Italia


Lombardia – produzione di vino DOC/DOCG – aggiornamento Federdoc 2010

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La produzione di vini DOC in Lombardia ha toccato quota 860mila ettolitri nel 2010, secondo I dati pubblicati da Federdoc. Si tratta della produzione più elevata realizzata nella regione da quando guardiamo questi dati. Anche se il numero è leggermente diverso per ISTAT (circa 810mila ettolitri), sul record del 2010 anche l’istituto è d’accordo. Il panorama delle DOC lombarde sta cambiando a fronte di una frammentazione ulteriore di una delle DOC più significative a livello nazionale: Oltrepo’ Pavese. Dopo aver perduto lo spumante, andato sotto una denominazione a parte, sono stati separati alcuni vitigni dalla DOC base, confluiti in una DOC speciale. La più importante è la Bonarda dell’Oltrepo’ Pavese che ha quasi portato via il 50% dei volumi della DOC base. Molto difficile comprendere i motivi di tale decisione, ma tant’è.

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Il consumo di bevande alcoliche in Italia – aggiornamento ISTAT 2011

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La pubblicazione annuale dell’ISTAT sull’uso (e abuso) di alcol è quest’anno meno preoccupante di quello che avrei potuto immaginare e lascia spazio ad approfondimenti (che faremo) al riguardo degli stili di consumo del vino. Ma per oggi guardiamo i dati generali: (1) ISTAT dice che il 53.3% della popolazione italiana beve a qualche titolo vino. Lo stesso numero dell’anno scorso. (2) ISTAT ci dice poi che tra questi consumatori, i consumatori abituali di vino stanno leggermente calando a favore di un consumo più sporadico. (3) allargando il quadro alle bevande alcoliche in generale e al lungo termine, diminuisce il consumo di alcolici tra i giovani (meno di 24 anni), con una riduzione della penetrazione di 8-10 punti percentuali (buona notizia!), mentre si riduce soltanto marginalmente quello delle altre fasce di età. (4) si riduce la quota dei consumatori “non moderati”, quindi di quelli che bevono troppo, dall’8.3% della popolazione al 7.5%. Altra buona notizia.

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Produzione di vino in Italia nel 2011 – fonte: ISTAT

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ISTAT ha pubblicato il dato sulla produzione di vino in Italia, che scende a 40.6 milioni di ettolitri, con un calo del 9% rispetto al 2010, come da innumerevoli commenti è stato osservato. In aggiunta a questa produzione va considerato un ammontare di circa 2 milioni di ettolitri di mosto, stabile rispetto allo scorso anno. Le principali conclusioni sono: (1) che contina la discesa produttiva, concentrata quasi interamente nel centro sud, con un particolare cenno a Sicilia e Puglia; (2) che cresce la produzione di vini a denominazione, che con gli IGT sono sopra il 70% del totale; (3) che i vini bianchi (inclusi spumanti) hanno per la prima volta nella storia superato la produzione dei vini rossi. Eccovi tutti i commenti in dettaglio.

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Cina – importazioni di vino 2011

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Non è più di qualche settimana fa che si discuteva del settore del vino in Cina e di quanto l’Italia, pur crescendo, continuasse a essere in ritardo rispetto ai suoi concorrenti. Ecco che ISMEA ha pubblicato i dati di import di vino in Cina del 2011, che ho tradotto in dollari per renderli omogenei con le serie degli anni precedenti che abbiamo pubblicato (i dati si ricongiungono con matematica precisione). Non soltanto la Francia domina, ma domina sempre di più, aumentando la sua quota di mercato oltre il 50%, mentre l’Italia resta a circa il 6% del vino estero importato in Cina. Ma andiamo ai numeri, che ci mostrano una crescita vorticosa.

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I canali di vendita del vino in Italia nel 2011 – indagine Mediobanca

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Mediobanca pubblica come al solito il suo sondaggio sui canali di vendita, che noi riprendiamo e analizziamo ogni anno. Nel 2011, ci sono alcuni aspetti interessanti da sottolineare, alcuni dei quali già facevano parte del commento dello scorso anno: (1) c’è un segnale di indebolimento della quota di mercato della GDO nelle vendite di vino; (2) come già negli anni scorsi il canale Horeca e il canale della vendita diretta perdono peso, lo stesso discorso vale per le enoteche; (3) si rafforzano i canali di vendita alternativi, quindi distribuzione e vendite online. Da ultimo, quando si mette il naso fuori dall’Italia, si consolida la tendenza delle aziende italiane di rinunciare alla distribuzione diretta a favore di distributori esteri. È vero per le aziende private ma anche per le cooperative. Un discorso un po’ diverso può essere fatto per il segmento dei grandi vini. In questo caso sembra riprendere quota il canale Horeca. Vediamo i dati.

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