2009


Cile – esportazioni di vino 2009

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Guardiamo oggi le esportazioni cilene di vino del 2009, che sono andate in controtendenza rispetto alla maggior parte delle altre nazioni, con una crescita del 5% a valore a 1 miliardo di euro, interamente supportata da un forte incremento dei volumi a discapito del prezzo mix. I volumi esportati hanno toccato i 7 milioni di ettolitri, il massimo degli ultimi anni e probabilmente di sempre. Il vino cileno si sta sempre piu’ imponendo nel mondo ma sta sempre di piu’ prendendo una fetta di mercato precisa, quella del vino a buon mercato. Basta il colpo d’occhio ai dati pluriennali per vedere come la crescita dell’export cileno si e’ storicamente basata sui volumi: nel giro di 9 anni sono passati da 2.7 a 7 milioni di ettolitri, mentre il prezzo a cui il vino viene venduto e’ sceso da EUR2.3 a EUR1.4 al litro. Vero e’ che nel corso degli anni la valuta cilena si e’ svalutata (essendo in qualche modo agganciata al dollaro americano), ma il cambio non basta a giusticare un crollo di questa portata.



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Canada – mercato del vino e importazioni 2009

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Fonte: OEMV
Le importazioni di vino in Canada hanno subito un leggero calo nel corso del 2009 (-1%), interamente legato a un peggioramento del prezzo mix. Nonostante la grave crisi finanziaria, il Canada si ripropone quindi come un mercato particolarmente interessante, anche e soprattutto per i prodotti italiani, che in questo contesto hanno mostrato un andamento piu’ che rassicurante. Probabilmente, parte di questo vantaggio deriva dalle caratteristiche molto peculiari dell’import canadese: (1) i canadesi importano soprattutto vino imbottigliato (e poco spumante); (2) i canadesi bevono vino di ottima qualita’, rispetto ad altri mercati. Il prezzo-mix medio dell’import canadese e’ di EUR3.2 al litro, un livello particolarmente elevato se consideriamo il minor peso degli spumanti.



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Vendite al dettaglio di vino nella GDO nel 2009 – IRI Infoscan-Vinitaly

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Fonte: Vinitaly/IRI Infoscan
Quando guardo questi numeri appena pubblicato da Vinitaly in collaborazione con IRI Infoscan, resto piuttosto basito. Si tratta delle vendite di vino nella grande distribuzione italiana. Volumi e valori: +2.5% e +0.1%. Se li confrontate con le vendite di vino al dettaglio che vengono tracciate da Nielsen in collaborazione con ISMEA (valori -9%, volumi -1.3%) vi accorgete che i due dati vanno in direzioni opposte. E’ possibile? Certo, che e’ possibile, ma il messaggio implicito e’ molto negativo per una parte del mercato: se la GDO va cosi’ tanto bene anche in un anno come il 2009, allora il resto del mercato va veramente male. Detto questo, quali sono le altre considerazioni che si possono fare sui dati di vendita della grande distribuzione: (1) i vini VQPRD vanno meglio dei vini da tavola; (2) all’interno dei VQPRD le bottiglie da piu’ di 5 euro, pur restando una minoranza, cavalcano l’onda con un rialzo del 9% contro il +4% di quelle da meno di 5 euro; (3) nessuna delle grandi denominaziuoni italiane appare in calo e, anzi, 5-6 nomi sono in rialzo fortissimo (Prosecco +20%, Vermentino +15%, Bonarda e Muller Thurgau +10-11%). Anche se adesso forse siete un po’ basiti anche voi, voglio di nuovo sottolineare che questi numeri, presi nel loro contesto (e considerato che derivano dalla registrazione materiale di vendite con il codice a barre), possono essere compatibili con gli altri, ma che mettono in luce una fortissima difficolta dei canali di vendita alternativi alla grande distribuzione: se la grande distribuzione che rappresenta circa il 40% del mercato (fonte: Mediobanca) fa +2.5%, significa che il resto del mercato scende del 13% circa. Matematico. Ci vediamo al Vinitaly.



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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento dicembre 2009

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Siccome siamo arrivati ai dati di dicembre sulle esportazioni di vino, facciamo oggi un commento e il punto con dei grafici “riassuntivi” dell’andamento dell’anno solare, invece che concentrarci come facciamo di solito sull’andamento come “anno mobile” rispetto all’anno mobile dei mesi precedenti. Con la annotazione che si tratta dei dati provvisori (quelli definitivi sono sempre leggermente diversi), possiamo dunque guardare al quadro dell’export italiano di vino dello scorso anno, che si conclude, come abbiamo visto anche per la Francia, con dei dati in ripresa.



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Costi e margini dell'industria del vino – aggiornamento 2009

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Fonte: ISMEA
Come per tutto il resto dell’economia gli indici di fiducia degli operatori del mondo del vino sono in netta ripresa. L’indicatore ISMEA ha ancora il segno negativo ma “la fine del mondo” e’ chiaramente scongiurata. Quali sono le principali tendenze in atto? (1) scendono i prezzi al consumo, ma scendono di piu’ i prezzi alla produzione; (2) di conseguenza, i margini hanno raggiunto nell’ultimo trimestre dell’anno il massimo storico, con un numero indice di 143 (rispetto a 130 del terzo trimestre e del massimo precedente di 139 del secondo trimestre); (3) i prezzi all’origine del vino sono in questo momento sotto pressione nel segmento DOC/DOCG, mentre piu’ stabili nel segmento dei vini da tavola, dove i volumi di vendita sembrano tenere di piu’.



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