Italia


MGM Mondo del Vino – bilancio 2018

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I dati 2017 e 2018 di MGM Mondo del Vino sono stati impattati in modo piuttosto significativo da eventi non ricorrenti. Ricordiamo nel 2017 il forte incremento dei costi delle materie prime, mentre nel 2018 l’azienda è stata impattata da problemi connessi ad alcuni clienti dell’Est Europa, che hanno impattato le operazioni per un ammontare di 2.6 milioni di euro, che è tanto se si considera che l’azienda realizza un valore aggiunto di circa 10 milioni di euro. In tutti i modi, dopo una recensione del bilancio 2016 in cui ebbi diversi problemi di interpretazione dei dati (e alla quale vi rimando per una descrizione dell’attività e della struttura del gruppo), oggi mettiamo in linea dei dati 2017 e 2018 che sono incoraggianti dal punto di vista commerciale, un po’ meno dal punto di vista economico, visto il leggero deterioramento dei margini osservato negli ultimi due anni. Come dice il management nella magra relazione che accompagna il bilancio, il 2019 è previsto essere un anno decisamente migliore. Passiamo all’analisi di qualche dato.

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Cavit – risultati 2018/19

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Può sembrare strano, ma ci troviamo quest’anno a commentare il bilancio 2019 di CAVIT in maniera menomata. Nonostante la cooperativa abbia storicamente e lodevolmente reso pubblico il suo bilancio, al suo interno troviamo sempre meno informazioni. Un paio di anni fa si sono persi i dati precisi sulla mutualità e sul prezzo a cui sono stati liquidati i contributi dei soci. Quest’anno perdiamo la visibilità sul contributo dei vini fermi e degli spumanti alle vendite dell’azienda. Peccato. Facciamo con quello che abbiamo. E quello che abbiamo è un anno così così, negativamente influenzato dal calo dei volumi contribuiti e da un calo delle vendite in Italia, controbilanciato da un leggero incremento del fatturato estero. Nel corso dell’esercizio terminato a maggio 2019, la cooperativa ha ulteriormente rafforzato la sua posizione finanziaria, raggiungendo 37 milioni di euro di cassa (che a ben vedere andrebbero a compensare 57 milioni di debiti verso i soci). Come al solito per le cooperative, non è semplice trarre grosse conclusioni dagli utili, che sono essenzialmente legati alla controllata tedesca. Di certo, le liquidazioni ai soci sono calate da 98 a 94 milioni di euro. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

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Lunelli Holding – risultati e analisi di bilancio 2018

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Il 2018 è stato un anno non facile per il gruppo Lunelli. Il marchio Ferrari ha rallentato la sua crescita (per la mancanza di prodotto) pur mantenendo un livello di margini eccellente, mentre Bisol è inciampata nel 2018 in una serie di eventi straordinari negativi che hanno determinato un incremento delle perdite, nell’ambito di un ambizioso progetto di rilancio che continua. Quindi, le vendite crescono soltanto dell’1%, supportate dal mercato italiano, l’EBITDA cala dell’11% e l’utile netto del 16% pur mantenendosi su livelli di pura eccellenza: ben 13 milioni su 101 di vendite. I dati migliori vengono dalla generazione di cassa, che si avvantaggia di investimenti in calo sul 2017, su un buon controllo del capitale circolante e sull’autofinanziamento aziendale, dato che gli azionisti non si sono pagati un dividendo. Il rilancio di Bisol è un elemento chiave per il gruppo per il 2019, visto che dopo tre anni dall’acquisizione non ha ancora fornito un contributo agli utili. Secondo il budget approvato dal management, l’EBITDA dovrebbe tornare a 1.3 milioni di euro, contro la perdita sofferta nel 2018 (pari a 1.7 miloni). Passiamo ai dati.

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Il commercio mondiale di vini sfusi – aggiornamento 2018

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Il 2018 sembra proprio essere stato un incrocio piuttosto fortunato per il trade mondiale di vini sfusi, mettendo insieme una coda d’anno che ha limitato un po’ il calo dei volumi soprattutto nella parte finale dell’anno con dei prezzi ancora elevati particolarmente, soprattutto a inizio anno, per via della situazione contraria vissuta nel 2017. Dalle tabelle e grafici seguenti vedrete sostanzialmente confermata e rafforzata la leadership assoluta degli spagnoli in questo segmento del mercato, dove l’Italia è seconda precedendo Argentina e Cile. Secondo i dati preliminari la crescita del 2018 è stata del 6% in valore a 3.4 miliardi di euro, mentre abbiamo poca visibilità circa i volumi per via di diversi dati mancanti, soprattutto quelli francesi. Ci basta però sottolineare come i volumi di vino sfuso esportati da questi quattro principali paesi siano calati da 25.4 a 22.2 milioni di ettolitri per farvi rendere conto del tema di cui accennavo sopra. Bando alle chiacchiere, passiamo ai numeri.

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Indebitamento e leva delle principali aziende vinicole – dati 2018

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Usando la medesima annotazione di sempre, sta a dire che questi dati evidenziano il debito lordo totale delle aziende, senza considerare la cassa e quindi la posizione finanziaria netta, passiamo quindi ad analizzare il rapporto di indebitamento delle imprese vinicole italiane. Si tratta quindi di guardare più a come si muovono alcuni rapporti che non ai valori assoluti: nel 2018 la somma dei debiti di queste aziende ha raggiunto quota 1.9 miliardi di euro, da 1.7 miliardi del 2017, con un rapporto stabile intorno a 0.6 volte il patrimonio netto ma un peggioramento rispetto al valore aggiunto, che come abbiamo detto nei post precedenti ha subito un rallentamento nel 2018 a causa dell’aumento dei costi delle materie prime. Passiamo all’analisi dei dati.

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