2025


Argentina – produzione di vino 2025

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L’Argentina sta procedendo attivamente a ridimensionare la propria capacità produttiva vinicola. Al di là dei dati produttivi che analizziamo oggi (circa 10.8 milioni di ettolitri, stabili sul 2024 e dell’8% sotto la media decennale), questo è chiaramente l’aspetto da mettere in evidenza. La superficie vitata, che ha raggiunto il suo picco a circa 225mila ettari nel 2015 è scesa nel 2024 a meno di 200mila ettari, ossia -12%. Per il solo vino (grafico qui sopra), si è passati da 207mila a 184mila ettari nel giro di 9 anni, con un andamento in accelerazione.

Si tratta di un puro fenomeno di mercato: eliminazione di vigneti non più produttivi, di vigneti con varietà meno richieste dal mercato (Cereza, Criolla Grande, Pedro Giménez, a favore del Malbec), ma anche concentrazione della capacità produttiva, con un leggero incremento della superficie per azienda vinicola. Noterete anche come il calo più marcato è venuto dalle varietà rosate e bianche (oltre il 20% in meno), mentre le rosse anche negli ultimi 10 anni il calo è stato meno marcato (-8%)

Passiamo ad analizzare i dettagli della produzione con grafici e le tabelle riassuntive

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Esportazioni di spumanti Italia – aggiornamento 2025

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Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

Le esportazioni italiane di spumante chiudono il 2025 in calo del 2.5% a 2,313 milioni di euro, con volumi sostanzialmente stabili a 5,532 migliaia di ettolitri (+0.7%). Il 2025 segna quindi l’inversione di tendenza rispetto alla crescita durata anni (salvo l’intervallo del Covid). Se guardiamo il profilo mensile, il 2025 è stato un anno di due metà molto diverse. Il primo trimestre si era chiuso con segni positivi, probabilmente supportati dagli ultimi effetti del “front-loading” di fine 2024 verso gli USA, ma a partire da marzo-aprile i numeri si sono deteriorati rapidamente. Il secondo semestre è stato caratterizzato da una serie quasi ininterrotta di mesi negativi, con il punto più basso toccato in ottobre (-11%) e novembre (-8%). Solo dicembre (che ha un valore inferiore a quello dei mesi precedenti) ha offerto un modesto sollievo di -1%. Il dato forse più preoccupante è il deterioramento del prezzo medio di vendita, sceso del 3% a 4.2 euro al litro, soprattutto determinato dal Prosecco (-4% a 4.22 euro/litro), che ormai rappresenta più dei tre quarti delle esportazioni italiane di spumante.

Passiamo a un’analisi più dettagliata dei numeri.

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Report vendemmia 2025 in California

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Il Preliminary Report 2025 sulla vendemmia in California, pubblicato dal California Department of Food and Agriculture insieme all’USDA, offre una prima fotografia dell’andamento del settore vitivinicolo nello Stato. Il sistema di rilevazione si basa su 17 distretti vitivinicoli, che identificano le zone di coltivazione delle uve:

  1. Mendocino County
  2. Lake County
  3. Sonoma, Marin Counties
  4. Napa County
  5. Solano County
  6. Alameda, Contra Costa, Santa Clara, San Francisco, San Mateo, Santa Cruz Counties
  7. Monterey, San Benito Counties
  8. San Luis Obispo, Santa Barbara, and Ventura Counties
  9. Yolo County north of Interstate 80, Sacramento County north of U.S. 50; Del Norte, Siskiyou, Modoc, Humboldt, Trinity, Shasta, Lassen, Tehama, Plumas, Glenn, Butte, Colusa, Sutter, Yuba, Sierra Counties.

10.Nevada, Placer, El Dorado, Amador, Calaveras, Tuolumne, Mariposa Counties

  1. San Joaquin County north of State Highway 4; Sacramento County south
  2. San Joaquin County south; Stanislaus, Merced Counties
  3. Madera, Fresno, Alpine, Mono, Inyo Counties; Kings and Tulare Counties north of Nevada Avenue
  4. Kings and Tulare Counties south of Nevada Avenue; Kern County
  5. Los Angeles and San Bernardino Counties
  6. Orange, Riverside, San Diego, Imperial Counties
  7. Yolo County south, Sacramento County south

    I 17 distretti vitivinicoli della California

    Calo della produzione nel 2025

    La California del vino chiude il 2025 con una vendemmia più breve e un mercato un po’ meno brillante. Il raccolto destinato alla trasformazione si è fermato a 2,76 milioni di tonnellate, in calo del 6,2% rispetto all’anno precedente. Non è un crollo, ma è sufficiente a confermare che il settore sta attraversando una fase di raffreddamento, dopo stagioni in cui i volumi erano stati più generosi. A pesare sono soprattutto le uve da vino rosso, che segnano una contrazione marcata, mentre i bianchi tengono meglio e continuano a rappresentare la fetta più ampia della produzione californiana.

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento 2025

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Con un calo del 5% a dicembre, le esportazioni italiane di vino scendono del 3.7% nel 2025 a 7.78 miliardi di euro. Buono? Cattivo? Beh, secondo me poteva anche andare peggio. La Francia ha fatto -4.1%, la Spagna -2.4%; l’Australia e il Cile sono giù del 15% e del 10% rispettivamente. Soltanto la Nuova Zelanda è stabile, ma è stabile dal 2020 a oggi; invece, noi dal 2020 a oggi siamo cresciuti del 23% (la Francia del 28%).

Restiamo certamente il paese produttore di vino più vulnerabile ai problemi di calo dei consumi mondiali di vino, perché nel post Covid abbiamo strappato alla Spagna la leadership di esportazione in volume (nel 2025 21 milioni di ettolitri contro 20 degli spagnoli) e quel volume sarà difficilissimo da mantenere. Per darvi un parametro, la Francia esporta per 11.1 miliardi di euro, quindi 3 miliardi abbondanti più di noi con un volume di 12.5 milioni di ettolitri, ossia 8.5 milioni di ettolitri in meno (un’enormità). Quindi a domanda: se il mondo berrà meno vino chi avrà più problemi? Aggiungo, prima di tornare ai numeri del 2025, che la Francia sta mettendo in piedi un piano aggressivo di riduzione della superficie vitata, a differenza dell’Italia.

Passiamo ora all’analisi dei dati in dettaglio (sezione Solonumeri per tabella scaricabile)

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Masi – risultati 2025

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Masi ha chiuso il 2025 con ricavi in calo del 3.7% a 64.4 milioni di euro e una perdita netta di 1.4 milioni, leggermente più elevata del 2024, ma con alcuni segnali di miglioramento operativo evidenziati dalla crescita dell’EBITDA rettificato a 7.1 milioni (+6.3%) , compensati dall’incremento degli ammortamenti per la nuova struttura, l’hub polifunzionale Monteleone21. Con l’apertura del centro, una vera e propria “house brand” per il marchio, Masi fa un salto verso un modello più orientato al “DTC”, ossia al rapporto diretto con il cliente finale, testimoniato anche dall’apertura di un nuovo punto vendita all’aeroporto di Verona.

Anche se non viene fornita una guida sull’anno, il management non intravede segni di ripresa all’inizio del 2026, con i canali ho.re.ca e retail che restano molto cauti.

Passiamo a un commento dei principali dati di bilancio

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