2025


Belgio – importazioni di vino – aggiornamento 2025

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Le importazioni belghe di vino chiudono il 2025 con leggero incremento del 3% a 983 milioni di euro, mentre apparentemente i volumi calano in modo significativo, rispetto a una base decisamente anomala del 2024 (il che suggerisce di soprassedere dal fare troppi commenti a questi numeri). Dal 2020 il quadro è più stabile con una crescita sia a valore che volume dell’1% annuo. Dopo aver considerato che il Belgio resta uno snodo logistico, oltre che un mercato di consumo, e quindi non tutto questo “miliardo di euro” di importazione è bevuto dai belgi (che, tra l’altro, importano pesantemente dall’Olanda), passiamo a guardare qualche numero in dettaglio. Per darvi un numero, le esportazioni di vino del Belgio nel 2025 sono state di circa 270 milioni di euro, il che porterebbe il “netto” a circa 720-725 milioni.

Per l’Italia, il 2025 è stato un anno positivo per valore: saliamo del 10% a 118 milioni di euro, tornando sui livelli del 2021-2023, ma restiamo il terzo fornitore dietro Francia e Paesi Bassi.

Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

Come sempre, tutte le tabelle e i grafici nel resto del post.

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La superficie vitata in Italia per vitigno e categoria – aggiornamento 2025 – ISMEA/AGEA

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Proponiamo oggi un quadro della superficie vitata italiana sotto due punti di vista: la suddivisione per vitigno, rilevata da ISMEA/AGEA (dopo che il censimento del 2020 non aveva più prodotto questi dati), e la suddivisione della superficie vitata per regione e per tipologia, sempre sui dati di AGEA. Vi ricordo che numerose tabelle presenti nel blog e nella divisione Solonumeri si basano sui dati ISTAT e quindi non sono completamente sovrapponibili.

Tra il 2005 e il 2025, la superficie vitata in Italia cala del 6%, con un mix sempre più orientato agli spumanti e ai vitigni “internazionali” bianchi come la Glera e il Pinot Grigio. La superficie DOC è ormai a quasi due terzi del totale, spinta dalle regioni del Nord.

Tutti i dettagli, con tabelle e grafici, nel resto del post.  Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

 

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Andrew Peller – risultati 2025 (marzo 2026)

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Andrew Peller, il principale produttore quotato di vino canadese, ha chiuso l’esercizio al 31 marzo 2026 con risultati eccellenti, soprattutto dal punto di vista dei margini e della riduzione dell’indebitamento, nonostante un fatturato praticamente stabile. La vera notizia è però che Andrew Peller verrà delistata. Il 15 giugno 2026, il consiglio di amministrazione ha accettato l’offerta di Fairfax (una holding canadese) ad un prezzo largamente superiore alle quotazioni di borsa. L’operazione fa seguito alla fine dei patti parasociali in febbraio all’interno della famiglia Peller, tra la Peller Family Enterprises (49.2% delle azioni) e John E. Peller (24.8%). Come vedrete all’interno del post, Andrew Peller è stata la migliore azienda vinicola in termini di performance in borsa dell’ultimo anno, anche prima di questo evento.

Passiamo a un commento in dettaglio dei dati nel resto del post.

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Argea – risultati e analisi di bilancio 2025

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Il bilancio 2025 di Argea va letto con qualche cautela in più del solito per via dei cambi di perimetro: da fine febbraio 2025 è consolidata Wines Unlimited Inc., l’importatore americano acquisito per circa 41 milioni di euro, mentre dal 30 giugno 2025 è uscita dal perimetro la società distributiva russa MGM Russia, la cui cessione era stata annunciata l’anno scorso. Il bilancio non fornisce dati pro-forma né quantifica il contributo delle due società, per cui l’andamento organico non è determinabile con precisione.

Detto questo, i numeri restano molto positivi: le vendite sono stabili a 453 milioni di euro (-0.2%), i margini migliorano, con un EBITDA di 71.5 milioni (+4%) e un margine che sale al 16%, e soprattutto il debito scende a 88 milioni di euro nonostante l’esborso per l’acquisizione americana, grazie a una generazione di cassa operativa molto forte sostenuta anche dal miglioramento del capitale circolante  (aiutato da costose cessioni di crediti pro-soluto). L’utile netto resta negativo per 7 milioni, ma, come ogni anno, la lettura è distorta dagli ammortamenti di avviamento e marchi, pari a circa 37 milioni: al netto di questi, l’utile operativo “aggiustato” sale da 57 a 60 milioni di euro, pari al 13% delle vendite.

Le prospettive per il 2026 sono descritte con prudenza: il budget menziona la diversificazione del portafoglio (No Alcohol, Ready-To-Drink, nuovi formati), i mercati Latam e Asia e la premiumizzazione di Poderi dal Nespoli, in un contesto reso incerto.

Passiamo a un’analisi più dettagliata dei dati con grafici e tabelle.

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Il valore della produzione di vino nel mondo – stima INDV 2025

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Il valore del mercato mondiale del vino ai prezzi di esportazione: aggiornamento 2025

Torniamo come ogni anno sul nostro indicatore del valore del mercato mondiale del vino, costruito moltiplicando la produzione fisica di ciascun paese per il rispettivo prezzo medio all’esportazione. Si tratta di una grandezza teorica, siccome non tutta la produzione viene esportata, e i prezzi interni possono divergere da quelli delle esportazioni, ma utile per misurare nel tempo il “peso economico” relativo dei diversi paesi produttori, depurato dalle oscillazioni di breve periodo grazie alla media triennale che usiamo per le quote.

Il quadro 2025 conferma il messaggio di fondo degli ultimi anni: il mercato si è ridimensionato dai picchi e l’Italia continua a guadagnare terreno relativo, più per il calo degli altri paesi. Il valore complessivo stimato con questa metodologia è di 88 miliardi di euro nel 2025, in leggerissimo calo rispetto al 2024 ma nettamente sotto i 94 miliardi toccati nel 2023. La Francia perde quota, ma rimane comunque al 37% del valore totale; l’Italia sale al 18% e gli USA scendono all’11%.

La dinamica è quella già nota: il volume di produzione mondiale tende a scendere e il prezzo medio cresce, anche se negli ultimi due anni non è riuscito a compensare.

Passiamo al commento dettagliato, con tutte le tabelle allegate.

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