest’anno una risonanza particolarmente importante perché si tratta di un’annata anomala in diversi mercati, tale da portare la quantità di vino al livello più basso da decenni: 247 milioni di ettolitri. Si tratta di un calo rilevante (-7%) soprattutto considerando che si riferisce al totale globale e che viene dopo un 2015 già in calo (-3%). Quest’anno, al di là della dimensione, viene più sentito dalla nostra parte dell’Oceano perché siamo noi, italiani, francesi e spagnoli il centro delle cattive notizie. Ci sono però altri paesi che probabilmente subiranno delle conseguenze commerciali dalla cattiva annata; i cileni per esempio, che tornano sotto 10 milioni di ettolitri (non succedeva dal 2010) e mettono in fila il secondo anno negativo.

Tornando alle questioni più vicine a noi, il dato più negativo è quello della Francia, perché la loro vendemmia è del 18% sotto la media decennale, contro il -10% dell’Italia e il -8% della Spagna.

Allargando lo sguardo, è vero che la produzione è molto bassa ma è altrettanto vero che nei quattro anni precedenti la produzione era stata allineata (2014 e 2016) o superiore alla media (2013 e 2015) di 265 milioni di ettolitri, curiosamente per un eccesso cumulato sulla media storica di 24-25 milioni di ettolitri, che si confronta con i circa 18 che mancano rispetto alla media storica quest’anno. Quindi ci siamo mangiati in un anno una bella fetta dei 4 buoni anni passati, ma non sembra il caso di disperare, salvo dare delle letture strutturali (vedi clima) ai dati. Passiamo ai numeri.

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