2019


Cile – produzione di vino 2019

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Il 2019 è stato di nuovo un anno di buon livello per la produzione di vino cilena, che ha sfiorato 12 milioni di ettolitri. Anche se si registra un calo del 7% rispetto al 2018, bisogna considerare il contesto (l’anno scorso fu un anno eccezionale) e guardare al lungo termine: la produzione media dal 2010 a questa parte è stata mediamente di 11.2 milioni di ettolitri. Nell’ambito di un buon anno si rafforza la produzione dei vini DOC (86% contro 83% medio storico), la produzione di Cabernet Sauvignon (35% del totale DOC contro il 33% medio storico) e del Sauvignon Blanc (14% in linea con la media storica), mentre perdono quota sia il Syrah che il Merlot. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Esportazioni di spumante Italia – aggiornamento primi nove mesi 2019

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Gli 1.9 milioni di ettolitri di Prosecco nei primi 9 mesi del 2019 sono sempre di più il punto di riferimento fuori dall’Italia dei nostri spumanti. Un successo che prosegue di pari passo con quello dell’Aperol che del Prosecco fa l’ingrediente chiave dello Spritz. L’Aperol ormai veleggia sui 6 milioni di casse da 9 litri e quindi circa 0.5 milioni di ettolitri. In altre parole lo Spritz da solo porta circa 0.5 milioni di ettolitri di consumo di Prosecco nel mondo, di cui il 40% in Italia e il 60% all’estero e questo utilizzo del prodotto è destinato a continuare nel futuro.  Il quadro del periodo “meno stagionale” per gli spumanti, gennaio- settembre, è di una crescita del 5.4%, la metà di quanto messo a segno nel 2018, +11.2%. Ma a indebolirsi non è stato il prosecco, che è cresciuto del 15% nel 2018 e del 17% nei primi 9 mesi del 2019; sono stati gli altri prodotti di qualità: Asti -5%, altri spumanti DOP -35%, tutto il resto 0%. Passiamo ai dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento settembre 2019

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La considerazione più ovvia guardando ai dati appena pubblicata da ISTAT sulle esportazioni di vino italiano a settembre è che il mercato è diventato estremamente volatile. Negli ultimi 4 mesi si sono susseguiti un -8%, un +8%, un altro -8% e in settembre un sfavillante +16%. Le cause sono da ricercare ovviamente nel calendario ma anche nella decelerazione degli spumanti nel mercato più importante, il Regno Unito, che non fornisce più una “spalla” ai dati. Comunque, soltanto un mese fa mi stavo fasciando la testa sul possibile andamento di qui a fine anno delle esportazioni e forse sono stato troppo pessimista. Il ritmo di crescita si è riportato sul 4% circa. Abbiamo davanti un ottobre decisamente difficile (+13% e +8% nei due anni scorsi), mentre sia novembre che dicembre (-1% e -5% lo scorso anno) dovrebbero lasciare spazio per dati più positivi. Il nostro export continua a essere fortemente sostenuto dai volumi in recupero, tornati a quota 21.5 milioni di ettolitri su base annua, praticamente lo stesso livello registrato prima della brutta vendemmia 2017. I grafici qui allegati parlano molto chiaro e dicono anche che la spinta degli spumanti non è più così forte come in passato. Passiamo ai dati.

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Argentina – produzione di vino 2019

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Dopo il forte recupero produttivo del 2018 (qui il post), la produzione vinicola argentina è di nuovo calata nel 2019, tornando il 4-5% sotto le medie storiche per quanto riguarda la pura produzione di vino. In realtà il dato totale di 18.5 milioni di ettolitri include anche una rilevante porzione di mosti (5.5 milioni) che però è stata in forte recupero nel 2019 e quindi quando si guardano i dati nel loro insieme sono allineati a quanto visto in passato. Il dettaglio però evidenzia una vendemmia molto negativa nel segmento dei vini bianchi, praticamente quasi al livello del drammatico 2017, quasi completamente compensata dai vini rossi. Dal punto di vista delle regioni, Mendoza ha avuto un’ottima vendemmia, a guardare i numeri, rispetto alle altre aree del paese e rappresenta nel 2019 il 79% della produzione totale (un livello mai stato tanto elevato dal 2013 a questa parte). Passiamo ai dati di dettaglio.

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Delegat Group – risultati 2019

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Delegat’s archivia un altro anno di grande spessore con tutti gli indicatori che si muovono nella giusta direzione: nell’anno fiscale chiuso a giugno 2019 i volumi crescono del 10%, i margini sono in leggero miglioramento, gli investimenti sono calati leggermente lasciando spazio a un miglioramento del debito e della leva finanziaria, il ritorno sul capitale sale al 13% pre-tasse, un livello decisamente soddisfacente. Non solo, le prospettive del gruppo sono ben delineate: il produttore di Oyster Bay e Barossa Valley Estate prevede di portare i volumi dai 3 milioni di casse di oggi a 3.6 milioni entro il 2022 (il 21% in più per intenderci). Per il primo marchio, le vendite nel mercato americano saranno il fattore critico, mentre per il secondo si parla di una crescita a livello globale. Più nel dettaglio, per il 2020 si prevede una crescita dei volumi dell’8% ma un utile operativo stabile rispetto al 2019, che peraltro ha chiuso su livelli record. Il titolo in borsa ne beneficia: oggi Delegat ha un valore di 1.15 miliardi di dollari neozelandesi (665 milioni di euro) e un multiplo molto interessante di 22 volte gli utili, 14 volte l’EBITDA e 16 volte l’utile operativo. Passiamo ai dati.

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