2018


Botter – risultati e analisi di bilancio 2018

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L’entrata del private equity nel capitale di Botter del 2017 (la quota di Dea Capital in base al verbale dell’assemblea è del 16%) ha avuto I suoi effetti nei numeri del 2018, soprattutto per quanto riguarda la generazione di cassa. Stiamo parlando di una forte ottimizzazione del capitale circolante (meno magazzino, meno crediti concessi ai clienti) e di un taglio netto degli investimenti, praticamente annullati (1% delle vendite) che insieme agli ottimi risultati di bilancio ottenuti (vendite +8%, utile netto +10% rispetto all’ottimo livello raggiunto già nel 2017) hanno determinato il ribaltamento della posizione finanziaria netta da 16 milioni di debito a 11 milioni di cassa. Significa che l’azienda ha generato 27 milioni di euro di cassa in un anno. Considerando la valutazione di poco meno di 200 milioni di euro per il capitale azionario, significa una generazione di cassa vicina al 15% nel primo anno di investimento. Non male, decisamente. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Laurent Perrier – risultati e analisi di bilancio 2018

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Anche nel 2018 Laurent Perrier si conferma la più performante delle piccole aziende quotata della zona dello Champagne. La ricetta vincente in un mercato caratterizzato da volumi stabili è proprio quella che l’azienda ha adottato da diversi anni: migliorare il mix di vendite con nuovi prodotti di rango più elevato, investire nel controllo della distribuzione (oggi LP vende direttamente circa l’80% del suo fatturato) e mantenere una leva finanziaria sotto controllo (con un rapporto valore di magazzino su debito di 1.8 volte è chiaramente la meno indebitata tra le aziende che seguiamo). Il 2018 non è stato un anno eccezionale, in ogni caso: le vendite crescono del 3-4% con volumi stabili (11.8 milioni di bottiglie, circa il 3.9% del mercato dello Champagne a valore), i margini sono stabili poco sopra il 20% (margine operativo lordo), l’utile operativo cresce del 5-6% e l’utile netto del 12% grazie al calo degli oneri finanziari. Gli investimenti si mantengono intorno al 4% del fatturato e il debito cresce leggermente, sostanzialmente per il pagamento dei dividendi, ma sconta un incremento del magazzino di quasi 20 milioni di euro. Strategia confermata: puntare sul miglioramento del prezzo mix. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Banfi – risultati e dati di bilancio 2018

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Il bilancio delle due anime di Banfi, la società agricola e quella commerciale, mostra nel 2018 un leggero calo dei margini a fronte di un fatturato stabile, soprattutto nelle aree chiave dell’azienda, l’Italia e gli USA. Ciò che però colpisce è che da 5 anni a questa parte gli investimenti sono cresciuti in modo significativo e il 2018 è il terzo anno in cui gli investimenti sono superiori alla generazione di cassa: 10.4 milioni contro circa 8 milioni; negli ultimi 5 anni 48 milioni di euro investiti contro i 14 dei precedenti 5 anni, tutti finanziati con la generazione di cassa propria dell’azienda e un leggero ricorso a nuovo debito (circa il 15% del totale). Scorrendo la relazione degli amministratori si trovano diverse tracce: l’ampliamento comparto frutta (conoscete le prugne secche di Banfi?), i nuovi impianti di vigneto a Montalcino e di Novi Ligure e l’ampliamento della parte ospitalità che fattura oltre 5 milioni di euro. Si tratta di interventi che generano un ritorno nel medio termine, la parte dei vigneti per esempio a partire dal 2022. Passiamo quindi a una breve analisi dei dati 2018, ricordando che l’azienda Banfi è strutturata con una società commerciale e da una società agricola (che opera in modo indipendente in USA e poi vende alla commerciale il resto dei prodotti). Nella tabella trovate i dati “combinati” di fatturato, patrimonio netto e debito e separati di utili così potete analizzare meglio come si muovono i due pezzi. Buona lettura.

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Lombardia – produzione di vino 2018 e dati per DOC/DOCG 2017

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La Lombardia raggiunge il massimo della produzione vinicola a 1.7 milioni di ettolitri nel 2018, superando in termini relativi i dati nazionali. Stiamo infatti parlando di una vendemmia del 30% superiore alla media, contro il +23% nazionale. La particolarità di questi dati è però relativa al fatto che in Lombardia più produzione non significa più vini da tavola, come in altre regioni italiani. Qui il vino in più è stato IGT e in parte vino DOC, mentre la quota di vini comuni addirittura cala. Per il resto i trend strutturali visti in altre regioni sono gli stessi, a partire dalla maggiore produzione di vino bianco, che per la prima volta nella storia della regione superano la produzione di vini rossi. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

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Emilia Romagna – produzione di vino 2018 e dati per DOC/DOCG 2017

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L’ottima annata 2018 ha spinto le rese per ettaro in Emilia Romagna a uno dei massimi storici, oltre 200 quintali per ettaro e a una produzione di vino e mosti superiore a 8 milioni di ettolitri. A guadagnare di più da tanto generoso raccolto è stata la produzione di vini da tavola, cresciuta di oltre il 50% rispetto al 2017 ma soprattutto di un terzo superiore alla media storica della regione, quando invece per i vini DOC il 2018 si è configurato quasi come un anno “medio”, pur in recupero sulla produzione degli anni scorsi. Come per molte altre regioni italiane, anche in Emilia Romagna si sta virando la produzione verso il vino bianco, che nel 2018 ha toccato quota 4.1 milioni di ettolitri e il 56% del totale, decisamente al massimo storico. Allegati al post trovate anche i dati di Federdoc sulla produzione di vini DOC, ma riferita al 2017 e quindi con un prevalente segno meno. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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