Veneto


Cantina di Castelnuovo del Garda – risultati e analisi di bilancio 2008

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Analizziamo oggi il bilancio della Cantina di Castelnuovo del Garda (chiusura bilancio 31/7/08), che opera in Veneto nelle denominazioni Lugana, Bardolino, Bianco di Custoza e Garda. Perche’ e’ interessante? (1) e’ una cantina cooperativa in forte crescita (+40% fatturato 2008); (2) e’ una cooperativa che processa prevalentemente uve, quindi con un piano di investimenti di tutto rispetto; (3) opera principalmente su vini VQPRD (94% del totale), per quanto ancora oltre la meta’ del prodotto viene venduto come vino sfuso. I risultati della cantina sono stati molto buoni: i soci hanno conferito il 7% in piu’ a un prezzo superiore del 6% circa. La cantina sembra anche avere forti spazi di miglioramento: da un lato, il fatturato e’ concentrato in Italia, dall’altro la vendita di vino sfuso e’ sempre preponderante nonostante l’eccellente posizionamento del prodotto.


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Zonin – risultati e analisi del bilancio 2007

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Iniziamo l’analisi del bilancio Zonin con una premessa: questo bilancio e’ costato 15 euro, pagati per scaricarlo, siccome la casa vinicola ha lasciato cadere la richiesta (telefonica e scritta) di riceverlo. E con una speranza, corroborata da una email di chiarimento di Francesco Zonin che legge e commenta questo blog (e il leggo il suo Wine is love): che il prossimo anno mi consenta di evitare questa “tassa” fornendomi il documento. Dopo la premessa parliamo dei numeri 2007 di Zonin, che da un lato mostrano gli effetti del rilancio commerciale del gruppo (fatturato +11%), dall’altro mostrano un deterioramento della posizione finanziaria (debito in crescita) che e’ stato soltanto marginalmente corretta dalla vendita di una quota di minoranza di una tenuta americana (Barboursville). Zonin non genera ancora i profitti che sarebbero auspicabili dati il capitale investito e il debito che deve sostenere e, purtroppo, sta affrontando il peggiorato scenario economico da una situazione di debolezza.


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Esportazioni di vini rossi VQPRD di Toscana, Veneto e Piemonte – Aggiornamento agosto 2008

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Non e’ nuovo leggere articoli sui giornali di quanto stiano andando bene le esportazioni di vino italiano nel 2008, particolarmente di quello di qualita’. Ho cosi’ pensato di scaricare le serie riguardanti le esportazioni di vino rosso VQPRD prodotto in Toscana, Piemonte e Veneto. Ho scelto questi perche’ sono quelli disponibili su ISTAT che hanno una certa rilevanza (c’e’ anche il Trentino). Il quadro non e’ particolarmente edificante, a leggere questi numeri (e a confrontarli con il totale del vino imbottigliato che fa +1.7%): l’unica regione che si salva sembra essere la Toscana, i cui vini rossi di punta registrano un calo del 4% sui primi 8 mesi dell’anno. Peggio invece va ai vini piemontesi (-13%) e a quelli veneti (-15%). Guardando i dati anche in prospettiva con il 2006 e il 2007, la situazione appare piuttosto negativa per il Piemonte, che nel 2006 e’ rimasto stabile e dal 2007 ha mostrato una significativa riduzione continuata quest’anno. Il Piemonte e’ anche la regione dove il calo dei volumi e’ piu’ basso del calo del fatturato (-6% rispetto a -12%). Infine, come vedrete dalle tabelle allegate vi presento i dati per mercato, dove a colpo d’occhio si nota come mentre la situazione del Piemonte e della Toscana e’ legata qualche mercato (4-5 dei primi 10 mercati hanno segni positivi), nel caso del Veneto i primi 10 mercati sono tutti negativi salvo uno.


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GIV – risultati e analisi di bilancio 2007

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File Google spreadsheets.
Prima di passare ai numeri mi corre l’obbligo di ringraziare GIV e la sua responsabile per la comunicazione Tiziana Mori per avermi inviato il bilancio. Il 2007 e’ stato un buon anno per GIV, che ha confermato la sua leadership tra le aziende Italiane del settore con una progressione del fatturato superiore al 10%, con un buon andamento sia in Italia che all’estero, che come sapete per GIV e’ un’area chiave. In questo processo, il gruppo ha dovuto subire un aumento del capitale circolante, che ha portato l’indebitamento a 117m (da 104m), mentre e’ stato portato a termine l’operazione Bolla. In base a questa operazione, mentre GIV continua a fornire il prodotto Bolla a Brown-Forman per il mercato americano (EUR20m), ha cominciato a distribuire il prodotto in Italia. Inoltre, l’Istituto di Sviluppo Agroalimentare, società appartenente al Ministero dell’Agricoltura, e’ intervenuta con un apporto di EUR10m, condividendo con GIV quasi la meta’ dell’investimento in Bolla. Altri eventi importanti stanno però capitando: i due soci principali di GIV (CIV e Cantine Riunite) si sono fusi tra loro con effetto dal 1/8/2008. Questo ha portato il Gruppo a modificare il progetto di evoluzione societaria a suo tempo approvato. Infatti, in GIV Spa (che gestisce dal 1/1/2006 il ramo d’azienda commerciale) verranno conferite anche i rami d’azienda agricolo e produttivo (vigneti e cantine) a completamente del progetto a suo tempo previsto. La presenza, di un socio di riferimento (Cooperativa unificata fra Riunite e Civ) e che si appresta a divenire socio unico del Gruppo, modifica completamente lo scenario. Infatti, GIV Spa, che comunque manterrà una propria autonomia societaria e gestionale resterà legata alla nuova proprietà cooperativa del Gruppo. Per quanto riguarda il 2008, GIV prospetta una annata difficile, causa il difficile scenario economico e i problemi derivanti dalla svalutazione del dollaro… ma passiamo ai numeri.


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Sartori – risultati e analisi di bilancio 2007

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[English translation at the end of the document]
Sartori ci ha prontamente inviato il bilancio 2007, che mostra una ripresa del fatturato, compensata a livello operativo da una leggera riduzione dei margini sostanzialmente da attribuire al rinnovato sforzo commerciale per promuovere i prodotti, soprattutto nei mercati esteri, che ricordiamo rappresentano l’80% del fatturato dell’azienda. Si denota poi un leggero incremento del debito, essenzialmente legato al maggior magazzino (a sua volta da attribuire al graduale spostamento verso vini di maggior pregio, che quindi richiedono tempi di maturazione più lunghi), che non è stato compensato da un miglioramento dei tempi di pagamento. Dal punto di vista delle prospettive, Sartori anticipa un andamento difficile per il 2008, caratterizzato da un fatturato stabile ma da margini in ulteriore compressione stante la difficoltà di ribaltare sui prezzi di vendita gli aumenti dei costi di acquisto delle materie prime (argomento questo, che credo caratterizzerà molti dei nostri post sui bilanci 2008…).


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