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Masi continua a essere guidata da due forze contrapposte: da un lato, la crescita costante sul mercato italiano, aiutata anche dagli investimenti nei punti di vendita diretti (che continuerà nei prossimi mesi con un nuovo wine bar a Cortina d’Ampezzo), dall’altro un calo nei mercati esteri. Nel primo semestre 2018 sono però successe diverse cose che lasciano presagire un futuro in miglioramento: l’azienda ha siglato un nuovo contratto distributivo in Russia, mercato che era rimasto indietro nelle priorità di Masi, e ha anche nominato un nuovo responsabile dell’area nordamericana, rimasta nel primo semestre 2017 quella in sofferenza. Detto questo, è probabile che i miglioramenti diventino visibili nel 2019, anche se già da questi numeri si intravede un rimbalzo nei mercati europei (peraltro a fronte di un andamento molto negativo del periodo precedente). Nell’evoluzione prevedibile della gestione l’azienda scrive: “Purtroppo sussistono elementi che rendono in qualche modo più difficoltosa la prevedibilità della gestione: tra gli altri la generale incertezza socio-politica ed economica in parecchi mercati, la volatilità dei mercati finanziari e conseguentemente dei tassi di cambio, l’incrementata prudenza dei clienti negli acquisti. Ormai quasi alla fine di settembre 2018 l’andamento delle vendite sulla base delle statistiche aziendali risulta sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente, con un trend particolarmente positivo delle iniziative Masi Wine Experience di ricettività diretta e di Canevel”. In altre parole, un altro anno stabile. Il titolo in borsa resta piuttosto stabile intorno a 4.2-4.3 euro per azione, leggermente al di sotto del prezzo di collocamento di tre anni fa di 4.6 euro. Passiamo all’analisi dei dati, ricordandovi che i dati 2018 sono sotto i principi IFRS e abbiamo cambiato anche quelli 2017 per rendere confrontabili gli anni. Per darvi un’idea, l’utile operativo è sostanzialmente invariato con il cambiamento, mentre l’EBITDA o MOL risultava più elevato di circa 1 milione nella configurazione precedente.





