margini aziende vino


Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento primo trimestre 2014

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La pubblicazione dei dati trimestrali sulla tendenza del segmento vino nel primo trimestre 2014 continua a mostrare un altalenante clima di fiducia nell’industria del vino italiano (per questo trimestre positivo), certamente più volatile di quello del settore dell’agricoltura. I dati di vendita del primo trimestre che abbiamo analizzato qualche giorno fa non sono di sicuro positivi (calo dell’1.4% del mercato a valore, con una riduzione dei volumi di oltre il 4%), anche se i margini dell’attività continuano a migliorare grazie al raffreddamento dei prezzi dei vini comuni, che sta rientrando nella norma dopo la fiammata dovuta a due vendemmie piuttosto scarse. E con questo, anche i prezzi di vendita cominciano a perdere vigore. Buona lettura! Continua a leggere »

I risultati delle aziende vinicole italiane (ex cooperative) – rapporto Mediobanca 2013

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Qualche giorno fa abbiamo analizzato i dati globali del rapporto Mediobanca, oggi invece ci concentriamo sulle 72 aziende vinicole che formano il campione (escluse quelle di proprietà estera). Sostanzialmente parliamo del “grosso” del settore escluse le cooperative che come sempre sporcano i dati a causa delle logiche gestionali differenti che le contraddistinguono. Diciamo che le conclusioni non sono differenti: i fatturati salgono, mentre gli utili no e, soprattutto, il 2012 è stato un anno di forti investimenti (penso alla grande cantina di Antinori, per esempio), il che ha messo ulteriore pressione ai ritorni sul capitale. Se è vero che il mercato italiano è una vera palla al piede, e lo si vede dal grafico dell’andamento relativo delle vendite storiche (le cooperative vanno molto meglio in Italia per la loro esposizione alla grande distribuzione e al range di prodotti tipicamente meno costoso), è altrettanto vero  che il mondo del vino italiano continua a non attrarre grandi capitali (salvo qualche sporadica apparizione di imprenditori di paesi ricchi che non sanno cosa fare dei soldi oppure vogliono “sdoganarsi” nella società italiana).

Prima di addentrarci nei numeri, vale la pena sottolineare che Mediobanca sta dando delle indicazioni più prudenti sul 2014 in termini di potenziali di forte crescita delle vendite. Secondo il sondaggio, se quasi nessuno (8%) pensa di subire dei cali, soltanto una piccola parte (di nuovo 8%) pensa che le vendite possano crescere a doppia cifra. Erano il 27% lo scorso anno e il 40% due anni fa… Andiamo a vedere i numeri insieme.

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Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento 2013

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Fonte: ISMEA

Oggi è il momento di fare il punto “annuale” sui margini dell’industria vinicola italiana. Le conclusioni non sono del tutto positive: il clima di fiducià è peggiorato nel quarto trimestre, forse anche in relazione all’andamento poco convincente delle vendite di vino. I prezzi del vino all’origine, che sono il costo degli imbottigliatori ma il ricavo dei soli agricoltori, è continuato a calare, in modo semmai ancora più significativo, mentre l’incremento dei prezzi di vendita sta gradualmente perdendo forza, pur consentendo un’espansione dei margini rispetto all’evidenza molto negativa della prima parte dell’anno. Quando guardiamo i dati “annui, il 2013 è chiaramente un anno da dimenticare per l’industria del vino. Prezzi alla produzione in salita ben più pronunciata di quelli di vendita nel mercato domestico, la profittabilità in discesa netta rispetto al livello già sacrificato del 2012. Come dicevo sopra, però, l’uscita dal 2013 sembra puntare nella direzione giusta.Commentiamo qualche numero.

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I margini delle aziende vinicole californiane di alta qualita’ – aggiornamento 2013

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Questo è un post che ci apre un po’ gli occhi su quanti soldi fanno e su quale beneficio le aziende vinicole americane di qualità (californiane) hanno maturato operando in un mercato prospero come quello USA. Si tratta del rapporto della Silicon Valley Bank, che dopo aver enumerato le strategie di prodotto mette questa tabellina, che traccia la performance di 100 aziende vinicole americane di piccole-medie dimensioni. Oltre ad analizzare i dati, che ci portano a concludere che “i bei tempi” (alta crescita-alti margini) siano terminati con la crisi del 2009, ho fatto un altro passo confrontando i dati Mediobanca relativi alle aziende (quindi escluso cooperative) con questi, per capire il “gap” di crescita e il “gap” di margini che c’è tra fare vino in USA e fare vino in Italia. I campioni, ripeto, sono diversi, ma anche i contesti sono diversi e qualche interessante spunto lo possiamo ricavare. Andiamo nel dettaglio…

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Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento a settembre 2013

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Siamo alla svolta per l’inflazione dei prezzi del vino? Non si può ancora dire, ma i numeri cominciano a mostrare da un paio di trimestre una chiara inversione di tendenza e le prospettive di una vendemmia particolarmente ricca (47 milioni di ettolitri rispetto alle previsioni iniziali di 44-45) non farebbero che aiutare a raffreddare i prezzi all’origine del vino. Il tutto in un contesto di esportazioni di vino che crescono ancora, con volumi in fase di stabilizzazione a 20 milioni di ettolitri. Tutte queste cose messe insieme lasciano gli operatori del settore con diversi punti di domanda. Ne è testimonianza un clima di fiducia dell’industria chiaramente altalenante, con una tendenza di fondo al miglioramento (i cali quando ci sono sono più limitati, i miglioramenti più accentuati). Se tutto questo sarà confermato, la forbice tra i margini della fase di trasformazione rispetto a quella agricola, ultimamente molto favorevole a quest’ultima, potrebbe ribilanciarsi. Andiamo nel dettaglio.

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