Italia


Sicilia – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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Oggi torniamo sull’argomento dei vitigni con il censimento ISTAT relativo alla Sicilia, dove prevalgono le superfici vitate non DOC e dove non c’è una vera vocazione univoca in termini di vitigni, soprattutto se escludiamo le superfici vitate adibite alla produzione di Marsala, che fanno parte di un mondo leggermente “spostato” rispetto a quello del vino tradizionale. Troviamo così che se il Nero d’Avola (qui chiamato calabrese nero) è il principale vitigno rosso, esiste una nutrita rappresentanza dei vitigni internazionali. Anzi, se restringiamo il confronto ai vini di qualità il Nero d’Avola resta il principale vitigno, ma Nerello Mascalese e altri vitigni sono meno lontani. Dopo il catarratto, ansonica e grillo sono i due vitigni bianchi più presenti. Addentriamoci nei numeri.

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CAVIT – risultati e analisi di bilancio 2012-13

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Con Cavit cominciamo al solito la stagione dei bilanci 2013, essendo la prima azienda a chiuderlo a Maggio. L’annata per Cavit è andata discretamente bene, nel senso che con un fatturato ormai inchiodato da anni a poco più di 150 milioni, ha continuato nel sentiero di riduzione del debito. E’ probabilmente la grande cooperativa italiana meno indebitata e forte di questa struttura finanziaria ha deciso di fare un passo fuori dai confini, con un’acquisizione in Germania della più grande vecchia tedesca di produzione di spumanti metodo classico, la Kessler Sekt, con 1 milioni di bottiglie all’attivo. Gli effetti dell’acquisizione li vedremo il prossimo anno, ma certamente la quota di spumanti sull’attività di Cavit, oggi ancora sotto il 10%, con una esposizione soprattutto in Italia, è destinta a crescere. Certamente i soci della cooperativa, che già finanziano Cavit con circa 37 milioni di euro di crediti commerciali, sarà destinata a crescere, dato che la cooperativa non ha una significativa capacità di generazione di cassa indipendente. Passiamo all’analisi dei numeri.

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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento giugno 2013

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Il post di oggi ripete quello di un anno fa relativamente alle tipologie e geografie dell’export italiano. Data la rilevanza dei dati dovrebbe diventare un appuntamento fisso del blog, perchè invece di dirci dove le nostre esportazioni vanno bene ci dice quali delle nostre esportazioni vanno bene. Scopriamo quindi diverse cose interessanti, che vanno dalla “stanchezza” sempre più evidente delle esportazioni di vino bianco di qualità dopo anni di forte crescita, che si ribatte sull’andamento delle esportazioni della regione Veneto, alla graduale ripresa delle esportazioni della regione Trentino AA, alla buon andamento delle esportazioni di vini IGP, quando invece rallentano quelle di vini DOC. Tutti i dati che commentiamo qui di seguito fanno riferimento ai vini imbottigliati e ho provato a tenere i dati su base annua per semestre (per quanto sono disponibili anche i numeri a luglio). Buona lettura…

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento luglio 2013

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Luglio e’ tipicamente il mese prima delle vacanze. E luglio per il vino italiano e’ stato un buon mese, non c’e’ dubbio. Le esportazioni sono “ripartite” con un +10% che ha ancora piu’ valore ove si consideri che “monta” su un incremento a doppia cifra del luglio dello scorso anno. In questa tornata, pero’, oltre a focalizzarmi sui numeri nel seguito del post, volevo aggiornare su come stanno andando le esportazioni di vino contro le esportazioni totali. Con due grafici: (1) il primo vi dice la quota di mercato dell’export di vino, sugli ultimi 12 mesi, rispetto all’export di beni di consumo italiani. Si tratta di una percentuale che cresce quasi costantemente nel corso degli ultimi due anni. Il numero assoluto e’ il 4.1%. Cioe’ 4.88 miliardi di euro su un export di beni di consumo negli ultimi 12 mesi di 119 miliardi di euro; (2) il secondo grafico (aprire il post…) vi mostra invece la variazione mensile dell’export di vino contro quella dell’export totale italiano. La differenza sono circa 6 punti percentuali di crescita in piu’ per il vino rispetto al resto dell’export. Cosa concludere? Siamo di fronte a una categoria vincente, il vino, che sta in una categoria di eccellenza dell’Italia, che sono i beni di consumo. Passiamo a una breve rivista dei numeri di luglio.

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