Trentino Alto Adige


Nosio – bilancio 2013/14

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Nel 2013/14 Nosio ha rimesso in ordine le proprie attività, trasferendo in una controllata le attività di produzione di vino sfuso in Sicilia. Ciò ha determinato una serie di effetti sui conti aziendali, che vanno spiegati, dato che Nosio non redige un bilancio consolidato. Rimettendo a posto i numeri l’anno è in crescita del 3% circa in termini di vendite (rispetto al -6% mostrato dai dati di bilancio), con utili presumibilmente in altrettanta leggera crescita. La struttura finanziaria mostra un ulteriore leggero miglioramento, ma soprattutto quello che succede è che avendo trasferito le attività in una partecipazione finanziaria, ne emerge il valore a bilancio di circa 30 milioni, il che porta il valore delle partecipazioni totali a 49 milioni. Con un debito di 51 milioni, se i valori di bilancio sono “corretti” rispetto ai valori di mercato, si può ben dire che Nosio è un’azienda senza debiti…

Infine, come sempre, abbiamo una indicazione indiretta della valorizzazione di Nosio dagli scambi azionari intercorsi tra i soci, pari a 321 euro per azione, il che pongono la valutazione azionaria di Nosio a poco meno di 100 milioni di euro.

Analizziamo insieme i principali dati economici.

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CAVIT – risultati e analisi di bilancio 2013-14

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A distanza di un anno dall’acquisizione della ditta tedesca di spumanti  Kessler Sekt, Cavit non ha ancora consolidato le vendite della nuova controllata, che nel 2014 sono stati di circa 5 milioni di euro. Gli amministratori hanno scritto nella relazione che lo faranno dal prossimo anno, dato che nel primo anno di attività (in cui Cavit ha spedito basi spumanti in Germania per far riprendere le vendite) la nuova controllata è stata in fase di “start-up”. I numeri 2014 di Cavit sono sulla falsariga degli scorsi anni, cioè andamento commerciale discreto (le vendite sono cresciute del 4%) e ulteriore rafforzamento patrimoniale, con la posizione finanziaria netta positiva per circa 2 milioni. Diciamo che nel 2014 Cavit diventa probabilmente l’unica grande azienda vinicola italiana (cooperativa) senza debito. Ma andiamo a commentare i numeri insieme.

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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento primo semestre 2014

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Il primo grafico del post di oggi contiene in modo visibile il messaggio del post, che si focalizza sul “taglio” delle esportazioni italiane di vino fino a giugno 2014 in base alle diverse tipologie di prodotto per provenienza e categoria qualitativa. Stiamo qui parlando del vino imbottigliato, escludendo dunque sia vino sfuso (in cui le categorie sono nettamente più lasche), che gli spumanti. Ebbene, il vino DOP Piemontese sta accelerando in modo sostanziale. Nel primo semestre il trend che avevamo già notato a maggio quando analizzavamo i dati 2013 è proseguito intatto. Il forte interesse che si è creato (non so se a ragione o meno) sull’annata 2010 del vino Barolo si sta probabilmente ribattendo nel forte incremento delle esportazioni. La lettura che ne faccio io, che scrivo il blog, è che vedremo crescere in modo significativo i prezzi dei grandi vini piemontesi, se questo interesse dovrebbe continuare. Il che è una nota positiva per i produttori locali e per il valore delle loro terre (e negativa per chi come me è un consumatore affezionato di quei vini). Ma non perdiamoci in questioni filosofiche e leggiamo insieme i dati.

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Trentino Alto Adige – produzione vino ISTAT 2013 e dati vini DOC Federdoc 2012

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I volumi di produzione in Trentino Alto Adige nel 2013 sono stati particolarmente elevati (si parla di un massimo storico…), non tanto rispetto al 2012, quando la vendemmia non era andata poi così male, ma rispetto alla media degli ultimi 5 anni, in cui la regione ha prodotto il 16% di vino in più, molto meglio della media nazionale (+8%). Anche la produzione di vini DOC, da sempre molto alta, raggiunge il massimo storico. Purtroppo, i dati 2012 di Federdoc, non sono completi come lo sono stati negli anni passati. Vi propongo comunque le tabelle. Buona lettura.

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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento 2013

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Per quanto mi dimentichi spesso di analizzare in dettaglio le categorie dell’export, devo dire che alcuni spunti interessanti si trovano sempre. Diciamo che è inutile domandarsi se esportiamo più DOC, IGT oppure vini da tavola (i varietali non sono mai decollati). Le proporzioni si perpetuano uguali a se stesse: intorno al 48% di vini DOC, un terzo di vini IGT e poco meno del 20% di vini da tavola. Invece lo spunto interessante viene dalle categorie regionali, che sono rilevate soltanto per le DOC di Piemonte, Veneto, Toscana, Trentino Alto Adige e Lazio (chissà perchè). La conclusione è semplice: le esportazioni di vino rosso piemontese stanno letteralmente decollando. Sono cresciute del 47% nel triennio 2010-2013, rispetto a una crescita del 22% delle esportazioni di vino imbottigliato in genere e del 20% dei vini DOC. Di più, questa crescita è una novità degli ultimi mesi: di questo 47%, ben il 18% è stato messo a segno nel 2013, proprio quando le altre categorie hanno cominciato a rallentare. Andiamo dunque a vedere come si suddividono i 3.8 miliardi di euro di export di vini imbottigliati del 2013…

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