Spagna
Esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2011
nessun commentoBaron de Ley – risultati primo semestre 2011
nessun commentoBaron de Ley – risultati 2010
nessun commentoBaron de Ley ha mostrato dei tangibili segni di miglioramento nei conti del second semestre, che in breve sono stati caratterizzati da un recupero dei margini (minor costo delle materie prime) e da una ripresa delle vendite fuori dai confini spagnoli. Ancora meglio dei risultati in termini di utili sono i dati finanziari. Baron de Ley ha concluso il 2010 con una posizione di cassa netta di circa 11 milioni di euro rispetto ai 2 milioni di debito del 2009. Si tratta di 13 milioni di euro di generazione di cassa, cui vanno sommati i 21 milioni di euro investiti nell’acquisizione di azioni proprie (poi cancellate). Da cio’ deriva una generazione di cassa di ben 34 milioni di euro, rispetto a un numero comparabile di 21-22 milioni di euro. Quando guardate questi numeri, quindi, considerate che l’incremento del 14% dell’utile netto e’ una visione “parziale” di come sono andate le cose. E il 2011? Naturalmente continuera’ a restituire cassa agli azionisti (in gennaio 2011 ha ricomprato un altro 1.4% del capitale investendo 3 milioni di euro), mentre dal punto di vista operativo l’attenzione si spostera’ soprattutto sull’andamento delle vendite in Spagna cercando di mantenere la posizione di leadership e nello stesso tempo cercando di allargare la penetazione in nuovi mercati esteri.
Germania – importazioni di vino 2010
nessun commentoNel 2010 la Germania ha importato meno vino del 2009, nonostante la crisi sia passata e per quanto la crisi non avesse picchiato secco come in altri posti. Questo e’ quello che ci dicono i dati raccolti da OEMV, che come ogni volta devo avvertirvi non quadrano per nulla con quelli rilasciati dalla dogana italiana. In altre parole, secondo i nostri dati (ISTAT) l’Italia del vino cresce in Germania, secondo questi dati rielaborati dagli spagnoli sulla dogana tedesca sta succedendo il contrario e non soltanto: il vino italiano non solo cala ma perde anche quote di mercato. Dopo questo doveroso avvertimento procediamo con il commento ai dati, da cui si deduce quanto segue: (1) che i tedeschi hanno fatto crescere l’import di vino sfuso rispetto a quello imbottigliato; (2) che i vini spumanti non danno segni di risveglio, al parti del totale delle importazioni; (3) che nell’ambito delle nazioni che esportano, l’Italia e’ sempre saldamente al primo posto ma con quote di mercato calanti (-4% nel 2010 contro -1.7% del mercato), mentre la Francia va un po’ meglio. Potremmo parlare della forte crescita dei vini americani e sudafricani ma vi farei perdere tempo: cubano circa un decimo dell’export italiano, quindi si tratta di fenomeni che per diventare interessanti devono ancora passare alcuni anni.








