2009


Canali di vendita vino Italia 2009 – fonte Mediobanca

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Fonte: Mediobanca Research
Siamo giunti al quinto appuntamento con i canali distributivi delle aziende vinicole nel campione Mediobanca. Anche quest’anno ci sono alcune considerazioni interessanti da fare, anche se prima bisogna precisare che questa statistica potrebbe non essere perfettamente coerente nel tempo, in quanto cambia il campione delle aziende sottostanti. Cosa e’ successo nel 2009? (1) Il segnale ai miei occhi piu’ evidente e’ il calo delle vendite nel canale Ho.Re.Ca., certamente frutto della crisi economica; (2) a questo e’ corrisposto un incremento delle vendite nella GDO (anche se i dati 2008 visti oggi sembrano mostrare qualche anomalia) e nelle enoteche; (3) sembra indietreggiare la vendita diretta come canale nel segmento totale dei vini, mentre questa modalita’ continua a guadagnare consensi nel segmento dei grandi vini (sopra i 25 euro).



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California – produzione uva e vino – aggiornamento 2009

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FONTE: USDA
Come gia’ da piu’ parti sottolineato, la produzione di vino in California nel 2009 e’ stata particolarmente elevata. Il resoconto finale e’ stato appena pubblicato e, come sempre, fa riferimento non tanto alla produzione di vino ma al tonnellaggio di uva da vino prodotto. E questi numeri parlano molto chiaro: (1) la produzione 2009 e’ salita a 3.7m/tons, +23%, sostanzialmente equivalente per le uve bianche e rosse; (2) i prezzi delle uve si sono mantenuti stabili, e quindi il +23% dei volumi si e’ prontamente trasferito in un +23% del valore commerciale della produzione di uva da vino; (3) i protagonisti della crescita sono stati il Cabernet Sauvignon, il Merlot e lo Chardonnay. Per i primi due si tratta di un “recupero” di un livello produttivo comparabile con il passato (potremmo quasi dire che e’ stata la vendemmia 2008 a essere cattiva, piuttosto che quella 2009 ad essere cosi’ buona), mentre per lo Chardonnay si tratta di un livello mai raggiunto sinora. (4) Per quanto riguarda i vitigni italiani (o cosi’ crediamo noi), un nome merita attenzione: il Pinot Grigio, che supera il Sauvignon Blanc e diventa il n.3 nel mondo dei vitigni bianchi americani.



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Spagna – esportazioni di vino, aggiornamento 2009

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Fonte: OEMV
L’andamento delle esportazioni spagnole di vino nel 2009 e’ stato una sorta di via di mezzo tra quello che e’ successo in Italia e quello che e’ capitato in Francia. L’anno si e’ chiuso con un calo del 14% a 1.7 miliardi di euro, che si scompone in una riduzione dei volumi del 10% a 15.1 milioni di ettolitri e un calo del prezzo-mix del 4% circa, da 1.19 euro al litro a 1.14 euro al litro. Per noi italiani questo calo puo’ essere letto in chiave positiva: la Spagna e’ un concorrente temibile del nostro vino soprattutto nei mercati dove esportiamo prodotti di bassa qualita’ e dove esportiamo gli spumanti. Infatti, il valore delle esportazioni di spumanti spagnole nel 2008 aveva raggiunto l’Italia a EUR430-440m: nel 2009 sono state ristabilite le distanze, dato che gli spumanti spagnoli sono calati del 25%, contro una riduzione del 15% circa dei prodotti italiani.



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Norvegia – mercato del vino e importazioni 2009

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Oggi scrivo un post che mettera’ il buon umore ai nostri esportatori di vino. Si tratta dell’analisi condotta da OEMV sulle importazioni di vino in Norvegia. Come voi sapete la Norvegia e’ un mercato piuttosto importante per il mondo del vino, in quanto combina una serie di interessanti caratteristiche, e cioe’: i norvegesi sono molto ricchi (petrolio) e quindi tendono a bere bene; i norvegesi hanno una cucina molto elaborata e di elevato livello (ne sono testimone); ai norvegesi piace il vino, che da loro non si produce (“poverini”, sono solo pieni di petrolio). Quindi, la Norvegia e’ un mercato significativo, che cuba circa 250 milioni di euro e quasi 800mila ettolitri. Ma soprattutto, e’ un mercato che ha subito in modo molto limitato la crisi del 2009 e, all’interno di questo mercato, il vino italiano e’ andato particolarmente bene. Da qui, ci apprestiamo a commentare una serie di grafici e tabelle celebrativi del buon andamento del nostro prodotto.



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Delegat's – risultati primo semestre 2009-10

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Chi legge I Numeri del Vino conosce bene Delegat’s, il leader neozelandese del settore del vino. Sa anche che, insieme a un paio di altre aziende in Cile (Concha y Toro) e Francia (Jean Jean) sono gli esempi di strategie aggressive di crescita nel settore vino, che non celo mi piacerebbe molto poter incontrare anche in Italia. Nei primi 6 mesi del 2009/10 (giugno-dicembre) anche Delegat’s e’ stata “colpita” dalla recessione e dalla sovrapproduzione di vino neozelandese. Pur continuando a crescere, il ritmo rallenta al +10% e, purtroppo, le spese di marketing continuano a rimamere elevatissime (oltre il 30% delle vendite nel periodo che stiamo commentando): quindi, utili in discesa dell’11%. Non finisce qui: nel commento ai risultati, l’azienda confessa che il crollo dei prezzi delle uve determinera’ una svalutazione delle attivita’ biologiche in bilancio (oltre 60m di dollari locali), portando quindi a un calo degli utili nell’esercizio di 12 mesi (luglio 2009-giugno 2010) del 30-40%. Nonostante questo, la strategia di crescita del gruppo che ha nel marchio Oyster Bay il suo portabandiera continuera’ immutata. Gli azionisti non sono stati pero’ tanto contenti: le azioni sono colate a picco, da circa NZ$2.7 a NZ$2.0 nel giro di pochi giorni. Oggi Delegat’s ha un valore di borsa di meno di 200 milioni di dollari neozelandesi, e un valore d’impresa di meno di 400 milioni. La sua valutazione borsistica e’ quindi pari a circa 6.4 volte il MOL e 8 volte l’utile operativo: per certi versi, meno di quanto valeva un anno fa.



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