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Produzione mondiale di vino 2013 – stime preliminari OIV

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Cominciamo la settimana con l’analisi della produzione mondiale di vino, approffitando del primo aggiornamento OIV sul 2013. Il dibattito nel mondo del vino sulla sovra o sottoproduzione è aperto: case di investimento pubblicano rapporti che millantano scarsità di produzione rispetto ai consumi, intanto nell’Unione Europea si cancellano ettari di vigna per ridurre la produzione e far riprendere i prezzi. I numeri del 2013 ci danno un messaggio chiaro: la produzione sarà tra le più elevate degli ultimi anni, si parla di 280 milioni di ettolitri, contro un livello tra 260 e 270 milioni di ettolitri dal 2007 a questa parte. Di più. Su questo blog recensiamo la produzione annua mondiale di vino dal 2001 a questa parte: il 2013 sarebbe il terzo anno da quella data per produzione, dopo i 300 milioni del 2004 e i 283 del 2006. Quindi, con consumi di vino stagnanti (ma si diciamolo, i consumi mondiali di vino a valore sono stagnanti!) tra 240 e 250 milioni di ettolitri e pur riaggiungendo i 36 milioni di ettolitri per le distillazioni, il vino non manca…

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Lombardia – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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La Lombardia del vino  non sembra avere un approccio molto deciso e specializzato. I dati del censimento 2010 di ISTAT relativamente alla superficie per vitigno ci mettono di fronte a una situazione molto chiara, per quanto riguarda la vocazione ampelografica alcune province minori. Tutto funziona bene a Sondrio, e in parte a Brescia fino a quando si arriva in provincia di Pavia, che peraltro è la vera anima vinicola della regione, dove la situazione è molto meno definita, con 4-5 vitigni che sono coltivati su superfici importanti. Detto questo, la superficie è fortemente incentrata sulla qualità, dato che oltre quattro quinti della superficie è registrata come DOC. Passiamo velocemente ai numeri.

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Indebitamento e leva delle principali aziende vinicole – dati 2012, MBRes

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Eccoci alla terza e ultima puntata delle classifiche di Mediobanca relative alle principali aziende italiane, dalla quale noi estrapoliamo e integriamo i dati delle aziende vinicole. Ci occupiamo oggi di mettere in fila il settore in base alla salute finanziaria, cioè al livello di debito e alla sua relativa sostenibilità. Chi legge queste pagine forse si annoierà ma il grafico qui sopra, che sembra così complicato posiziona i principali operatori in base a due parametri: quello verticale, rapporta il debito al patrimonio dei soci, “quanto ci hanno messo i creditori rispetto a quanto ci hanno messo i soci”; quello orizzontale rapporta il debito al valore aggiunto, cioè a una misura di generazione di profitti, per dire “quanto è il debito rispetto alla capacità dell’azienda di ripagarlo attraverso la sua attività”. Cosa vedete dal grafico che poi vedrete nei tabelloni interni? Beh, che le due misure sono sostanzialmente correlate, il debito è debito, in fondo. Che come ci si aspetterebbe, le cooperative sono “sopra la linea”, perchè hanno patrimonio a supportare il debito ma non utili; leggerete che ci sono in Italia aziende molto indebitate come Gancia (ricordate un post nel 2008 su queste pagine che parlava della sua ristrutturazione) e di aziende come Antinori che hanno promosso importanti investimenti senza mettere a repentaglio la solidità finanziaria dell’azienda. Insomma, se vi interessa, “voltate pagina” e proseguite la lettura!

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Campania – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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Proseguiamo il viaggio tra gli innumerevoli vitigni italiani con la situazione della Campania, fotografata dal censimento ISTAT 2010. Come potete vedere subito dalla torta sopra, è una regione con una grande varietà di vitigni, ed è una regione famosa per i vini bianchi, nonostante l’Aglianico sia di gran lunga il vitigno più coltivato. Per quanto la DOC sia soltanto il 41% delle superfici regionali, come vedremo è piuttosto interessante notare come questo 41% sia in realtà concentrato su alcuni vitigni autoctoni bianchi e sull’Aglianico, che caratterizzano la produzione di qualità della regione.

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