Dati finanziari


Campari divisione vino: risultati secondo trimestre 2007

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Campari ha continuato a crescere molto bene nel secondo trimestre dell’anno. La divisione vino (che raggruppa diversi marchi tra i quali Cinzano spumante e vemouth, Sella e Mosca e Terrazzi Puthod) ha raggiunto un fatturato di EUR31m (EUR57m nel semestre). Più importante, la crescita organica (cioè escludendo le acquisizioni e le variazioni dei cambi) è rimasta molto buona at 12% (30% nel primo trimestre). Dalla progressione del fatturato noterete che, in ogni caso, i giochi si fanno sempre nell’ultimo trimestre dell’anno, quando si concentra la maggior parte delle vendite (40%).

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Campari continued to perform well in Q2 2007. Its wine division (which includes sparkling wines and vermouths Cinzano, Sella e Mosca and Terruzzi Puthod) generated EUR31m sales (EUR57m in the first half). More important, organic growth (which excludes acquisitions and change of currencies) stayed on a good 12% in Q2 (30% in Q1). Looking at the progression of revenues you can note that, however, the destiny of a year is all tied to the performance of the last quarter of the year.

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LVMH divisione vino – risultati 2006 e margini

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Dopo aver capito cosa fa LVMH proviamo a guardare a quanti soldi fa e a quanto cresce.
Il fatturato e’ salito di circa il 17% nel 2005 (grazie a una acquisizione nel campo degli spirits) e del 13% nel 2006. Come si suddivide questa crescita? Come per tutti gli operatori premium nel mercato, anche LVMH punta decisamente sul prezzo e sul mix. Nel 2006, a fronte di un +13% del fatturato, i volumi hanno contribuito per il 6.6%, mentre la combinazione di prezzi, mix e cambi (quest’ultima probabilmente negativa) hanno portato il resto. Dal punto di vista delle aree geografiche,

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After a brief introduction of LVMH activity, let’s give a look to how much money it makes and how much it grows.
Sales were +17% in 2005 (also boosted by acquisitions) and +13% in 2006. How this growth is generated? As for all the players in the high quality wine and spirits, price-mix is an important component. The 13% growth reported in 2006 was made for just 6.6% by volumes, while the combination of price, mix and currencies (this almost surely negative) were bringing the rest.

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La divisione vino di LVMH – dati descrittivi

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Parlando dei principali operatori nel mondo del vino, e’ necessario soffermarsi su LVMH, dove la M sta per Moet & Chandon (Champagne) e la H sta per Hennessy (Cognac). LVMH e’ un grande colosso nel mondo del lusso e la sua divisione vino (circa il 20% del fatturato e 30% degli utili) ha una fatturato di EUR3bn.I suoi principali marchi? Champagne: Moet & Chandon, Dom Perignon, Ruinart, Mercier, Veuve Clicquot, Krug. Cognac e superalcolici: Hennessy, Glenmorangie, Ardbeg. Vini: Chateau d’Yquem. La divisione alcolici genera il 92% del fatturato fuori dalla Francia. I mercati principali sono senza dubbio gli USA (31% del fatturato), poi il Giappone (9% del fatturato).

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LVMH is one of the giants in the wine business: M is for Moet & Chandon, H is for Hennessy (Cognac). The wine & spirits division of LVMH is 20% of its revenues and 30% of profits. Total sales reached EUR3bn in 2006. What are the main brands? Champagne: Moet & Chandon, Dom Perignon, Ruinart, Mercier, Veuve Clicquot, Krug. Cognac and spirits: Hennessy, Glenmorangie, Ardbeg. Vini: Chateau d’Yquem. The wine division is generating 92% of sales outside France. The key markets are USA (31% of sales) and probably Japan (9%).
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Quanto conta la produzione di vino per l'economia italiana? – dati 2003

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Grazie ai dati di Unioncamere e dell’Istituto Tagliacarne, possiamo analizzare il valore aggiunto del settore vinicolo aggiornato al 2003.
Sono dati interessanti, che danno anche l’idea del peso del settore vinicolo sull’economia italiana, a mio avviso di gran lunga inferiore alla percezione indotta dai media e dalla passione per il prodotto finale. Nel 2003, il settore ha prodotto un valore aggiunto a livello italiano di EUR4.7 miliardi di euro, pari allo 0.40% del valore aggiunto dell’economia italiana. Se non vi ricordate il valore aggiunto, leggete qui la manfrina che scrissi a suo tempo. Questo valore si concentra in poche regioni: il 15% sta in Puglia, un altro 14% in Piemonte, poi il 12% in Veneto il 10% in Sicilia. Cosi’ il 50% del valore aggiunto e’ concentrato in queste 4 regioni, mentre aggiungendo Emilia Romagna e Toscana si arriva al 67%, i due terzi.
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We analyse today the value added of Italian wine industry updated to 2003. These are interesting figures, since they provide the picture of the weight of the wine industry on total ecomomy, which in my view is well below what media and the interest of the product (wine) let perceive. In 2003, the sector produced a value added of EUR4.7bn, which is 0.40% of the Italian economy. If you don’t remember the value added story, please read here my old post.
This value is concentrated in a few regions: 50% is in 4 regions (Apulia, Piedmont, Veneto and Sicily). Anotehr 2 regions (Emilia Romagna and Tuscany) let the total arrive to 67%, two thirds.

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Vranken Pommery – struttura del gruppo e bilancio 2006

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Vranken Pommery e’ il secondo produttore di Champagne dopo il gruppo LVMH, con un fatturato di EUR248m nello Champagne, a cui si aggiungono circa EUR20m di altri prodotti (tra i quali il Porto, con circa EUR7m di fatturato). La societa’ e’ quotata presso la borsa di Parigi con un valore di mercato di circa EUR600m.
I principali marchi sono Pommery (30% delle vendite di Champagne), Vranken (19%) e Heidsieck &C (21%).

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La societa’ ha avuto un profilo di crescita molto significativo, con un aumento delle vendite di circa il 12% annuo tra il 2000 e il 2006, contro un +4% circa del mercato dello Champagne. Nel 2006 ha per la prima volta superato 20m di bottiglie vendute.
Vranken Pommery is the n.2 in the Champagne business after LVMH, with EUR248m sales of Champagne, plus another EUR20m coming from other products (of which EUR7m is Porto). The company is listed in Paris, with a market value of roughly EUR600m.
The key brands are Pommery (30% of sales), Vranken (19%) and Heidseick (21%). The company had a significant growth over the past 6 years, with a +12% in bottles sold (vs. a 4% CAGR of Champagne sector), leading them to exceed 20m bottles for the first time in 2006.

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