Spumanti


Esportazioni di vino italiano – aggiornamento gennaio 2021

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Fonte: ISTAT

Il 2021 è partito con un passo falso per le nostre esportazioni di vino, come ha già avuto modo di notare qualcuno leggendo i dati pubblicati venerdì mattina da ISTAT. Il calo del 22%, che di fatto rappresenta poco più di 100 milioni di euro e il 2% circa delle esportazioni annue è però collegato a una base di confronto difficile (+13% gennaio 2020) e prodotti/geografie che in qualche maniera nel 2020 si erano rivelati sorprendentemente resilienti o aiutati “artificialmente”. Stiamo parlando dei vini in bottiglia (calati soltanto dell’1% l’anno scorso) e delle vendite negli USA che hanno certamente beneficiato del fatto che i nostri amici americani si sono dimenticati di inserire il nostro vino nella lista dei dazi, mentre ci hanno infilato dentro quello francese (e non solo). Ora questi dazi sono stati sospesi e siamo probabilmente alla resa dei conti. Ad ogni modo, il grafico qui sopra di aiuta a dare un po’ di prospettiva al dato di gennaio: USA in forte correzione, Germania più stabile (nonostante il calo di gennaio) e Regno Unito in forte correzione. Passiamo ai dati.

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Nosio – risultati e bilancio 2019/20

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Fonte: bilancio aziendale

Il bilancio di Nosio chiuso al 31 luglio 2020 reso disponibile sul sito mostra dei dati tutto sommato positivi, se visti nel contesto della sfida del COVID: il fatturato è cresciuto del 4% e l’utile netto è calato del 15% ma per colpa di un aumento delle tasse, senza il quale sarebbe rimasto stabile. Nosio è il braccio commerciale di Mezzacorona, con una produzione diretta di spumanti. I segni della pandemia sono ravvisabili nel calo delle vendite di spumanti (che comunque sono meno del 10% del fatturato aziendale) e probabilmente nel leggero incremento del debito dovuto al maggior capitale circolante (leggi: magazzino). Fuori queste due cose, se mi avessero detto un anno di questi tempi che questi sarebbero stati i numeri sarei stato forse scettico. Ovviamente la chiusura a luglio 2020 ha escluso forse un pezzetto di impatto negativo sulla seconda parte dell’anno, ma comunque come abbiamo visto da altre aziende che già hanno riportato (Masi qualche settimana fa), non tutti se la sono cavata bene come Nosio. Passiamo ai numeri allora.

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Importazioni di vino in Italia e bilancia commerciale – aggiornamento 2020

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Fonte: ISTAT

La bilancia commerciale del vino italiano è leggermente peggiorata nel 2020, come ci si poteva aspettare. In particolare, a fronte di una riduzione delle esportazioni di circa 142 milioni di euro, le importazioni di vino in valore sono calate soltanto di 30 milioni circa, determinando dunque un calo da 6.1 miliardi di euro a 6 miliardi del nostro surplus vinicolo. Per tutto quello che è successo è andata “di lusso”, nel senso che il deterioramento è concentrato nel segmento dei vini spumanti, dove le nostre importazioni sono calate del 14% ma in valore l’impatto del -6% del nostro export è stato molto superiore. Venendo alle importazioni, non ci sono grandi novità: abbiamo importato circa 1.8 milioni di ettolitri nel 2020, +7%, ma abbiamo speso il 9% in meno dell’anno scorso, circa 300 milioni di euro. Come da diversi anni a questa parte, i nostri due principali partner sono la Francia e la Spagna, che contano per circa 265 milioni dei 300 di cui sopra, con delle esposizioni molto diverse. Nel caso della Francia l’import è principalmente di spumanti e vini pregiati (per un valore di circa 8 euro al litro), mentre per la Spagna si tratta soprattutto di vino di bassa qualità (dato che il valore di importazione corrisponde a circa 0.50 euro per litro importato). Passiamo a commentare qualche dato.

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Germania – importazioni di vino 2020

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Fonte: UN Comtrade

Il vino italiano ha avuto un buon anno nel mercato tedesco, guadagnando quote di mercato significative soprattutto a spese del vino francese. La Germania è un mercato fortemente spostato sulla distribuzione al dettaglio (rispetto alla mescita) e quindi ha subito probabilmente di meno l’impatto del COVID, soprattutto nelle categorie di prodotto meno esposte al canale, come il vino italiano. Le importazioni tedesche di vino sono calate del 2% a 2.5 miliardi di euro, con una riduzione del volume del 4% a 14.2 milioni di ettolitri che in realtà ha coinvolto anche il prodotto italiano soprattutto nella fascia dei vini sfusi. Anche nel 2020 (ma questa volta per una buona ragione) gli spumanti italiani non hanno fatto breccia nel cuore dei tedeschi, restando molto distanti dal prodotto francese che vende oltre tre volte il nostro prodotto in valore, nonostante i volumi siano circa pari. Bene, passiamo a una analisi un po’ più dettagliata ricordandovi che tutti i numeri dettagliati e copia-incollabili sono a vostra disposizione nella sezione delle importazioni estere di Solonumeri (link).

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Esportazioni di spumante Italia – aggiornamento 2020

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Fonte: ISTAT

Il segmento degli spumanti è stato quello più impattato dalla pandemia. Non lo dicono soltanto i dati italiani che presentiamo qui oggi, che segnano un calo del 6.4% a 1482 milioni delle esportazioni (su dati di volume stabili peraltro), ma anche quelli spagnoli che leggerete a fine mese (-10% con volumi a -1.5%) e quelli francesi che ho pubblicato a inizio mese, dove la denominazione dello Champagne ha fatto segnare un calo del 20% nel 2020, per la maggior parte derivato dai volumi (-17%). Nel caso dell’Italia ci troviamo davanti a un prodotto diverso da quello francese e spagnolo, con un prezzo medio più basso e con un “drive” non secondario derivante dall’utilizzo del prodotto nel segmento degli aperitivi insieme a Aperol. Se considerate che Aperol vende circa 0.52 milioni di ettolitri all’anno nel mondo e considerate che l’altra metà dello Spritz è spumante normalmente italiano, arrivate a circa 0.5 milioni di ettolitri di vendite, di cui il 60-70% all’estero (quota dell’Aperol fuori dall’Italia). Ma torniamo ai nostri dati. Nell’ambito di questo “ottimo” -6% il Prosecco continua a rappresentare un fattore mitigante, essendo calato soltanto del 3%, grazie alla crescita del 5% registrata in tutti quei mercati che non sono gli USA e il Regno Unito. Anche l’Asti nel 2020 è andato piuttosto bene, registrando un dato quasi stabile, supportato dal mercato tedesco e sopratttutto americano. Passiamo ai dati, ricordandovi di andare consultare la sezione Solonumeri (link) per trovare una lista esaustiva dei dati 2020.

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