
Anche nel 2015 le esportazioni di vino cileno sono cresciute. Anzi, l’anno appena concluso è stato anche migliore del 2014, soprattutto se si traducono i dati nella loro valuta locale, il peso: ne risulta un incremento del 14% in valuta locale, contro il +9% registrato nel 2014. Da quest’anno questo post cambia fonte, essendo passato dui dati di UN Comtrade Database, e soprattutto ho deciso di cambiare valuta, trasformando tutto in euro, perchè alla fine il 95% di chi legge ha in testa gli euro e gli viene più semplice leggere euro che non dollari o ancora più incomprensibili peso cileni. Dicevamo che è un buon anno per il Cile, sia dal punto di vista dei numeri totali (+19% a valore in euro a 1.7 miliardi di euro e +9% a volume a 8.8 milioni di ettolitri) che dal punto di vista del mix, dato che come lo scorso anno la crescita resta più spostata nel segmento dei vini imbottigliati (almeno a valore). Ma lo è anche perchè il prodotto cileno si è aperto nuove strade per continuare a crescere. Lo dicevamo già lo scorso anno che i nuovi mercati stavano diventando importanti. Nel 2015 la Cina è a tutti gli effetti il secondo mercato di esportazione con 200 milioni di euro 1.5 milioni di ettolitri spediti superando di slancio Regno Unito e Giappone, dove comunque le esportazioni in euro sono cresciute del 10% e del 26% rispettivamente. Questa capacità di aggredire nuovi mercati è un fattore molto positivo, anche se non ci sono soltanto buone notizie: il prodotto cileno sembra più esposto alla competizione di quello dei concorrenti in alcuni mercati storici, come gli USA o il Regno Unito, dove le esportazioni negli ultimi anni sono state molto altalenanti. Andiamo a leggere i numeri insieme.





