Spumanti


Cava – produzione e vendite, aggiornamento 2013

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Fonte: Consejo Regulador Cava

Cominciamo oggi con due post dedicati ai vini spumanti, cioè Cava e poi Champagne. Le vendite di Cava, riportate dal locale consorzio sono simili nei principali trend a quelle dello Champagne: stasi o calo nel mercato domestico, crescita nei rimanenti mercati. A differenza dello Champagne (e degli spumanti italiani), il Cava ha un profilo internazionale più spiccato, dato che soltanto un terzo della produzione si ferma in Spagna ed è andato decisamente meglio nel mercato europeo, dove il prodotto è ancora in sviluppo. Le prospettive sembrano buone: il mercato spagnolo ha dato segni di risveglio nel primo trimestre 2014… e lì la crisi è costata circa 20 milioni di bottiglie… Ma andiamo insieme ad analizzare come si sono mosse le vendite di Cava, che nel 2013 hanno raggiunto il livello di 241 milioni di bottiglie.

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Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento primo trimestre 2014

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Alla tipica stagionalità del consumo di spumanti, nel primo trimestre 2014 si aggiunge anche la questione Pasqua che (speriamo) abbia avuto un ruolo nella partenza falsa della categoria “Asti” degli spumanti italiani. Infatti, se le esportazioni di spumante del trimestre crescono del 18%, ciò è tutto legato agli altri spumanti DOC, in salita del 35%, a compensare un calo dell’6% delle esportazioni di Asti. L’analisi dell’andamento dell’Asti DOC ci dice però che c’è di più della Pasqua a spiegare il calo dell’Asti: il mercato russo sta indietreggiando di nuovo dopo il recupero prodigioso del 2013. Nel complesso, i numeri sembrano dirci che una volta esaurita la spinta prodigiosa del mercato inglese sarà difficile proseguire la crescita, data la progressiva decelerazione nel mercato americano… andiamo a commentare qualche numero insieme.

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Lanson BCC – risultati 2013

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Se Vranken Pommery non ha dato numeri positivi, non si può dire che i concorrenti di Lanson BCC abbiano fatto meglio nel 2014. Manca ancora all’appello delle nostre review Laurent Perrier, ma già posso anticiparvi che il calo dell’utile operativo è stato superiore al 10%, a causa della pressione sui margini. Tornando a Lanson, il quadro del 2013 è di un incremento delle vendite del 4% ma di una riduzione del 4-5% degli utili. Il mancato incremento dei volumi e la forza dell’euro (qui tutti i costi sono in Euro!) hanno certamente avuto un ruolo nello spiegare il calo dei margini. I debiti restano leggermente superiori al magazzino, anche se la distanza diventa ormai esigua. L’azienda si rifiuta di dare indicazioni sul 2014. Conclusione: possiamo già dire che ancora una volta chi ha vinto nel settore degli Champagne è il leader di mercato LVMH, che con la sua potenza di fuoco (che include anche diversi grandi vini fermi di Bordeaux e, da qualche mese, Clos de Lambray in Borgogna) ha un vantaggio e dei margini che le piccole aziende del settore non possono nemmeno sognare…

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Vranken Pommery – risultati 2013

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La strategia di focalizzazione di Vranken Pommery sui vini ad alto valore aggiunto sta facendo scendere il fatturato ma, come vediamo dai risultati 2013, non sta facendo aumentare di molto i margini e gli utili, o perlomeno non ancora. Sono queste le considerazioni più importanti dei conti 2013, che per dirla tutta sono veramente poco convincenti. L’azienda si vanta nella presentazione della strategia di lungo termine, che ha pagato di nuovo un dividendo di 7 milioni di euro (ma il debito è cresciuto di 6 milioni, quindi non c’è molto di cui gioire). In queste spiegazioni, ci sono troppi “se e ma”, troppe volte “le cose sono andate male ma se invece di prendere tutto prendi soltanto le vendite dei prodotti nostri o quelli che ci piacciono di più, allora va meglio”. La promessa per il 2014 è quella ti tagliare magazzino e debiti, e far crescere i margini e l’utile netto. Doveva già succedere nel 2013, chissà che il 2014 non sia la volta buona. Passiamo ai numeri.

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Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento 2013

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Le esportazioni di spumante sono state anche nel 2013 la categoria di vino con il maggiore tasso di crescita. I grandi numeri sono 2.1 milioni di ettolitri e 736 milioni di euro, rispettivamente in crescita del 13% e del 18% rispetto al 2012. Una crescita che non si e’ mai interrotta dal 2009 a questa parte. Anzi, anche l’avvallamento del 2009 e’ stato brillantemente superato talche’ sugli 8 anni dal 2005 ad oggi la crescita media e’ stata superiore al 13% annuo. Tre o quattro parole spiegano il tutto: paesi anglosassoni, Russia e spumanti DOP (leggi Prosecco). E’ finita? Certamente non e’ immaginabile che continui cosi’. In questi ultimi tempi, l’incremento delle esportazioni e’ stato per cosi’ dire meno “armonico” che in passato, fatto di sbalzi con il Regno Unito in esplosione, la Russia che si e’ dimezzata per raddoppiare di nuovo e via dicendo. Inoltre, la categoria dei prodotti DOP e’ passata da 0.5 milioni di ettolitri a 1.4 milioni di ettolitri di export nel giro di 3 anni, che si leggono come 180 milioni di bottiglie. Ci sara’ sufficiente produzione per continuare a nutrire tanta domanda? I concorrenti ci lasceranno continuare ad aggredire i loro mercati? Insomma, anche se forse alcune di queste considerazioni si potevano fare un anno fa, certamente qualche motivo per pensare che il 2014 non sara’ come il 2013 ci sono…

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