mercato del vino


I canali di vendita del vino e tipologia di etichette – indagine Mediobanca 2020

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L’analisi dei canali di vendita del vino in Italia del 2020 pone alcune discontinuità rispetto al passato. Per questo motivo, nei grafici e tabelle che seguono vedrete un “2019” e un “2019 new”. Le proporzioni della prima erano quelle pubblicate nel 2019, quelle della seconda sono le proporzioni riferite al 2019 pubblicate nell’analisi 2020 e, sperabilmente compatibili con le ultime. Alcune evidenze sono ovvie: nel 2020 cala la quota del canale della ristorazione (dal 18% al 13%) e crescono gli altri, tra cui la GDO (dal 35.5% al 38%) e la vendita diretta (+ 1 punto percentuale al 10.6%). Ma forse il dato più importante contenuto in questa analisi, che si basa sulle aziende del campione Mediobanca (vi ricordo: 240 aziende che fatturano in Italia 4.7 miliardi di euro) è quello relativo alla penetrazione del canale online. Nel 2020 secondo l’analisi il 2.6% delle vendite di vino è passato per internet, contro lo 0.9% del 2019. Di questo 2.6%, la vendita diretta è passata dal 0.7% all’1.2%, le piattaforme specializzate (quindi i vari Tannico e soci) dallo 0.2% all’1.2% e le piattaforme generiche (quindi multiprodotto) da niente allo 0.2%. Trovate un grafico specifico nel resto del post in proposito. Grazie e buona consultazione dei dati, che trovate nel resto del post.

Fonte: Area Studi Mediobanca

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Argentina – esportazioni di vino – aggiornamento 2020

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Le esportazioni argentine hanno tenuto botta nel 2020 perdendo soltanto il 4% per un valore di 680 milioni di euro. A consentire un andamento così poco negativo in un anno difficile come il 2020 sono state due componenti, in parte sovrapposte: l’andamento particolarmente positivo nel Regno Unito (+7% a 110 milioni di euro) e la forte crescita nelle esportazioni di vino sfuso (da 1.1 a 1.9 milioni di ettolitri, per un valore passato da 59 a 74 milioni di euro). La situazione nel mercato americano continua a deteriorare dopo gli anni d’oro del Malbec e la diversificazione geografica delle esportazioni argentine di vino continua a migliorare: gli USA sono nel 2021 scesi a una quota del 29% delle esportazioni argentine, contro il picco di oltre il 40% raggiunto nel 2012. Bene, fatta questa premessa andiamo a guardare i dati in dettaglio, anche per rispondere alla domanda: dove è andato tutto questo vino sfuso?

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Cava – produzione e vendite, aggiornamento 2020

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Come per lo Champagne, anche il vino Cava ha subito pesantemente la crisi COVID, segnando un calo del commercializzato 2020 del 14% a 215 milioni di bottiglie. Non abbiamo come per lo Champagne i dati a valore ma siamo su livelli non troppo distanti (circa -18% per lo Champagne). In confronto il nostro Prosecco con il suo -3% (in valore) ha fatto un figurone. Il Cava in realtà sarebbe anche andato un po’ meglio se non per la vera debacle del mercato domestico, calato del 25%, perchè il -6% dell’Europa e il -11% del resto del mondo sono perfettamente in linea con quanto ci si poteva attendere, visti i tempi e visto che il prodotto, comunque, non aveva un forte abbrivio come il Prosecco. Anche per gli spagnoli, i mercati scandinavi sono stati fonte di soddisfazione, mentre è sorprendente e positivo il leggero recupero messo a segno nel mercato inglese dopo la vera e propria debacle degli ultimi anni. Sperando che il grafico animato di sopra sia di vostro gradimento, passerei a qualche dato di dettaglio, anche relativo alla denominazione.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento 2020

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Fonte: inumeridelvino.it su dati doganali, UN Comtrade e OIV

Quest’anno fare questo post ha richiesto una fatica superiore agli anni passati. La pandemia sta pesantemente ritardando la contribuzione dei dati di alcuni paesi, soprattutto dell’America Latina ma anche dell’Australia. La ricostruzione è comunque completata grazie al dato fornito da OIV su questi paesi. Dunque il trade mondiale di vino 2020 è stato colpito pesantemente dalla pandemia. Gli 11 paesi qui recensiti, che sono i primi produttori mondiali, hanno visto un calo del 6% delle esportazioni a valore, da 28 a 26.3 miliardi di euro e una riduzione di circa il 2% del volume esportato, da 93.8 a 92.4 milioni di ettolitri. Il grafico animato di Fluorish qui sopra vi fa vedere che cosa è successo negli ultimi anni. L’Italia va peggio nei periodi buoni e resiste meglio durante la crisi, per trarre la conclusione più importante. Il 2020 è stato un anno difficile soprattutto per Francia, Cile, Australia, Germania e Sud Africa. Diciamo che una seconda chiave di lettura importante è quella relativa ai dazi doganali, che hanno colpito la maggior parte dei paesi (ma non l’Italia) nel più importante mercato del mondo, gli USA, mentre gli australiani si stanno beccando una lecca non indifferente dai dazi ad-hoc che la Cina gli ha applicato. L’Italia dunque tocca il suo picco di quota di mercato tra questi paesi, al 24% del totale, con un calo limitato al 2% nel 2020 e una crescita annua del 3% sui 5 anni, contro il +1% totale (che è anche il dato della Francia). Passiamo a commentare qualche dato di dettaglio, sempre ricordandovi che i dati sono disponibili anche nella sezione Solonumeri.

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Sud Africa – esportazioni di vino 2020

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Fonte: UN Comtrade

Tempi duri per il Sud Africa del vino. Nel giro di due anni ha perso quasi il 20% delle esportazioni di vino in valore in euro (compensato dalla svalutazione del cambio) e oltre il 30% in volume. Nello specifico del 2020 second UN Comtrade, le esportazioni di vino sono calate per il secondo anno consecutivo, -8% a 546 milioni di euro. Nel contesto mondiale, questo dato mette il Sud Africa definitivamente fuori dalla “top 10” mondiale degli produttori/esportatori di vino, a una distanza abbastanza importante dal decimo, l’Argentina (di cui non abbiamo ancora i dati). L’origine del calo del 2020 è però quasi opposta a quella del 2019: infatti quest’anno appena concluso vede i mercati chiave come il Regno Unito in ripresa e la Germania e Olanda soltanto calare marginalmente, mentre sono i mercati secondari, che erano stati un sostegno nel 2019 a determinare i calo. Ovviamente con un export ormai da un paio di anni sotto i 4 milioni di ettolitri annui rispetto a un livello di 5-5.5 nel passato, l’equilibrio dei volumi della struttura vinicola sudafricana è evidentemente in pericolo. Passiamo ai dati.

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