Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

Le esportazioni italiane di spumante chiudono il 2025 in calo del 2.5% a 2,313 milioni di euro, con volumi sostanzialmente stabili a 5,532 migliaia di ettolitri (+0.7%). Il 2025 segna quindi l’inversione di tendenza rispetto alla crescita durata anni (salvo l’intervallo del Covid). Se guardiamo il profilo mensile, il 2025 è stato un anno di due metà molto diverse. Il primo trimestre si era chiuso con segni positivi, probabilmente supportati dagli ultimi effetti del “front-loading” di fine 2024 verso gli USA, ma a partire da marzo-aprile i numeri si sono deteriorati rapidamente. Il secondo semestre è stato caratterizzato da una serie quasi ininterrotta di mesi negativi, con il punto più basso toccato in ottobre (-11%) e novembre (-8%). Solo dicembre (che ha un valore inferiore a quello dei mesi precedenti) ha offerto un modesto sollievo di -1%. Il dato forse più preoccupante è il deterioramento del prezzo medio di vendita, sceso del 3% a 4.2 euro al litro, soprattutto determinato dal Prosecco (-4% a 4.22 euro/litro), che ormai rappresenta più dei tre quarti delle esportazioni italiane di spumante.
Passiamo a un’analisi più dettagliata dei numeri.

- Dal punto di vista geografico, gli USA restano il primo mercato con 533 milioni di euro, ma in calo del 6%, come abbiamo sottolineato sopra con una prima parte dell’anno “spumeggiante” segnata da dati pesantemente negativi dei mesi successivi. Il Regno Unito, secondo mercato a 407 milioni, perde il 4%, mentre la Francia è il mercato più brillante con 151 milioni (+17%), trainata dal Prosecco, superando la Germania, che è invece in calo del 9% a 133 milioni. Il quinto mercato resta la Russia, sostanzialmente stabile a 129 milioni (-1%, con Asti in forte crescita, Prosecco e DOP in calo).
- Tra gli altri mercati importanti, il Belgio cala del 7% a 90 milioni, la Svizzera cresce del 2% a 79 milioni, la Polonia è stabile a 56 milioni, il Canada scende del 12% a 61 milioni. Tra i mercati emergenti, l’Ucraina (+18% a 41 milioni) e la Repubblica Ceca (+11% a 28 milioni) mostrano i tassi di crescita più elevati.

- Passando alle categorie, il Prosecco Il Prosecco, che rappresenta ormai il 76-77% del valore totale delle esportazioni di spumante, chiude il 2025 a 1773 milioni di euro, in calo dell’1.8%, con volumi a 4.2 milioni di ettolitri (+2.6%). È la prima flessione in valore dopo molti anni di crescita e si deve interamente all’effetto prezzo, con i volumi che hanno continuato ad avanzare. Dal punto di vista geografico, gli Stati Uniti restano di gran lunga il primo mercato con 474 milioni di euro sui 12 mesi, ma in calo del 3% rispetto al 2024 (anche in dicembre il dato è stato molto negativo, -16%). Il Regno Unito, secondo mercato con 372 milioni, cala del 4%, mentre la Francia cresce in modo sorprendente, +15%, a 135 milioni, in netta controtendenza. La Germania è in flessione del 2% a 90 milioni, il Belgio cala del 10% a 73 milioni, mentre la Svizzera è stabile a 57 milioni. Tra le note negative, il Canada che scende del 14% a 50 milioni e l’Australia a -8%.

- Gli altri spumanti DOP mostrano finalmente segnali di stabilizzazione dopo diversi anni di flessione, con un valore stabile a 91 milioni di euro (+0.2%), nonostante volumi in calo dell’8.6% a 115 mila ettolitri. Il prezzo medio sale del 10% a 8 euro/litro. Gli USA sono il primo mercato con 16 milioni (+17%), davanti alla Svizzera a 13 milioni (+27%). La Germania cresce dell’8% a 9 milioni. In forte calo la Federazione russa (-41% a 5 milioni) e il Giappone (-8% a 8 milioni).

- L’Asti spumante chiude il 2025 a 156 milioni di euro, in calo del 7%, con volumi a 395 migliaia di ettolitri (-10%). Il dato è pesantemente influenzato dalla Lettonia (storicamente un hub di riesportazione verso la Russia) che crolla del 47% a 15 milioni. La Russia “diretta”, primo mercato con 28 milioni, cresce invece del 63%, ma il combinato dei due mercati (che rappresenta l’asse tradizionale di distribuzione nei paesi ex-sovietici) resta in netto calo. Il Regno Unito, secondo mercato con 17 milioni, cresce del 6%, mentre gli USA scendono del 4% a 16 milioni e la Germania crolla del 44% a soli 9 milioni. Da segnalare la performance del Messico (+30% a 5 milioni), ma su valori ancora modesti.


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