Le esportazioni di vino hanno rialzato la testa a Novembre, dopo diversi mesi negativi. Novembre 2009 si confrontava con un 2008 in calo del 6%. Il +7% registrato nel mese riporta l’export sopra i 350 milioni di euro mensili, lo stesso livello del 2007. Il recupero e’ stato generato da: (1) una accelerazione delle esportazioni dei vini imbottigliati, a +9%, contro l’andamento negativo dei 3 mesi precedenti; (2) la stabilizzazione delle esportazioni di vino sfuso (+3% a valore dopo una serie negativa di diversi mesi interrottasi soltanto a Settembre); (3) finalmente, la stabilizzazione delle esportazioni di spumante, che registrano un calo annuo soltanto del 2%.
2009
Il programma di supporto al settore del vino in Europa – aggiornamento 2009
2 commentiFonte: EU
L’Unione Europea ha pubblicato i dati finali relativi al programma OCM vino per il 2009. Pubblichiamo quindi oggi i dati “affettandoli” sia per nazione che per tipologia per capire come l’Italia ha usato questi 238 milioni di euro. Per prima cosa, li ha utilizzati tutti, a differenza dei francesi e degli spagnoli che hanno lasciato indietro l’8-9% della somma a loro disposizione. E questo e’ un fatto positivo. Quando invece guardiamo i dati in profondita’ ci accorgiamo di due cose: (1) che abbiamo usato molti dei soldi per distillare gli eccessi di produzione e per supportare la produzione di MCR. I soldi per la promozione (che gia’ erano pochi) non sono stati utilizzati per intero; (2) quando guardiamo all’allocazione dei soldi, ci si accorge che l’Italia sta utilizzando la maggior parte delle risorse per il breve termine (distillazione) piuttosto che per promuovere i prodotti o investire nel settore.
Esportazioni di vino australiano – aggiornamento 2009
nessun commentoLa questione australiana e’ stata toccata poche settimane fa e si riverbera nei numeri e nei commenti relativi alle esportazioni di vino a fine 2009. Diciamo subito che l’Australia ha smesso di emettere un report mensile completo di numeri per passare a un piu’ discorsivo documento trimestrale: siccome in questo documento di numeri ce ne sono pochi, non siamo in grado di alimentare la vecchia e molto utile serie di dati; quando i numeri cominciano a fare veramente male, meglio passare alle parole e a non scriverli proprio tutti… Che cosa e’ successo all’export australiano? Nel 2009 le esportazioni sono calate dell’8% in valore e cresciute del 10% in volume, con un conseguente calo del 16% del prezzo medio, sceso per la prima volta nella storia sotto i 3 dollari australiani al litro. Colpa del forte aumento delle vendite di vino sfuso, ma anche della crescente tendenza a imbottigliare nel mercato di destinazione invece che in quello di origine… Che cosa vedono nel futuro? La grande opportunita’ della Cina, che rappresenta ancora poco delle esportazioni (6%), ma che sta crescendo a un ritmo tumultuoso (+77% nel 2009).
Esportazioni di vino italiano – aggiornamento ottobre 2009
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Le esportazioni di vino ad ottobre riservano qualche brutta sorpresa. (1) nonostante una base di comparazione piu’ “facile”, con ottobre 2008 gia’ in discesa del 3%, sono calate dell’8%. Se cumuliamo i due cali (2008 e 2009) e’ il peggior mese dell’anno dopo luglio. (2) la causa principale del peggioramento sono i vini imbottigliati che calano del 7%, il peggior calo da aprile a questa parte; (3) i vini spumanti cominciano a “normalizzarsi”, con la quasi scomparsa delle esportazioni verso la Spagna e una graduale normalizzazione di quelle verso il Regno Unito: il calo e’ del 15% ma si nota una decelerazione del ritmo di riduzione. (4) Le importazioni di vino in Italia hanno avuto un mese positivo. Per la prima volta da molto tempo, le importaizoni di vini spumanti dalla Francia (Champagne + poco altro) sono cresciute del 20%. Sull’anno stiamo sempre a -46% ma qualche segnale comincia a vedersi.
I costi di impianto e di produzione della vigna – studio Un. California 2009
5 commenti

Il testo completo dello studio e’ reperibile sul sito della UCDavis a questo link.
Il post di oggi va in una categoria molto seguita dai lettori del blog, che e’ quella dei costi di produzione del vino. Su questo argomento ho la sensazione che la suddetta universita’ americana sia una specie di oracolo in materia. Troverete sul sito una ampiezza di studi sia per localizzazione dell’azienda agricola potenziale che per periodo (il primo studio risale al 1938!!!, foglio scritto a macchina tradotto in PDF). Inoltre affrontano l’argomento costo di produzione sia considerando quanto costa mettere in piedi l’azienda (in questo caso di 35 acri, di cui 30 di vigneto ripiantato) quanto costa produrre uva dopo 3 anni, come cambia il costo in base alla resa produttiva e quanto puo’ essere il ritorno economico di tutta l’operazione. Cosa si conclude? Beh, di novita’ non ce ne sono. Lo studio ci dice quanto segue: (1) che i costi di mettere in piedi un’azienda vinicola, piantare il terreno e via dicendo sono molto rilevanti, circa ; (2) che il ritorno sull’investimento si vede dopo piu’ di 3 anni, quando la vigna comincia a produrre; (3) che il ritorno non e’ comunque molto elevato, perche’ il costo della terra impatta in modo molto significativo.









