Lombardia


Lombardia – produzione di vino 2013 – dati ISTAT

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Come forse è accaduto anche per altri comparti dell’economia reale, in Lombardia non si è mai registrata una vera e propria crisi di produzione vinicola. La vendemmia 2013 è stata molto abbondante come nel resto d’Italia ma la proporzione con il passato non è così eclatante: rispetto all’anno scorso ISTAT registra un incremento produttivo del 6% contro il +18% del dato nazionale. Continua piano piano la focalizzazione sulla qualità, ultimamente perseguita attraverso l’intensificazione dell’uso delle IGT, mentre la proporzione tra vini bianchi e rossi sembra essersi stabilizzata vicino alla parità. Leggiamo insieme i dati.

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Lombardia – produzione di vino DOC/DOCG – aggiornamento Federdoc 2012

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lombardia 1 fed

 

I dati di Federdoc per la Lombardia sono decisamente negativi: la produzione di vino di qualità è scesa da 872mila e 731mila ettolitri, con un calo del 16% e un livello produttivo del 7% circa al di sotto della media storica mostrata dalla regione nel corso degli ultimi anni. Ancora più negativo, se i dati sono corretti, è il fatto che la produzione persa sia venuta dalla DOC in questo momento più rappresentativa e di successo della regione, Franciacorta. La superficie denunciata è purtroppo un dato molto incompleto per il 2012 (vedere tabella); se però riaggiungiamo i dati del 2011 per le DOC mancanti (ipotizzandole stabili), arriviamo a un calo delle superfici vitate soltanto del 4-5% rispetto allo scorso anno, il che significa che il calo produttivo del 16% è sopratutto da attribuire a una “cattiva annata”. Andiamo a guardare qualche numero insieme.

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Lombardia – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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lombardia censimento 2010 g1

 

La Lombardia del vino  non sembra avere un approccio molto deciso e specializzato. I dati del censimento 2010 di ISTAT relativamente alla superficie per vitigno ci mettono di fronte a una situazione molto chiara, per quanto riguarda la vocazione ampelografica alcune province minori. Tutto funziona bene a Sondrio, e in parte a Brescia fino a quando si arriva in provincia di Pavia, che peraltro è la vera anima vinicola della regione, dove la situazione è molto meno definita, con 4-5 vitigni che sono coltivati su superfici importanti. Detto questo, la superficie è fortemente incentrata sulla qualità, dato che oltre quattro quinti della superficie è registrata come DOC. Passiamo velocemente ai numeri.

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Lombardia – produzione vino – dati Federdoc 2011 e ISTAT 2012

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Per la Lombardia il 2012 è stato un anno un po’ strano. La produzione è calata in modo piuttosto sensibile (-7%), ma soprattutto è cambiato il mix produttivo, da sempre incentrato su una crescente produzione DOC. Nel 2012 la produzione di vini si è leggermente spostata verso gli IGT. Ciò non toglie che guardando i dati Federdoc (come ben sapete aggiornati al 2011) ci sono buone notizie: la DOC Franciacorta supera ormai i 160mila ettolitri di produzione, la DOC Oltrepo’ Pavese mantiene una buona massa critica nonostante lo “spacchettamento” in singole denominazioni monovitigno, ma si profila all’orizzonte una nuova denominazione forte, Lugana, che per la prima volta supera gli 80mila ettolitri di produzione di vino.

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Il consumo di vino nelle regioni italiane – dati ISTAT 2012

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CONSUMO REGIONI 2012 0

 

Come promesso torno sull’argomento dei consumi di vino in Italia affrontando l’argomento dal punto di vista regionale. L’analisi che segue non solo cerca di identificare le regioni dove il modello di consumo non si è ancora adeguato alla moda del “consumo sporadico”, ma mette anche in luce quanto, ad oggi, il vino sta diventando un prodotto la cui penetrazione è fortemente correlata alla ricchezza delle persone: la correlazione che vedete nell’ultimo grafico vi indica chiaramente che le regioni più ricche sono quelle dove più persone sono consumatori di vino. Il centro Nord, cioè Marche, Emilia Romagna e Toscana sembrano essere le aree dove il consumo pesante di vino (qui identificato con “oltre 50cl di consumo giornaliero”) è ancora più marcato che nel resto d’Italia: il rischio di calo dei consumi sembra più importante. Invece, le regioni del Nord Est, prima tra tutti il Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, ma anche in parte il Veneto, sono quelle dove il “mercato” si è già spostato sul modello di consumo sporadico e allontanato da quello giornaliero rilevante. Vediamo insieme qualche numero.

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