Spumanti


Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento primo trimestre 2011

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Il primo trimestre chiude in modo molto positivo per gli spumanti italiani, ma non per tutti gli spumanti. Ricordate la suddivisione che abbiamo fatto lo scorso anno? Asti, altri spumanti DOP e tutto il resto. Il primo trimestre ci restituisce una crescita del 21% a valore e a volume (quindi prezzo medio stabile), ma questa e’ una media del pollo: in realta’, l’Asti e’ a +3%, a causa di un calo del 7% dei volumi, gli spumanti DOP sono a +61% (grazie a un incremento del 72% dei volumi rispetto allo scorso anno) e tutto il resto degli spumanti sono fermi, con un incremento del 21% dei volumi e un calo corrispondente del prezzo mix. Che cosa sta succedendo. Presumibilmente alcuni prodotti stanno “migrando” verso la piu’ profittevole DOC, l’Asti dopo una crescita pluriennale sta forse cominciando a stabilizzarsi e, a guardare bene, il fattore “Russia” potrebbe essere che si stia spostando dall’Asti agli spumanti DOP.



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Vranken Pommery – risultati 2010

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Vranken Pommery ha chiuso il primo bilancio (2010) con l’integrazione di Domaine Listel acquisita nel 2010. L’anno e’ andato bene, soprattutto considerando che si tratta di un esercizio di transizione, dove tutta l’attivita’ relativa al vino (circa 55 milioni dei 364 milioni) e in fase di ristrutturazione, con un riorientamento del prodotto verso un prezzo-mix piu’ elevato. Le vendite sono salite del 35%, il MOL sale da 41 a 50 milioni con un margine in calo dal 15% al 14%, l’utile netto se depurato delle componenti stroardinarie quasi raddoppia, come combinazione del contributo delle acquisizioni, del calo del debito (-40 milioni) e dei migliori risultati operativi. Gli obiettivi di VP sono molto ambiziosi: di qui al 2014 il presidente dichiara quanto segue: “Nos Marques de Haut de Gamme et de Prestige Vranken, Pommery, Heidsieck & C° Monopole, Listel, La Gordonne et Rozès devraient générer une progression de la Marge Opérationnelle de l’ordre de 50 % d’ici 2014”. In altre parole l’obiettivo e’ ambizioso: portare il margine operativo del gruppo, attualmente al 10% al 15% di qui a 3 anni. Per raggiungere questo obiettivo e’ necessario che le vendite crescano, per sfruttare la leva operativa. In altre parole, se gli obiettivi saranno centrati, l’utile operativo di 38 milioni del 2010 dovra’ diventare un numero di qui al 2014 che comincia almeno per 6, se non per 7…



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Classifica delle DOC/DOCG italiane 2006-09 – dati Federdoc

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Fonte: Federdoc

Federdoc ha appena pubblicato il suo rapporto 2010 sui vini VQPRD, che riporta i dati della vendemmia 2009. A titolo di commento generale, il rapporto e’ esattamente sulla linea degli scorsi anni: ha un grande vantaggio, che e’ pubblicamente consultabile e un grande svantaggio, che e’ incompleto. Cio’ che a me sconcerta, anche dopo tutte le annotazioni che sono state fatte a Federdoc, e’ che questo report continui a “fare le somme” della produzione DOC-DOCG con dati talvolta lacunosi: per citare un caso su tutti, per la Sicilia Federdoc mette un numero di ettolitri che non comprende la DOC Marsala, che da sola rappresenta circa i tre quarti della produzione totale. Nei prossimi mesi, particolarmente durante l’estate, pubblichero’ tutti i dati pubblicabili per regione, talvolta usando delle stime per i dati mancanti.

Ma oggi ci concentriamo su qualcosa di diverso, e cioe’ sulla classifica nazionale delle DOC, che si puo’ fare molto bene con i dati a disposizione. Ho cercato molto sommariamente di separare le DOC in categorie: quelle bianche, quelle rosse, gli spumanti e quelle geografiche. L’esercizio non e’ facile e si presta ad ambiguita’ (il Soave e’ una DOC geografica o una DOC bianca?; e il Barolo? Io ho puntualmente messo la prima tra le geografiche e la seconda tra le rosse, probabilmente peccando di incoerenza…). Nel post poi trovate anche una classifica in base alle superfici denunciate



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Campari – risultati divisione vino 2010

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Se e’ vero che Campari ha come strategia l’espansione nel segmento spirits e nell’Aperol il suo cavallo di battaglia, e’ altrettanto vero che la sorpresa del 2010 e’ stata la divisione vino, almeno se confrontata con quelle che erano le ipotesi di partenza. Le vendite del business vino sono balzate al massimo storico di EUR175 milioni di euro, con un piccolo contributo dall’acquisizione in Ucraina, mentre gli utili sono arrivati al massimo storico da quando l’azienda ha deciso di comunicare il “margine di contribuzione”, cioe’ dal 2007 a questa parte. Come avevamo avuto modo di commentare anche nei precedenti post sull’argomento, l’incremento dei margini non e’ tanto dovuto a un incremento del margine industriale quanto a una forte riduzione delle spese pubblicitarie, in parte non ripetibile nei prossimi anni.



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Italia – esportazioni di vino – aggiornamento gennaio 2011

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Anche gennaio 2011 ha sorriso alle esportazioni di vino. I dati ISTAT rivelano un incremento ancora a doppia cifra (+11%) rispetto allo scorso anno, su un volume in crescita del 13%. Ragionando in termini annui, le esportazioni hanno superato per la prima volta i 3.9 miliardi di euro e sono molto vicini a 22 milioni di ettolitri. L’andamento di gennaio e’ stato guidato dai vini sfusi, che sono cresciuti del 52%, confermato una fase di forte crescita (+62% a dicembre). Il dato e’ guidato dalla forte crescita del prodotto sfuso italiano in alcuni mercati dell’Est Europa (Russia e Repubblica Ceca) ma anche per la ripresa delle esportazioni verso la Francia. Questo propone di nuovo il tema del prezzo mix delle esportazioni, che continua a veleggiare su livelli molto bassi, intorno a EUR1.78 al litro. Questa volta pero’ non si tratta di un problema di prezzo ma di mix: in altre parole il prezzo medio si abbassa perche’ i vini sfusi guadagnano peso su quelli imbottigliati, che, anzi, hanno un prezzo medio in recupero da qualche tempo a questa parte.



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