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I risultati annuali di Constellation Brands sono stati in linea con le attese del mercato e con le indicazioni del management (utile per azione di 9.28 dollari contro il “mid-point” di 9.25), ma l’attenzione è stata soprattutto sull’operazione di vendita a E&J Gallo di una parte molto significativa della divisione vino, pari a circa il 35% del totale (1.1 miliardi di dollari). Si tratta di quasi tutto il portafoglio di marchi sotto 11 dollari di prezzo al dettaglio, che non sono più considerati strategici dall’azienda. Il focus è sui marchi super-premium (incluso Ruffino), che dovrebbero rappresentare circa 1.8 miliardi di dollari di vendite. Il prezzo di vendita del portafoglio è 1.7 miliardi di dollari, quindi un multiplo di 1.55 volte il fatturato e 4.4 volte il margine di contribuzione (margine industriale meno costi di marketing). Con quello che resta del vino (meno di un terzo degli utili), Constellation Brands ha dei piani di marketing e di prodotto aggressivi: la nuova frontiera sono i vini affinati nelle botti del bourbon, che cercano di spostare il prodotto verso una categoria più assimilabile agli spiriti. La combinazione di costi di ristrutturazione, gli utili che vengono a mancare dai vini (a me sembra che l’affare l’ha fatto Gallo…) portano a un obiettivo di utili per il 2019 di 8.5-8.8 dollari per azione, dunque in calo rispetto al 2018. Ma le azioni hanno tenuto botta, pur restando ben sotto il massimo raggiunto lo scorso anno. Passiamo ai dati.





