USA


California – produzione uva e vino – aggiornamento 2009

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FONTE: USDA
Come gia’ da piu’ parti sottolineato, la produzione di vino in California nel 2009 e’ stata particolarmente elevata. Il resoconto finale e’ stato appena pubblicato e, come sempre, fa riferimento non tanto alla produzione di vino ma al tonnellaggio di uva da vino prodotto. E questi numeri parlano molto chiaro: (1) la produzione 2009 e’ salita a 3.7m/tons, +23%, sostanzialmente equivalente per le uve bianche e rosse; (2) i prezzi delle uve si sono mantenuti stabili, e quindi il +23% dei volumi si e’ prontamente trasferito in un +23% del valore commerciale della produzione di uva da vino; (3) i protagonisti della crescita sono stati il Cabernet Sauvignon, il Merlot e lo Chardonnay. Per i primi due si tratta di un “recupero” di un livello produttivo comparabile con il passato (potremmo quasi dire che e’ stata la vendemmia 2008 a essere cattiva, piuttosto che quella 2009 ad essere cosi’ buona), mentre per lo Chardonnay si tratta di un livello mai raggiunto sinora. (4) Per quanto riguarda i vitigni italiani (o cosi’ crediamo noi), un nome merita attenzione: il Pinot Grigio, che supera il Sauvignon Blanc e diventa il n.3 nel mondo dei vitigni bianchi americani.



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I costi di impianto e di produzione della vigna – studio Un. California 2009

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Il testo completo dello studio e’ reperibile sul sito della UCDavis a questo link.

Il post di oggi va in una categoria molto seguita dai lettori del blog, che e’ quella dei costi di produzione del vino. Su questo argomento ho la sensazione che la suddetta universita’ americana sia una specie di oracolo in materia. Troverete sul sito una ampiezza di studi sia per localizzazione dell’azienda agricola potenziale che per periodo (il primo studio risale al 1938!!!, foglio scritto a macchina tradotto in PDF). Inoltre affrontano l’argomento costo di produzione sia considerando quanto costa mettere in piedi l’azienda (in questo caso di 35 acri, di cui 30 di vigneto ripiantato) quanto costa produrre uva dopo 3 anni, come cambia il costo in base alla resa produttiva e quanto puo’ essere il ritorno economico di tutta l’operazione. Cosa si conclude? Beh, di novita’ non ce ne sono. Lo studio ci dice quanto segue: (1) che i costi di mettere in piedi un’azienda vinicola, piantare il terreno e via dicendo sono molto rilevanti, circa ; (2) che il ritorno sull’investimento si vede dopo piu’ di 3 anni, quando la vigna comincia a produrre; (3) che il ritorno non e’ comunque molto elevato, perche’ il costo della terra impatta in modo molto significativo.


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Constellation Brands – risultati terzo trimestre 2009/10

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Il terzo trimestre di Constellation Brands ha evidenziato un andamento in miglioramento delle vendite ma un ulterior deterioramento dei margini, causato dal graduale spostamento verso prodotti a minor prezzo e a un effetto “molla” tra il secondo e il terzo trimestre in USA (causa nuova strategia distributiva). La strategia di Constellation resta incentrata sul taglio del debito attraverso la riduzione degli investimenti e la vendita di marchi di segmento inferiore. Questa strategia nei primi nove mesi fiscali ha condotto a un calo del debito di poco piu’ di 330milioni di dollari (a poco piu’ di 4 miliardi) che si sostanzia in questo modo: 270 milioni vengono dalla vendita di partecipazioni, 250 milioni dall’attivita’ operativa, mentre l’azienda ha assorbito 80 milioni di capitale circolante, 90 milioni per investimenti (che per il secondo anno consecutivo sono al di sotto degli ammortamenti), mentre 10 milioni di dollari sono stati spesi per le stock options per il management. Con questi risultati, che rappresentano il picco stagionale di attivita’, Constellation ha migliorato un pochino le sue attese in termini di generazione di cassa su fine anno e sostanzialmente mantenuto invariate le stime di utili.


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Brand awareness delle regioni vinicole mondiali in USA e UK

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Alla London International Wine Fair dello scorso Maggio e’ stato presentato uno studio/indagine sui consumatori americani e inglesi con lo scopo di comprendere la forza delle denominazioni nel mondo del vino, le motivazioni che spingono i consumatori a scegliere determinati prodotti e l’affinita’ culturale degli inglesi e degli americani verso determinate nazionalita’. Che cosa si conclude da questo studio: (1) che il vino e’ un prodotto molto particolare, dove il marketing e il marchio non sono i principali driver all’acquisto (e questo e’ piu’ vero in Inghilterra che in USA); (2) che in questi mercati il fattore culturale favorisce gli australiani, anche se subito dopo di loro viene l’Italia (gli stiamo simpatici molto piu’ che i francesi, pare); (3) che nonostante il molto rumore che si fa intorno al prosecco, il prodotto e’ ancora molto poco conosciuto nei mercati anglosassoni, il che indica da un certo punto di vista un forte potenziale di miglioramento.


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Superficie vitata in USA: andamento e tipologia dei nuovi impianti – dati 2008

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california superficie 2008

Il dipartimento dell’agricoltura americano ha diramato i dati relativi alla superficie vitata in California con il dettaglio per vitigno e dei nuovi impianti degli ultimi anni. Questa statistica ci consente (1) di confermare quanto detto recentemente, e cioe’ che la produzione di vino americana non crescera’ piu’, dato che il saldo nuovi impianti/vigneti abbandonati sta deteriorando; (2) di vedere quali sono le tendenze riguardo ai nuovi impianti per vitigno. Su questo punto non si preannunciano buone notizie per l’Italia, dato che gli americani si stanno attrezzando a produrre in California il Pinot Grigio.


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