Spumanti


Canada – consumi e mercato del vino, dati 2018/19

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Il consumo di vino in Canada del 2019 ha subito un rallentamento in relazione all’andamento del consumo di alcolici in generale, anche se guardando i dati tale conclusione si lega soprattutto alla categoria degli “altri” prodotti come i vini fortificati, che potrebbero essere stati riclassificati dall’ufficio statistico di Statistics Canada. Comunque, i dati che presentiamo oggi mostrano un mercato stabile in valore per il 2019 (a dire la verità un 2018/19) e in calo del 2.5% a volume, all’interno di un trend quinquennale di crescita del 3% annuo a valore e del 2% annuo a volume. Come da diversi anni a questa parte la “classifica” in termini di velocità di crescita vede al primo posto i vini spumanti e rosati, poi i vini bianchi e alla fine i vini rossi, che comunque rappresentano la spina dorsale del consumo di vino canadese, con una quota superiore al 50% del totale sia a volume che a valore. Infine, noterete come stia crescendo la quota dei prodotti locali canadesi proprio nella categoria dei vini rossi, a differenza di quanto accade per le altre categorie. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

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Le esportazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2019

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Dopo aver affrontato le importazioni di vino mondiali la scorsa settimana, affrontiamo oggi brevemente l’altro lato della medaglia, cioè gli esportatori. Il dato qui è più facile da ricostruire perchè il lato venditori è fatto sostanzialmente da quattro paesi produttori, quindi Francia, Italia, Spagna e Germania e due o tre “trader”, sostanzialmente Singapore, Olanda e Regno Unito che sporcano un po’  i dati. Per mantenere un approccio corretto e coerente buttiamo dentro tutto e usiamo proprio questo lato del trading per fare il totale che usiamo anche dall’altra parte, quella delle importazioni. Quindi, le esportazioni totali sono state parti a 7.3 miliardi di dollari (-1%) o 6.5 miliardi di euro (+5%, grazie al rafforzamento del dollaro) per quasi 9 milioni di ettolitri di volume. La Francia domina la classifica in base al valore (quella che conta di più), l’Italia domina quella in base al volume (quella che conta di meno). Passiamo a commentare qualche dato.

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Vendite al dettaglio di vino nella GDO in Italia – dati IRI, aggiornamento terzo trimestre 2020

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Fonte: i dati utilizzati in queste elaborazioni sono forniti a titolo gratuito al blog da IRI.

Dopo il boom del lock-down (secondo trimestre +9%), le vendite al dettaglio di vino si sono quasi normalizzate nel terzo trimestre (+4%). Dico quasi normalizzate perchè in realtà questo +3.7% è un mix di tra i vini fermi, quasi stabili a +0.9% per via di un ritracciamento dei vini rossi e di bassa qualità, e un andamento molto sostenuto dei vini spumanti, cresciuti del 16%, dunque nel trimestre immediatamente precedente a quello critico, l’ultimo. Sono dati comunque non facili da interpretare, intrisi di effetti mai visti prima, come lo spostamento tra i canali di vendita (Ho.Re.Ca. rispetto alla distribuzione), effetti psicologici di “rivalsa” che hanno determinato un andamento molto migliore delle attese per tutte le categorie di bevande alcoliche: non solo vini, ma birre e aperitivi. Non solo in Italia, ma in tutta Europa, che è più che altri mercati esposta al canale dei bar e dei ristoranti. A che tipo di ultimo trimestre ci avviamo? Probabilmente per le vendite nella grande distribuzione sarà un altro periodo positivo, con i bar e i ristoranti che non lavorano di sera. Ci sarà forse l’incognita dei vini spumanti che in periodo di lock-down hanno avuto un andamento meno positivo di quello dei vini fermi. Tutto considerato, è possibile che la crescita del 7% di questi primi 9 mesi possa confermarsi anche per fine anno. Passiamo all’analisi dei dati.

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Le importazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2019

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Con l’aiuto di Comtrade che ha una base abbastanza completa di dati 2019 sul commercio estero (manca ancora la Cina, per indenderci), analizziamo i dati del commercio mondiale di spumanti partendo dalle importazioni. Incrociando import ed export (ben più facile da tracciare) possiamo dire che gli scambi internazionali di spumante sono cresciuti del 5% nel 2019 toccando quota 6.5 miliardi di euro. Il dato in dollari, 7.3 miliardi è invece stabile a causa del rafforzamento del dollaro. Vi ricordo che tutti i dati sono in formato scaricabile nella sezione Solonumeri. Quest’anno sono riuscito anche a ricostruire una dato decente sui volumi, circa 8.9 milioni di ettolitri scambiati, stabili rispetto al 2018. Per quanto riguarda le gerarchie tra i maggiori importatori, nessuna grande novità: USA (ritornato a crescere a doppia cifra) e Regno Unito (quasi tornato sui livelli di qualche anno fa) dominano il campo e rappresentano una quota del 33% del totale, in crescita rispetto al 30% dell’anno precedente. Il miglior mercato del 2019 è stato però il Giappone, cresciuto del 13% in dollari e del 19% in Euro al livello massimo storico di importazioni di spumante. Con 620 milioni di euro rappresenta circa il 9% dello spumante importato nel mondo. Passiamo a commentare qualche altro dato.

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Nosio – risultati e bilancio 2018/19

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Quest’anno sono in ritardo con Nosio e Mezzacorona, ma come dice la parola mezza colpa è loro, che hanno caricato il bilancio più tardi degli altri anni, mentre mezza è mia che non mi sono accorto che erano caricati. Li recensisco quindi con diversi mesi di ritardo rispetto al solito, ma mi piace farlo ugualmente per dare una continuità al lavoro, nonostante le condizioni di operatività siano decisamente cambiate. Nosio è come sapete il braccio commerciale di Mezzacorona, di cui parleremo più avanti. Nel 2019 ha chiuso il bilancio con un incremento del 4.5% delle vendite (EUR121 milioni grazie a Italia ed Europa) e margini sostanzialmente stabili. Ha pagato un buon dividendo alla sua capogruppo ed è riuscita a ridurre nel contempo la posizione finanziaria da 40 a 38 milioni di euro. Diciamo quindi un buon bilancio, nell’attesa di vedere che cosa è successo nel 2020: se il documento sarà reso disponibile per tempo, con la chiusura a luglio i bilanci di Nosio e Mezzacorona sarebbero tra i primi a contenere l’impatto COVID tra le aziende non quotate. Passiamo ai dati.

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