Come per lo Champagne, anche il vino Cava ha subito pesantemente la crisi COVID, segnando un calo del commercializzato 2020 del 14% a 215 milioni di bottiglie. Non abbiamo come per lo Champagne i dati a valore ma siamo su livelli non troppo distanti (circa -18% per lo Champagne). In confronto il nostro Prosecco con il suo -3% (in valore) ha fatto un figurone. Il Cava in realtà sarebbe anche andato un po’ meglio se non per la vera debacle del mercato domestico, calato del 25%, perchè il -6% dell’Europa e il -11% del resto del mondo sono perfettamente in linea con quanto ci si poteva attendere, visti i tempi e visto che il prodotto, comunque, non aveva un forte abbrivio come il Prosecco. Anche per gli spagnoli, i mercati scandinavi sono stati fonte di soddisfazione, mentre è sorprendente e positivo il leggero recupero messo a segno nel mercato inglese dopo la vera e propria debacle degli ultimi anni. Sperando che il grafico animato di sopra sia di vostro gradimento, passerei a qualche dato di dettaglio, anche relativo alla denominazione.
Spumanti
Norvegia – importazioni di vino 2020
nessun commentoLa Norvegia del vino parla sempre due lingue, il francese e l’italiano. È però vero che negli ultimi anni sta cominciando ad aprirsi al resto del mondo tanto che nel 2020, un anno diverso da quello di tanti altri mercati, le importazioni da questi due paesi dominanti hanno perso due punti percentuali di quota, dal 64% al 62% del totale. Venendo al 2020… beh certamente sono dati inaspettatamente positivi, tanto più che si combinavano con una svalutazione della valuta locale: le importazioni di vino sono salite di quasi il 30% a volume a 1.1 milioni di ettolitri e del 15% a valore a 445 milioni. Roba da andare a guardare due volte le tabelle per sincerarsi che i numeri fossero davvero questi. La Francia allarga un po’ il divario con l’Italia (e vi ricordo che per diversi anni l’Italia è stata davanti non solo per volumi ma anche per valori), che continua un inesorabile percorso di perdita di quota di mercato nel paese, pur chiudendo il 2020 con un incremento dell’11% delle esportazioni. Passiamo a commentare qualche dato insieme.
Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2020
nessun commentoI numeri 2020 dello Champagne parlano di un calo del 17-18% sia in volume che in valore (4.2 miliardi di euro). Come abbiamo già commentato in passato, i dati sono un po’ più negativi in Francia (dove i volumi sono calati del 20% circa, e a farne le spese sono state le cooperative) che non nel resto del mondo. Al contrario, i mercati che negli ultimi hanno sono stati più positivi (Regno Unito, Stati Uniti e Giappone) sono anche quelli che hanno subito il maggior contraccolpo durante l’anno della pandemia. Ci sono dall’altra parte alcune eccezioni positive come la “resistenza” del mercato belga (uno dei meno sofisticati in termini di qualità del prodotto spedito), del mercato cinese dove i vini spumanti non sono proprio di casa, dei mercati scandinavi e addirittura la crescita di quello australiano diventato il settimo più importante (esclusa la Francia). Bene, fatta questa premessa passiamo a fare qualche considerazione di dettaglio, dando anche qualche numero sulla filiera e sulla produzione.
Esportazioni di vino italiano – aggiornamento febbraio 2021
nessun commento
Sebbene sia rimasto un mese negativo (-4%), Febbraio ha contribuito a ridurre il forte calo di gennaio e a portare il dato dei primi 3 mesi a -13%. I dati restano molto volatili, influenzati pesantemente dalle dinamiche del COVID e dalle basi di comparazione. Va notato il buon risultato dei vini spumanti stabili nel mese e di alcuni paesi, soprattutto europei, che stanno mantenendosi su cali limitati. Il mercato nord americano resta molto negativo. Il “passo” degli ultimi 12 mesi è -5%. A partire dal prossimo mese di marzo sarà il caso di ipotizzare un confronto non più con il 2020 ma con il 2019 per cercare una base di comparazione più normale, ma è presto per parlarne. Passiamo a un’analisi più dettagliata, con tutte le tabelle nel resto del post.
Vendite al dettaglio di vino nella GDO in Italia – dati IRI, aggiornamento primo trimestre 2021
1 commento
Fonte: IRI
I dati che commentiamo oggi sono molto particolari. Come ha ben spiegato IRI che ce li ha gentilmente forniti, il calendario delle vendite al dettaglio non funziona sui trimestri del calendario, bensi sulle settimane. E talvolta l’anno finisce in date strane. Nel 2020 è finito il 27 dicembre, per cui gli acquisti di vino per le festività del fine anno sono finiti nel primo trimestre 2021 e non nell’ultimo 2020. Detto questo, i dati del primo trimestre segnano un incremento del 22% per le vendite di vino nella GDO, di cui +15% per il vino fermo e +51% per gli spumanti. Se prendessimo soltanto dicembre e gennaio 2020/21 e dicembre/gennaio 2019/20 e li confrontassimo, i dati sarebbero simili per i vini fermi ma ben più “normali”, intorno al 10-11% per la crescita degli spumanti. Un’alternativa per dare un’idea della velocità di crociera è prendere i due trimestri (quarto 2020 e primo 2021) insieme: da questa “media” deriverebbe una crescita del mercato totale intorno al 15%, di cui +13% per vino fermo e +27% per gli spumanti. Abbiamo ora davanti a noi la “normalizzazione”, visto che il secondo trimestre avrà una base di confronto ben più difficile di quella del primo trimestre. Passiamo ai dati.

