Dati finanziari


Cantina di Castelnuovo del Garda – risultati 2008/09

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La cantina di Castelnuovo del Garda mi ha inviato il bilancio 2008/09 che recensisco molto volentieri. Lo scorso anno avevamo parlato di una cooperativa con volumi in crescita, con un incremento del prezzo delle uve accordato ai soci e di un graduale spostamento dall’Italia verso l’estero e dai vini sfusi a quelli imbottigliati. Quest’anno molte di queste considerazioni restano valide, anche se l’andamento avverso dell’economia che ha impattato i prezzi dei vini venduti e una vendemmia con volumi in calo hanno determinato un leggero calo delle vendite. L’equilibrio economico e’ stato mantenuto grazie a una riduzione del prezzo (e in parte dei volumi) delle uve acquistate. Non e’ stato pero’ mantenuto l’equilibrio finanziario: il debito e’ cresciuto in modo piuttosto significativo. Mentre lo scorso anno l’aumento dei debiti era sostanzialmente legato agli investimenti, quest’anno gli investimenti sono stati piu’ bassi ma i debiti verso soci sono calati di quasi un milione. La cooperativa ha dunque dovuto prenderli a prestito dalle banche.


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I risultati finanziari 2005-07 delle aziende italiane di spumante – fonte: forum spumanti

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L’Osservatorio ISMEA Nielsen ha condotto uno studio interessante sugli indicatori di bilancio delle aziende che si dedicano agli spumanti. Il rapporto copre tre anni, 2005-07, purtroppo un po’ lontani da noi e 84 aziende (di cui 12 cooperative) che rappresentano 5 regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli) e che hanno almeno il 60% delle vendite nel segmento dello spumante. Ci sono 8 grandi aziende (802m di fatturato cumulato), 25 medie (434m) e 39 piccole (114m).


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CAVIT – risultati e analisi di bilancio 2008-09

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CAVIT ha appena pubblicato il bilancio annuale al 31 maggio 2009. I numeri mettono in luce in modo molto evidente il crollo del fatturato derivato dalla fine dell’accordo con Gallo per i vini americani. CAVIT ha deciso di non fare piu’ il bilancio consolidato, ma cio’ non inficia il confronto con l’anno scorso, dato che la ragione e’ che “l’inclusione dello stesso è irrilevante ai fini della corretta rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società”. Procediamo quindi a confrontare i dati individuali di CAVIT 2009 con il consolidato 2008, ritenendolo il modo piu’ sensato di confrontare i due esercizi. Fatta questa importante premessa, passiamo al commento: i numeri sono in calo molto significativo, ma CAVIT se la cava attraverso una riduzione significativa dei prezzi pagati ai soci per le uve (-10%), e ritirando il 5% di volumi in meno e tagliando ulteriormente gli acquisti di uve dall’esterno. Cio’ consente alla cooperativa di rimanere in equilibrio economico (per quanto con numeri in forte calo). Prosegue l’espansione nei mercati europei (+28%), anche se l’azienda commenta che “non sempre viene riconosciuto un premio alla qualità, rispondendo principalmente a logichedi prezzo”: in altre parole, i margini sono minori che in Italia e in USA. Cosa dicono del 2009/10? Nulla, parlano dello scenario macroeconomico senza nessuna menzione all’azienda.


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Campari – risultati divisione vino terzo trimestre 2009

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I risultati di Campari dei primi 9 mesi del 2009 sono stati eccezionalmente buoni. Questa volta pero’ la divisione vino e’ andata peggio del resto dell’attivita. La crescita organica del vino e’ stata negativa per l’8.6% nei primi 9 mesi dell’anno, in sorprendente crollo rispetto al +1% dei primi 6 mesi dell’anno. Nulla di grave, pero’ quest’anno sara’ il primo anno in cui il segmento vino di Campari andra’ presumibilmente molto peggio del resto dell’attivita’. I numeri riportati sono un po’ diversi, dato che dal 2009 Campari consolida un produttore di spumanti ucraino e un distributore di vino argentino. Queste due componenti portano nel 2009 una crescita del 4-5%. Quindi, sui 9 mesi la riduzione e’ inferiore, intorno al 4%. Come di consuetudine, nel terzo trimestre Campari non comunica dati sui margini per divisione, quindi ci concentriamo sul fatturato.


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Indebitamento delle aziende vinicole italiane – aggiornamento 2008

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L’indebitamento finanziario delle principali aziende vinicole e’ continuato a crescere nel 2008. Il totale delle prime aziende italiane e’ salito da 962 milioni a 1069 milioni di euro. Se mettiamo questo numero contro il fatturato cumulato*, che invece e’ calato, possiamo facilmente intravedere un forte deterioramento dei rapporto: il debito e’ salito dal 44% al 50% del fatturato, il massimo da quando guardiamo a queste statistiche. In realta’, pero’, quando si guarda alla solidita’ patrimoniale il quadro non e’ cambiato. Come mai? Semplicemente perche’ molte di queste aziende hanno approfittato dell’opportunita’ di rivalutare gli attivi per ottenere degli sgravi fiscali nel futuro. Quindi, il rapporto debito/patrimonio e’ rimasto 1:1 come e’ stato per tutti gli anni in cui abbiamo guardato a questa statistica. Chi sono le aziende piu’ virtuose e meno virtuose? Beh, se guardiamo al rapporto tra debito e utili generati il deterioramento maggiore e’ quello del GIV, di Ruffino e di CAVIT. Invece, ci sono alcune aziende per cui il debito era a livello preoccupante come Gancia, Giordano e Zonin che hanno sensibilmente migliorato.
* usiamo il fatturato e non il MOL perche’ le cooperative non hanno risultati economici cumulabili con quelle della altre aziende.


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