Nel tourbillon di tutti questi annunci sul commercio globale di vino, facciamo un post di riassunto, dove proviamo a fornire un quadro di quello che e’ successo nel 2010, mettendo fianco a fianco i dati delle diverse nazioni e traducendo i valori in Euro. Quali sono le principali conclusioni? (1) che nel post crisi la reazione piu’ forte in termini di volumi si e’ avuta nei paesi storici della produzione vinicola, cioe’ quelli europei; (2) che tra i paesi del nuovo mondo soltanto l’Australia sembra continuare a perseguire una strategia sui volumi, guidata dai problemi di sovrapproduzione; (3) che altri produttori come il Cile o l’Argentina stanno focalizzando la loro attenzione sul migliorare il mix dell’export, che e’ nel breve termine una opportunita’ per il nostro vino sfuso ma nel medio termine una minaccia per il nostro vino di qualita’, che e’ la vera spina dorsale delle nostre esportazioni; (4) in linea generale il volume del commercio mondiale del vino e’ in ripresa (e ci mancherebbe altro, direbbe qualcuno), segnale positivo per l’industria.
Spagna
Spagna – esportazioni di vino – aggiornamento 2010
nessun commentoFonte: OEMV
Le esportazioni spagnole di vino sono cresciute in modo vorticoso nel 2010 per quanto riguarda i volumi (+16%), mentre hanno avuto un incremento piu’ moderato a valore (+10%). La Spagna consolidat quindi il terzo posto nella classifica mondiale delle esportazioni di vino, dietro a Francia e Italia, mentre si tiene il secondo posto nella classifica in base al volume esportato, dietro l’Italia. Tale balzo e’ frutto sia del recupero dopo la crisi ma anche degli sbalzi valutari che hanno reso piu’ cari i prodotti a basso prezzo dei paesi emergenti. La conseguenza di questo secondo aspetto e’ ben visibile da come sono andate le esportazioni: stabili i vini di qualita’, in crescita i vini da tavola.
A volte ritornano – analisi export sul Corriere Vinicolo
nessun commentoNuova pubblicazione sulla testata Corriere Vinicolo.
Torniamo a parlare di esportazioni con un’analisi dettagliata dell’export di Spagna e Francia, che si somigliano e ci somigliano nei grandi numeri ma che in realta’ mostrano delle tendenze di fondo sostanzialmente differenti.
Ecco il link all’articolo.
La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo – aggiornamento 2010
2 commentiSe qualche giorno fa abbiamo osservato il boom dei prezzi dei grandi vini, con questo post cerchiamo di mettere a fuoco le cause e chi sono i 100 grandi nomi nel mirino degli investitori. Dunque, il Liv-ex fa una specie di statistica dove considera 5 fattori: (1) il peso totale del marchio sugli scambi del loro “mercato”; (2) il punteggio medio assegnato dalle guide; (3) il prezzo per cassa (sterline); (4) l’andamento dei prezzi rispetto allo scorso anno; (5) il valore stimato del marchio come numero di casse prodotte per valore per cassa da loro registrato. Da questo calcolone esce una classifica che, guarda un po’, e’ la stessa che fece Napoleone nel 1855. Difatti nel loro studio appare Napoleone sulla copertina. In 155 anni non abbiamo scoperto niente…
Prima di commentare i numeri e la (bassa) posizione dei nostri marchi, e’ il caso di elencare le ragioni che Liv-ex porta per spiegare il boom dei prezzi (+13% sui 100 nomi in media ma +38% sui primi 10 marchi) e le spiegazioni sul trend delle varie categorie: (1) i prezzi dei grandi marchi sono guidati dalla domanda asiatica; (2) per la prima volta da 5 anni che fanno la classifica i 5 premier cru di Bordeaux sono ai primi 5 posti; (3) e’ tutta colpa dei cinesi se esplode la domanda dei marchi facilmente riconoscibili ad elevati volumi della sponda sinistra di Bordeaux; (4) siccome non ci sono abbastanza grand cru si stanno adesso concentrando sui secondi vini; (5) lo Champagne va male perche’ la sua domanda e’ essenzialmente “occidentale” e poco “orientale”; (6) lo Chateneuf-du-Pape va particolarmente bene.
Questo post l’ho tenuto espressamente con i numeri e no grafici perche’ e’ bello leggerlo e consultare la statistica. Colore shocking a causa di vecchio excel… perdonerete… Ho spaccato la tabella per esigenze di spazio e dimensione dell’attachment.
Baron de Ley – risultati primo semestre 2010
nessun commentoBaron de Ley ha cominciato a intravedere qualche segno di ripresa nel corso del primo semestre 2010. A supportare le vendite del gruppo spagnolo sono state le esportazioni, mentre il mercato spagnolo ha continuato a essere molto debole. Il secondo segnale di ripresa e’ l’aumento delle vendite di vino imbottigliato (e dentro questo di quello di alta qualita’) rispetto a quello sfuso che l’anno scorso di questi tempi rappresentava l’8% delle vendite, sceso al 4% nei primi 6 mesi del 2010. Detto questo, il recupero e’ ancora molto flebile e restiamo lontani dal picco toccato nel primo semestre 2008.
La strategia dell’azienda pero’ non cambia: gli amministratori hanno trionfalmente comunicato che hanno ricomprato sul mercato azionario il 10% delle azioni e le hanno cancellate. In questo modo, anche se gli utili non si stanno riprendendo, gli azionisti possono godere di un beneficio, in quanto si siedono al tavolo degli utili in 9 invece che in 10: la fetta di torta e’ piu’ grande. Dall’altro lato, cio’ si ricongiunge a quanto ho scritto recentemente su Angolo Economico e cioe’ che molte delle grandi aziende vinicole (e Baron de Ley e’ una bandiera del vino di qualita’ spagnolo) non stanno investendo nell’attivita’ in modo significativo, preferendo vendere o come in questo caso investire nel proprio stesso capitale: troppo presuntuosi o nessuna idea?









