Spumanti


Cava – produzione e vendite, aggiornamento 2016

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Il Cava continua a cercare sbocchi al di fuori dei mercati tradizionali. E’ questa, sostanzialmente la conclusione che si trae dai numeri 2016, pubblicati puntualmente dal DoCava, il consorzio che si occupa di raccogliere i dati dalla DOC. I volumi commercializzati sono stabili intorno a 245 milioni di bottiglie, ma la quota del mercato domestico scende al minimo storico del 35% e anche le vendite europee, che avevano raggiunto una specie di picco intorno al 50% delle vendite nel 2012 stanno perdendo leggermente quota, causa il forte regresso nel mercato tedesco non completamente compensato dal progresso in alcuni mercati quali la Scandinavia. Quindi, a tenere in piedi le vendite c’è il resto del mondo, che per questa denominazione si chiama principalmente USA. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Vendite al dettaglio di vino in Italia – primo trimestre 2017

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Fonte: IRI – elaborazioni a cura de I Numeri del Vino

Comincia oggi una collaborazione tra IRI (un grazie speciale a Marco Colombo) e I Numeri del Vino per analizzare e commentare i dati e relativi alle vendite al dettaglio di vino nella GDO in Italia, pubblicata in contemporanea sui rispettivi siti internet con cadenza trimestrale. Si tratta di una fetta importante del consumo italiano di vino: in numeri, 2.2 miliardi di euro e 7.1 milioni di ettolitri tra vino fermo e frizzante, spumante e Champagne. Essendo accreditati dall’OIV di un consumo totale di 22 milioni di ettolitri circa, stiamo parlando di un terzo dei consumi a volume.

Gli andamenti strutturali del mercato restano immutati: i volumi di consumo sono in costante calo (-1.3% nel 2016) e sono compensati dal miglioramento del prezzo-mix (+1.8% per arrivare a un andamento delle vendite leggermente positivo), all’interno del quale è il mix che la fa da padrone: i vini DOC nel 2016 sono cresciuti in volume del 2.6% contro un calo di quasi il 3% dei vini da tavola. Infine, resta molto sostenuto l’andamento dei vini spumanti che fanno +8% come era già successo nel 2015.

Dopo questo breve “riassunto delle puntate precedenti”, vale la pena di focalizzarsi sui dati più freschi del primo trimestre, che trovate dettagliati nelle tabelle e nei grafici, per quanto si tratti strutturalmente del periodo meno interessante dell’anno. Oltre a questo nel 2017 la Pasqua è caduta in aprile invece che in marzo (le settimane sono invece le medesime e non si genera il problema dell’anno bisestile). Qualche sorpresa comunque emerge soprattutto leggendo i dati in prospettiva: se la forbice tra vini di qualità e vini da tavola continua ad allargarsi, da 9 mesi a questa parte quella tra volumi e prezzo-mix sembra essere meno evidente. Passiamo ai dati.

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Esportazioni di spumante Italia – aggiornamento 2016

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Il 2016 sarà senza dubbio ricordato come l’anno della definitiva consacrazione internazionale dei vini spumanti italiani. Le esportazioni a consuntivo dell’anno parlano di un incremento del 22% a 1.2 miliardi di euro e di un corrispondente aumento del volume esportato a 3.4 milioni di ettolitri. Come sappiamo si tratta di una esplosione principalmente legata ai paesi anglosassoni, Regno Unito e USA su tutti, ma ci sono altri segnali positivi nei mercati minori, quando invece l’anno è stato positivo ma meno esplosivo in altri mercati consolidati come la Germania. I segnali del mese di dicembre, comunque poco interessante dal punto di vista stagionale, sono meno positivi dei mesi precedenti, con un leggero calo del valore esportato, essenzialmente legato al -20% realizzato nel mercato inglese, che ha spinto la categoria degli spumanti DOP giù del 5%, a fronte di un saldo annuo in crescita del 32%. Passiamo all’analisi dei dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento 2016

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Il 2016 chiude con un secondo colpo di coda dei vini fermi e porta le esportazioni italiane al loro massimo storico di 5582 milioni di euro, per una crescita del 4.4% sullo scorso anno. Il mese si caratterizza per due cose: un calo marginale ma comunque “nuovo” dei vini spumanti dell’1% (in un mese peraltro non critico), non accadeva da ottobre 2015, con un secco -21% del Regno Unito nel solo mese di dicembre. Secondo: una ripresa molto visibile delle esportazioni di vini sfusi, che da agosto a questa parte hanno dato segnali di risveglio (come hanno anche ripreso vigore le esportazioni di vino fermo). Terzo: un temporaneo stop alla crescita delle esportazioni in Cina, dopo molti mesi positivi, che fa restare il paese sotto la soglia di 100 milioni di euro, a meno di ricomprendere anche le categorie minori rispetto a quelle che normalmente includiamo (cioè imbottigliati, sfusi e spumanti). Le conclusioni già fatte nei mesi precedenti non cambiano nella sostanza: è stato un anno molto positivo per l’Italia e la crescita delle esportazioni di oltre il 4% non è secondo quasi a nessuno (alla Nuova Zelanda si…). Però, dalle considerazioni di sopra il 2017 si apre con qualche punto di domanda sulla sostenibilità di tale andamento, molto legata agli spumanti e, all’interno della categoria, ad alcuni spumanti. Passiamo ai dati.

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Esportazioni di vino Italia – novembre 2016

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Novembre 2016 è stato un mese sorprendentemente positivo per le esportazioni italiane di vino, perché la crescita del 10% viene in un mese stagionalmente molto importante per questo prodotto (e per gli spumanti in particolare) ma anche perché novembre 2015 era stato un mese già molto positivo (10% a sua volta). Le “predizioni” di un rallentamento delle crescite percentuali degli spumanti si sono avverate, +18% contro l’oltre +30% dei due mesi precedenti. La sorpresa positiva viene nel mese dal forte recupero dei vini imbottigliati, che erano stati deboli per tutto il resto dell’anno (perdendo circa 50 milioni di euro di export) e che nel mese hanno più che compensato questa perdita con un balzo dell’8%. L’anno va quindi verso una chiusura intorno a 5.6 miliardi di euro, con una crescita del 5% circa, essenzialmente legata ai vini spumanti, con un contributo neutro dei vini imbottigliati e una crescita del 4% circa dei vini sfusi. Si tratta di una decisa accelerazione partita verso giugno e molto legata, come potete apprezzare dai grafici, a una rinnovata vigoria dei volumi esportati, che si sono staccati dal livello di 20 milioni di ettolitri e sono a metà strada per raggiungere i 21… ma andiamo a leggere qualche dato insieme (vi faccio notare una interessante analisi sul mercato inglese all’interno).

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