Spumanti


Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento primo semestre 2013

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Dopo aver analizzato il dato generale dell’export nel primo semestre, ci caliamo nei dati degli spumanti. Questo segmento che ricordiamo rappresenta una quota del 9% dei volumi totali e del 14% del valore dell’export degli ultimi 12 mesi. Bene, le tre categorie in cui viene spaccato il dato sembrano muoversi in modo diverso negli ultimi mesi, combinandosi in un +18% nel primo semestre: (1) gli spumanti DOP continuano a crescere senza sosta (+27%) e rappresentano ormai oltre la metà del nostro export; (2) l’Asti spumante, riportato separatamente, sta andando incontro a un forte riposizionamento nei mercati con la crisi del prodotto in Germania compensata dalla ripresa in Russia; (3) tutti gli altri spumanti sembrano essere in una fase di stabilizzazione dopo la crescita degli ultimi mesi. Mettendo insieme i numeri e guardando alle aree geografiche, il segmento è supportato da Stati Uniti e Regno Unito, mentre si indeboliscono la Germania e, per via del cambio, il Giappone.

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Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2012

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Dopo la crisi del 2009, il 2012 è stato il peggior anno della storia recente dello Champagne. Le consegne sono scese del 4% a 309 milioni di bottiglie. La “responsabilità” del calo è da ricercare essenzialmente nella debolezza del mercato francese, cui si accompagna una riduzione dei volumi nei mercati anglosassoni, che avevano però sostenuto in modo eccezionale il volume di vendita negli ultimi 2 anni. Non parlerei dell’Italia, dove lo Champagne ha subito un brutto colpo nel 2012, mentre citerei il buon andamento in Giappone e l’ancora scarsa presa del prodotto (rispetto alla sua rilevanza mondiale) in Cina (il che non è male visto le recenti minacce di incremento della tassazione).

La crisetta del 2012 ha però un’impronta diversa e non piacevole rispetto a quella del 2008/09: questa volta a farne le spese sono i “vigneron” cioè i produttori per la parte che vendono direttamente. Ciò è senz’altro dovuto all’impronta europea e domestica di questo calo di volumi, a differenza della crisi 2009 quando era stato il “global trade” a istigare la crisi. Ne consegue un quadro dove si stanno rafforzando le grandi maison (per quanto anche loro in calo) e le cooperative. Passiamo ai numeri.

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Esportazioni di spumante italiano – dati primo trimestre 2013

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Le esportazioni di spumanti hanno ripreso a correre nel mese di marzo, per chiudere il primo trimestre in crescita del 20% a 130 milioni di euro. Con questa performance, su base annua lo spumante italiano raggiunge 646 milioni di euro di esportazioni (+15%) su circa 1.9 milioni di ettolitri di volume esportato (stabile). All’interno di questo quadro ci sono diverse tendenze da sottolineare, la più importante delle quali è certamente il rimbalzo delle esportazioni di Asti spumante in Russia, dove sembra essersi assestato il sistema distributivo. Se la Russia sembra un problema in fase di risoluzione, l’Asti deve ora vedersela con il cambio di direzione delle esportazioni in Germania e Stati Uniti… ma vediamo i dettagli per tipologia.

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Spagna – esportazioni di vino 2012

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Fonte: aduanas.camaras.org

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Oggi colmiamo un “buco” nel blog, che è quello delle esportazioni spagnole di vino. Dopo che OEMV è andata a pagamento, sottraendo una fonte di dati per il blog, ho pensato di andare alla fonte della dogana spagnola, per scoprire che i dati sono anche leggermente diversi da quelli che pubblicava questo istituto. Comunque, qui trovate tutti i  numeri dell’export spagnolo 2008-2012, che mostrano un incremento del 16% nel 2012 a 2.57 miliardi di euro. Questo dato si riferisce al capitolo 2204, cioè includendo i mosti. Lo stesso numero per l’Italia nel 2012 è stato 4.7 miliardi di euro. L’export spagnolo ha un pattern geografico abbastanza simile a quello italiano, con Germania, Regno Unito e USA a  rappresentare i primi 3 mercati (come per l’Italia) e a rappresentare il 41% del totale esportato (contro il 53% dell’Italia). Come nel caso italiano, la categoria trainante sono gli spumanti, che nel 2012 sono cresciuti quasi del 40% (ma dopo 3 anni brutti), e rappresentano in valore assoluto una quota del 21% delle esportazioni spagnole, ben superiore a quella italiana (circa il 13%). Vediamo i dati in dettaglio.

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Esportazioni di spumante italiano – dati provvisori annuali 2012

3 commenti

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Gli spumanti hanno continuato a trainare l’export italiano di vino nel corso di tutto l’anno, come abbiamo avuto modo di commentare. La spinta però nel 2012 si è materializzata soltanto in una delle tre categorie dell’export, gli spumanti a denominazione di origine, che ha più che compensato la debolezza del prodotto un tempo chiave per lo spumante, l’Asti. I numeri parlano chiaro: a fronte di un export cresciuto del 14% a 624 milioni di euro, gli spumanti DOP crescono del 28% e superano i 300 milioni in valore, andando così a rappresentare circa il 50% del totale. Pensate che soltanto due anni fa (quando queste rilevazioni sono partite da parte di ISTAT) gli spumanti DOP erano il 38% delle esportazioni. Praticamente il medesimo livello dell’Asti, che oggi rappresenta soltanto un quarto del totale.

Il discorso fatto due giorni fa sull’export totale si applica meno bene nel caso degli spumanti: innanzitutto è meno vero che il prodotto italiano è focalizzato sui mercati tradizionali, dato che paesi come la Russia o anche molto lontani come l’Australia figurano nella “top 10” delle esportazioni di Asti ma anche dello spumante DOP (Russia). In secondo luogo, a differenza del vino fermo, lo spumante è certamente un prodotto più “caldo” nei mercati tradizionali ed è altrettanto vero che la sua penetrazione nei mercati emergenti è in uno stato più primordiale di quello dei vini fermi. Dall’altro lato, va comunque considerato che la posizione dell’Italia nel trade mondiale degli spumanti deve fare i conti con un concorrente particolarmente scomodo, lo Champagne, che da solo ha fatturato nel 2012 circa 2.2 miliardi di euro all’export, cioè 3.5 volte il valore di tutto lo spumante italiano messo insieme. Ma passiamo ai numeri.

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