2013


Classifica fatturato aziende vinicole italiane 2013 – fonte: Mediobanca

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La pubblicazione del rapporto Mediobanca Research sulle principali aziende italiane ci consente di tirare una somma sui bilanci 2013 delle aziende vinicole italiane. Cominciamo dalla graduatoria del fatturato, che manteniamo come pubblicata nel rapporto, ricordando che c’è una cantina che manca, Masi (circa 70 milioni di fatturato nel 2013) e che non includiamo per mantenere la coerenza della base dati Mediobanca. Detto questo vi segnalo che esiste una classifica molto migliore e più lunga di questa, redatta da Anna Di Martino e reperibile sul suo blog: si tratta di un lavoro molto importante, dato che la classifica si espande ben sotto i 50 milioni di euro di fatturato (ai quali noi ci fermiamo).

Venendo a noi, il 2013 è stato ancora una volta un buon anno per le aziende vinicole italiane. Lo vediamo dal fatturato oggi ma lo vedremo ancora di più quando nei prossimi giorni ci occuperemo dei margini (i prezzi delle uve sono calati grazie a una più abbondante vendemmia) e della leva. Il fatturato è cresciuto del 6% circa per le prime 10 aziende del settore e del 5% se prendiamo tutto il campione qui pubblicato di 22 aziende.  Quest’anno la dinamica del fatturato delle principali aziende supera quella delle principali cooperative (+9% contro +7%) se consideriamo lo “switch” intragruppo di Coltiva passata da GIV a Cantine Riunite. Il GIV si conferma comunque la più grande azienda privata (e non) italiana, mentre Caviro mantiene la leadership sul segmento delle cooperative.  Passiamo a commentare qualche dato.

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Sicilia – produzione di vino 2013 – dati ISTAT

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La produzione di vino in Sicilia è tornata sopra il 6 milioni di ettolitri nel 2013, dopo diversi anni tra 4 e 5 milioni di ettolitri. Per questo si può ben dire che il 2013 sia stato un anno anomalo. I numeri che presentiamo oggi hanno diverse inconsistenze, soprattutto dato che viene ignorata la presenza a partire dall’annata 2012 di Sicilia DOC, l’elevazione della vecchia IGT. Nei grafici che ho deciso di tenere come dati ISTAT troverete ancora la stima della produzione DOC a circa 200mila ettolitri, quando invece è stata presumibilmente di circa 800mila ettolitri sin dal 2012.
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Puglia – produzione vino – dati Federdoc 2012 e ISTAT 2013

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Anche il commento sui dati di produzione della Puglia non è facile da scrivere. Nel 2013 c’è stato un recupero ma è facile, guardando il grafico, capire che le buone annate producano sempre di meno: nel 2013 sono stati 6 milioni di ettolitri (inclusi i mosti), nel 2010 furono 7, nel 2005 furono oltre 8 milioni. Nonostante questi “su e giù” un fatto appare abbastanza chiaro: in Puglia si è creato una sorta di zoccolo di vini di qualità, 3 milioni di ettolitri a occhio, di cui 1 di DOC e 2 di IGT, e su questo zoccolo si innesta la fisarmonica dei vini comuni e dei mosti (questi ultimi con una progressione molto preoccupante negli ultimi 2 anni). Il progresso sulla qualità c’e’ stato a cavallo del 2009-2010 (da 2 a 3 milioni, soprattutto grazie alle IGT). Andiamo a vedere i numeri insieme.

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Umbria – produzione vino – dati Federdoc 2012 e ISTAT 2013

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Con una produzione di 900mila ettolitri nel 2013, l’Umbria si è decisamente riportata in carreggiata, come si dice, dopo il crollo registrato nel 2012, ben visibile dal grafico. Esce dal buco molto meglio di come sia entrata, con una produzione di vini DOC e IGT in crescita a discapito dei vini comuni e con un una crescente vocazione per la produzione di vini bianchi, per la prima volta nella storia superiore a quella dei vini rossi. Aggiungo nel post anche la produzione di vini DOC 2012, come riportata da Federdoc, e cioè in modo estremamente incompleto, tanto da non lasciare spazio a ulteriori commenti. Andiamo nel dettaglio dei dati ISTAT.
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Antinori – risultati 2013

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Il bilancio 2013 di Antinori insegna come possano coesistere un ottimo ritorno con una visione di lungo termine per gli investitori, buoni vini, luoghi bellissimi e strutture aziendali che diventano simboli architettonici. I numeri 2013 sono in fondo allineati alla storia di questa azienda: le vendite crescono del 5.6% (e la media storica dal 2005 a questa parte è stata +5.3%), l’utile operativo cresce del 9% (media storica 9.5%), l’utile netto (rettificato per le partite non ricorrenti) sale del 13% (media storica 11%). Quindi tutto come da copione, se non che nel frattempo è stata costruita una delle più grandi e costose cantine italiane e il gruppo, in un anno in cui non ha avuto particolari esigenze di investimento (circa la metà degli ammortamenti), ha generato oltre 40 milioni di euro di cassa per i suoi azionisti, tutti lasciati in azienda per tagliare il debito, già tornato abbondantemente sotto i 100 milioni di euro, per una leva di 1.3 volte il margine operativo lordo. Vediamo i numeri più in dettaglio, con l’avvertenza che il 2012 è stato rettificato per includere nell’area di consolidamento una serie di piccole acquisizioni, che hanno determinato leggere differenze (5 milioni di fatturato, 3 milioni di utile operativo).

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