vendite al dettaglio


Vendite di vino al dettaglio in Italia – dati primo semestre 2012

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ISMEA ha ripreso a pubblicare i dati sulle vendite al dettaglio di vini, come rilevati da ISMEA. In uno scambio di email con la gentile Tiziana Sarnari di ISMEA ho scoperto che e’ cambiato il fornitore di dati e che i nuovi dati sono basati soltanto sulla accoppiata supermercati e ipermercati, quindi con una base differente da prima. Quest’oggi commentiamo i dati del primo semestre 2012, che sono finalmente stati ripubblicati in dettaglio: con qualche sforzo di ricostruzione e di riconciliazione provo anche a fornirvi un trend pluriennale sui dati del primo semestre per mostrarvi come si sono evoluti i volumi, i prezzi e le vendite in valore. Il quadro che ne esce e’ molto meno drammatico di quello che si potrebbe immaginare. Potrebbe essere che i canali analizzati si siano comportati meglio della media del mercato e che il segmento vino non ha recuperato post crisi 2009, ma certamente il primo semestre 2012, cosi’ come nel 2011 ha chiuso con un saldo di vendite positive, essenzialmente grazie agli aumenti di prezzo, quando i volumi sono stati ancora in leggero calo. C’e’ pero’ un secondo dato molto interessante: che dopo diversi anni di “trading up” nel 2012 i vini da tavola (nella tabella con gli IGT) stanno calando in volume all’incirca come gli altri, ma il loro prezzo sale di piu’ anche in relazione ai forti incrementi del costo della materia prima (e forse siamo soltanto all’inizio…).

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Il mercato inglese del vino – aggiornamento 2011

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Con i dati forniti da Concha y Toro presi da Nielsen, analizziamo le vendite al dettaglio di vino nel mercato inglese. Diciamo subito che i dati sono “concatenati” per quando riguarda i valori assoluti del 2008 e del 2009, in modo da rispecchiare quelle che sono state le tendenze rilevate da Nielsen su periodi di 52 settimane che non combaciano perfettamente. Peraltro, credo che il risultato dell’analisi sia piuttosto veritiero, soprattutto per quanto riguarda il movimento relativo tra le varie provenienze dei vini. Quali le conclusioni? (1) il mercato ha chiaramente smesso di crescere a volume, mentre continua a crescere a valore nel 2011; (2) il prodotto italiano continua a guadagnare quote sia a volume che a valore, ed è saldamente  numero 2 dopo il prodotto australiano che continua il suo declino; (3) il prodotto italiano resta una scelta “low-cost” all’interno del panorama inglese, con un prezzo per cassa decisamente inferiore sia alla media che a parecchie delle altre nazioni. Addentriamoci nei numeri.

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Vendite di vino nella GDO Italiana – aggiornamento 2011

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Al sottoscritto piace molto poco quando i fornitori di statistiche “mischiano le carte in tavola”. È quello che succede quest’anno all’usuale report per Vinitaly pubblicato da Federdistribuzione e SymphonyIRI Group che riassume le vendite di vino nella GDO. Perché? Perché è abitudine di questo blog mettere in fila i numeri di più anni e non soltanto degli ultimi due (come fanno molte fonti per far perdere la “memoria storica”). Che cosa è successo? In aggiunta al normale “sfrido” di non riuscire a conciliare i dati da un anno con l’altro, sono pesantemente cambiate le definizioni e i numeri relativi alle singole DOC. Per esempio: quest’anno il report dice che le vendite di Lambrusco sono state 71 milioni di euro e che sono scese del 3%. Ciò significa che l’anno scorso dovevano essere circa 73-74. Invece, se vedete il post corrispondente, vi accorgete che l’anno corso fu pubblicato un numero totalmente diverso: non è questo il luogo per fare polemica. Diciamo che ciascuno fa il suo lavoro e ne risponde di conseguenza. Qui ho cercato di ri-lavorare i dati concatenando le serie passate in modo da mantenere i trend passati, pur applicati con i numeri attuali. Buona lettura del resto del post…

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Correlazione tra vendite al dettaglio di vino e mortalita’ stradale – studio AAWE

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AAWE ha appena pubblicato uno studio molto interessante, per mano di Bradley J. Rickard, Marco Costanigro e Teevrat Garg. Nell’immenso mercato USA hanno cercato di dare prove statistiche circa la correlazione tra i consumi di alcol e in particolare la disponibilita’ o meno dei prodotti alcolici nei canali di vendita tradizionali dei prodotti alimentari e la mortalita’ stradale. Lo studio e’ difficilmente replicabile in grafici chiari, ma le considerazioni sono molto interessanti, particolarmente perche’ costruite su un campione di 50 stati dove le modalita’ di vendita dei prodotti alcolici sono molto diverse, dal divieto assoluto di vendita di qualsiasi alcolico se non nei canali specializzati a strutture piu’ simile alla distribuzione in Italia. Le conclusioni sono le seguenti, secondo lo studio:
• e’ provato che maggiori consumi di alcol determinano un numero maggiore di morti sulle strade, anche se il tipo di bevanda alcolica e’ una determinante;
• a parita’ di alcol consumato, una maggiore quota derivante dal vino sarebbe correlata a un minore numero di morti sulle strade, cosa che invece varrebbe al contrario per quanto riguarda la birra;
• gli stati dove il vino e’ distribuito nei negozi di alimentari hanno un consumo maggiore e un prezzo piu’ competitivo.
• Peraltro, potrebbe essere interessante secondo lo studio limitare gli orari di vendita dei prodotti alcolici invece che proibirne tout-court la vendita.
• il consumo di superalcolici e’ quello che in assoluto e’ piu’ associabile alla mortalita’ stradale.
• Lo studio conclude che la limitazione della vendita al dettaglio di vino potrebbe non essere un metodo efficace per cercare di limitare la pratica di guida in stato di ebbrezza e le relative conseguenze.

rete di vendita di alcol e morti per ubriachezza aawe

Vendite al dettaglio di vini tranquilli in Francia – aggiornamento 2010

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Fonte: France Agrimer

Fonte: France Agrimer
Le vendite al dettaglio di vino in Francia nel 2010 hanno avuto un andamento contrastante. Da un lato e’ cresciuta la penetrazione degli acquisti, soprattutto sui vini rossi, dall’altro lato l’intensita’ degli acquisti (sia come quantita’ che come numero di acquisti) e’ calata, piu’ che compensando l’incremento della penetrazione e, come ormai normale, dei prezzi di vendita.
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