
Santa Margherita si avvicina anche in un anno difficile come il 2012 al traguardo dei 100 milioni di fatturato e lo fa mantenendo inalterato il livello (elevato) degli utili in un anno in cui la pressione dei costi delle materie prime si è fatta sentire. L’attività continua a essere trainata dal marchio Santa Margherita, mentre la forte esposizione di Ca del Bosco sul mercato italiano (oltre l’80% dei volumi) ne ha rallentato la crescita nonostante il +30% dell’export, a causa della forte crisi del mercato italiano. Gli altri “higlights” di questa annata del gruppo sono senz’altro il primo significativo progresso negli utili della controllata toscana di Pile e Lamole (pur restando una piccola parte del totale) e il passo verso una struttura più pesante in USA con la costituzione di una controllata locale. Infine, Santa Margherita si conferma un’azienda molto generosa con i propri azionisti, avendo distribuito 11 milioni di euro in dividendi, praticamente quasi tutto l’utile (stabile) di 12 milioni di euro. Nonostante questo, l’indebitamento è leggermente calato sia in valore assoluto sia in proporzione alla cassa generata e al patrimonio netto. Infine, una parola sull’evoluzione della gestione che nei primi mesi del 2013 sembra suggerire un ulteriore passo avanti nelle vendite, soprattutto per quanto riguarda Santa Margherita. Passiamo ai numeri.





