Italia


Prosecco DOC – dati di produzione e vendita 2021

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Nel 2021, le vendite di Prosecco DOC hanno toccato quota 627 milioni di bottiglie (500 nel 2020) per un valore stimato al consumo di 3 miliardi di euro (2.4 nel 2020), a fronte di una vendemmia di 4.8 milioni di ettolitri, dunque molto vicina al 10% della produzione totale di vino italiana. Il sistema Prosecco continua a crescere: nel 2021 si annoverano 28100 ettari di vigneto contro 24450 del 2018, 12312 aziende vinicole contro 10242, 1189 aziende vinificatrici contro 1149 e 360 case spumantistiche contro 349. A guardare il grafico della progressione delle bottiglie vendute si vede chiaramente come il 2020 sia stata una “pausa” nella crescita, influenzata dal Covid, a interrompere una linea immaginaria di una crescita annua del 13% circa sui 10 anni. A guardare i dati, questa ultima gamba di crescita del 2021 è anche da assimilare alla introduzione della variante rosè, che ha superato il 10% dei volumi nel 2021. Altri dettagli nel resto del post.

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento ottobre 2022

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Apriamo questo 2023 con un post un po’ particolare sulle esportazioni di vino, di cui trovate qui i dati completi a ottobre 2022. Particolare perchè ogni tanto vale la pena di fermarsi e capire dove si è rispetto agli altri. Oggi lo facciamo confrontando i tassi di crescita e i livelli di esportazione del vino rispetto al settore bevande/tabacchi in generale italiano e alle esportazioni italiane totali. I due grafici di apertura (il resto sono tabelle) vi forniscono una chiara evidenza che le esportazioni di vino non stanno crescendo tanto quanto il resto dell’export italiano. Quindi, quando diciamo che +11% sul 2021 o +20-25% rispetto al 2019 sono buoni dati diciamo una cosa vera ma solo in termini assoluti: le esportazioni italiane “di tutto” sono cresciute del di quasi il 20% sull’anno scorso e sono il 35% sopra il 2019 mentre anche nel campo più stretto di bevande/tabacco siamo il 25-30% sopra il 2019 e si cresce più velocemente anche (e soprattutto direi) negli ultimi mesi.

Bene, fatta questa breve analisi passiamo ai dati. Ottobre è un mese pesante per l’export di vino. La crescita è stata del 4% sull’anno scorso, nonostante il 2021 fosse stato un mese piuttosto stabile (+2% sul 2020). Il passo sull’anno resta nell’intorno dell’11%, per un totale annuo poco superiore ai 7.8 miliardi di euro. I volumi sono calanti su base mensile ma restano stabili in ragione d’anno.

Nel resto del post ulteriori commenti e tutte le tabelle aggiornate.

  • Il mese di ottobre soffre di un andamento stabile/negativo dei vini fermi e sfusi rispettivamente, con la categoria degli spumanti che segna un eccellente +19%, che consente di mantenere il ritmo nella categoria a +22%. Sono invece scesi a +9% e +7% gli incrementi dei vini in bottiglia e dei vini sfusi nei primi 11 mesi del 2022.
  • Dal punto di vista geografico, come sempre i dati mensili sono di difficile lettura. Diciamo che è in chiara decelerazione il mercato americano, che oggi viaggia su un ritmo annuo del 8-9% contro il +25% che aveva toccato a inizio 2022. Il mercato tedesco sta rallentanto leggermente dal +6/7% di inizio anno al +4/5% attuale, mentre resta a oltre +10% l’andamento del mercato inglese, pur con medesimi trend in rallentamento.
  • Nel segmento degli spumanti la crescita mensile è del 19%, quella dei 10 mesi del 22% e si viaggia a +37% sopra il 2019. Ma, qui tutti i mercati vanno benissimo, compreso quello russo, che nei primi 10 mesi del 2022 cresce del 15%…

 

 

 

 

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Il valore dei vigneti in Italia per denominazione – dati CREA, aggiornamento 2021

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I dati pubblicati da CREA relativi agli esempi di valore dei vigneti nelle principali aree vinicole italiane sono stati in rialzo dell’1.6% circa anche nel 2021, portando dunque l’incremento totale dal 2000 a +63% (che si deduce dal nostro grafico indice di “163” riferito a gennaio 2021. Si tratta di un dato positivo, considerato che tra il 2000 e la fine del 2021 la perdita di potere di acquisto della moneta (leggi il cumulato dell’inflazione) è stato del 39% circa. Ora, il problema sarà il 2022, visto che in un solo anno “mettiamo su” il 9% di inflazione che capitalizzato sul resto porta a una svalutazione totale del 50% circa. In questo senso il 2022 potrebbe mangiarsi una bella fetta del plusvalore generato dalla proprietà dei vigneti. Ma vedremo. Per ora, analizziamo questi dati nel resto del post, ricordandovi che potete trovarli in formato scaricabile nella sezione Solonumeri Italia del blog (in fondo alla lista).

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Le superfici vitate bio nel mondo – dati 2019 FiBL & IFOAM

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L’area vitata mondiale bio è cresciuta nel 2019 dell’11% a 468mila ettari e rappresenta il 7% circa della superficie vitata mondiale. Il rapporto 2019 redatto da FiBL & IFOAM ha aggiornato i dati che avevamo già commentato un paio di volte sul blog. Di questi 468mila ettari, circa 17mila sono anche certificati dall’associazione Demeter, un’organizzazione non profit che si fonda su una federazione di enti certificatori locali (the Biodynamic Federation) e che certifica l’ulteriore passo verso (la dibattuta) biodinamica. Per quanto riguarda i dati, soprattutto visti in prospettiva con gli anni scorsi, dobbiamo dire che l’Italia mantiene una posizione rilevante nell’ambito bio, anche se negli ultimi anni (qui si parla fino al 2019) la superficie bio italiana si è stabilizzata poco sopra 100 mila ettari, mentre è continuata a crescere a ritmi più sostenuti sia in Spagna che in Francia. Il risultato è che al 2019, l’Italia con 109mila ettari bio è passata al terzo posto tra le nazioni bio, superata dalla Francia che è salita a 114mila e sempre dietro la Spagna a 121mila. L’Italia resta peraltro davanti a Francia (leggermente) e Spagna dal punto di vista della penetrazione della superficie vitata bio sul totale, al 16%. Cala la Cina, mentre sembrerebbe in forte progresso questo fenomeno in USA. Passiamo a commentare i dati.

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Esportazioni spumanti Italia – aggiornamento settembre 2022

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A ruota dell’aggiornamento sulle esportazioni totali vi aggiorno sui dati specifici degli spumanti, che restano molto buoni, supportati da una crescita “vera” (che di questi tempi è quella dei volumi, +8% da inizio anno), che non è in questo momento isolata al Prosecco ma che riguarda anche l’Asti e gli altri spumanti, soprattutto gli altri “DOP”. Sia ben chiaro, il Prosecco rappresenta 1.15 miliardi dei 1.55 miliardi esportati da inizio anno, quindi se si ferma quello si ferma tutto. Però è incoraggiante notare come tutte le categorie crescono tra il 4% e l’8% a volume e tra il 15% e il 25% a valore nei 9 mesi. Ci sono anche alcuni dati un po’ strani, come il forte recupero della Russia per esempio, che potrebbe non essere sostenibile, ma detto questo le cose continuano effettivamente ad andare molto bene. Augurandovi di brindare nei prossimi giorni con uno spumante italiano, passiamo ad analizzare qualche dato.

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