Italia


La produzione di vino in Italia nel 2017 – dati finali ISTAT

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ISTAT ha pubblicato i dati finali relativi alla produzione italiana di vino 2017. Sono numeri piuttosto diversi dalla previsione che avevo messo in linea a settembre 2017, che stimava una produzione mosti inclusi di 40 milioni di ettolitri. Il dato ufficiale di ISTAT dice 46.1, quindi il 15% circa in più. Secondo ISTAT è stata dunque una vendemmia in calo significativo rispetto al 2016 (-15%) ma non disallineata dalle evidenze storiche. Bene i vini bianchi (-12% ma sopra media del 9%), male i vini rossi (-18% e 8% sotto media), bene i vini DOC e i vini comuni (in calo a doppia cifra ma comunque del 7% sopra la media decennale) a discapito dei vini IGT (-23% e 14% sotto la media). Infine, da un punto di vista geografico, il calo produttivo ha interessato soprattutto il Nord e il Centro (il 7% e il 24% sotto la media decennale), mentre la produzione al sud è calata molto meno di quanto stimato e si è addirittura posizionata sopra i nostri dati 2007-2016 medi del 17%.

Molto male Piemonte, Toscana, Lazio e Trentino Alto Adige, benissimo invece i dati della Puglia, in un contesto di fortissima volatilità della produzione 2017 rispetto alle medie storiche. Passiamo a un commento più specifico e soprattutto a un set completo di tabelle.

Passiamo a un commento più specifico e soprattutto a un set completo di tabelle.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento febbraio 2018

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Nonostante l’ormai evidente calo delle quantità, il valore dell’export italiano è continuato a crescere anche in Febbraio. Si tratta di un bimestre, gennaio-febbraio, di scarsa rilevanza (circa il 15% dell’anno), ma il dato di 860 milioni di euro, +9% lascia ben sperare. Gli “osservati speciali” che sono il mercato americano e inglese (+4% e 0% rispettivamente) per ora non sembra destabilizzare il quadro, così come non stanno succedendo crolli drammatici nel segmento degli sfusi (+8% valore dell’export nonostante il 25% di volume in meno). Il prosecco continua la corsa (+32% nel bimestre) e traina il segmento dello spumante a +19%. Di nuovo, siamo all’inizio dell’anno e la base di confronto era piuttosto facile (soprattutto febbraio, quando si considera il dato 2017, stabile), ma i dati sono buoni. Passiamo all’analisi di qualche dato.

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La produzione di vino nel mondo nel 2017 – aggiornamento OIV

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Nella conferenza stampa di fine Aprile OIV ha prodotto dati sulla produzione 2017 di vino aggiornati con delle risultanze più precise rispetto a quelle di Ottobre. Come sempre, ove possibile, correggiamo questi dati per i numeri puntuali che raccogliamo da Italia, Francia e Spagna dai relativi siti. Ne consegue una leggera differenza, circa 3 milioni di ettolitri, da 250 (OIV) a 253 milioni (dati pubblicati qui), che essenzialmente sono legati alla prima stima ISTAT di produzione di vino di 45 milioni di ettolitri (quindi ben più elevata di quella di 38 inizialmente prevista e un po’ più alta dei 42.5 milioni di ettolitri segnati da OIV nel suo documento). In tutti i casi si tratta di una vendemmia molto scarsa, come si sapeva, dove a mancare è la produzione europea, in calo di 20 milioni di ettolitri (ma comunque in media rispetto ai dati degli ultimi 10 anni), mentre il resto del mondo, a poco più di 110 milioni di ettolitri resta sopra le medie storiche (intorno ai 100) ma decisamente sotto al dato record segnato nel 2013 di 121 milioni di ettolitri. OIV mette poi anche qualche numero sul 2018, che trovate in tabella per l’emisfero sud del mondo, dove per Australia e Argentina si rileva un “ritorno alla normalità” dopo una produzione rispettivamente altissima e bassissima. Per il Cile e per il Sudafrica vale la medesima dicotomia: meglio per il primo, molto male per il secondo. Passiamo ai dati.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento 2017

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Il trade mondiale di vino ha vissuto un’ottima annata nel 2017, a differenza della produzione di vino! Le esportazioni degli 11 maggiori paesi del mondo segna una crescita del 7% a 27 miliardi di euro. Il dato è leggermente diverso da quello riportato da OIV nella sua conferenza stampa, dove si parla di una crescita del 5% a 30 miliardi di euro. La differenza deriva dal fatto che OIV già considera tutti gli altri paesi, la maggior parte dei quali sono guidati dal dollaro americano. Essendosi questo svalutato, è piuttosto probabile che ci sia stato un calo negli altri paesi del mondo. I cambi sono senz’altro una chiave di lettura di questi dati: la svalutazione del dollaro americano ha avuto un impatto negativo sull’andamento delle esportazioni USA, soprattutto nel secondo semestre (vedere grafico allegato). Le altre note evidenti sono però relative alla ripresa delle esportazioni in volume, +3.5% a 98 milioni di ettolitri (e su questo dato OIV è perfettamente allineata, +3.4% a 108 milioni, a riprova che la questione cambi ha un impatto sul resto del mondo), con un dato molto positivo dell’export francese, che era in calo da diversi anni quanto proprio ai volumi. Questa è un po’ la lettura del 2017, dove l’Italia soffre il fatto che non ha avuto il medesimo spazio di far crescere i volumi dei francesi e dunque, per quest’anno non guadagna quota di mercato. Infine, vi segnalo la forte ripresa delle esportazioni australiane (leggi Cina) e il calo degli USA di cui abbiamo detto sopra. Sembra infine attenuarsi la crescita della Nuova Zelanda, che resta incredibilmente la settima forza dell’export nel mondo, ancora una volta sopra il miliardo di euro. Passiamo ai dati.

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I risultati delle aziende vinicole italiane (escluse cooperative) – aggiornamento Mediobanca 2016

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Eccoci alla parte più rappresentativa del campione Mediobanca, che nell’indagine ha allargato il campione a 94 aziende a controllo italiano e non cooperative, con fatturato oltre 25 milioni di euro. In questi dati troviamo diverse cose commentate qualche giorno fa, quelle positive di sicuro, mentre quelle negative qui diventano o neutre o leggermente positive. Mi riferisco all’andamento dei margini, leggermente in crescita per le aziende, e del ritorno sul capitale, anch’esso in progressione, sebbene a ritmi più contenuti che in passato. In generale il 2016 è stato di nuovo un buon anno: le vendite crescono del 5%, un po’ meno del 2015 (ma nel 2017 sono previste in ri-accelerazione, +6.5%), il MOL sale del 6.5% e l’utile operativo dell’8%, toccando quota 10% sul fatturato e 378 milioni di euro. In un’ottica decennale, che ormai possiamo permetterci avendo i dati indicizzati addirittura dal 2004, la crescita del settore vinicolo privato italiano è del 5% a livello di fatturato e di utile operativo, del 5.6% annuo a livello di capitale investito e dell’1.4% nel numero dei dipendenti (ma qui ovviamente stiamo parlando di teste e non di euro, mentre in termini di costo del personale la dinamica è simile agli altri dati, +4.8% annuo). Ma passiamo a commentare qualche dato particolare.

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