Trentino Alto Adige


Nosio – risultati e analisi di bilancio 2011-12

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Il bilancio 2012 di Nosio che andiamo a commentare oggi è foriero di diverse buone notizie (Nota: si tratta come ogni anno del bilancio d’esercizio, quindi non consolidato). Il fatturato italiano ha tenuto, quello estero è cresciuto e i margini sono in miglioramento. Dal punto di vista finanziario, il debito scende un pochino grazie al contenimento del capitale circolante mentre gli investimenti riprendono a crescere sullo scorso anno. Nonostante la crisi italiana, Nosio sta performando bene e i commenti sul bilancio relativi al nuovo anno parlano di ottima qualità dei prodotti, ma lasciano anche trasparire fiducia sul fatto che probabilmente anche l’annata 2012/2013 possa essere soddisfacente. Andiamo nei numeri.

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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento agosto 2012

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Nel 2010 ISTAT ha cambiato le classificazioni sulle esportazioni, in concomitanza di una revisione dei codici. Oggi diamo un’occhiata a questi dati, che cominciano ad avere una storia “dignitosa” alle spalle, che sono relativi alle esportazioni a valore del vino imbottigliato, suddiviso nel modo più capillare possibile. In particolare, sono rilevate e separate le DOC dalle IGT, e a livello regionale ci sono 3 regioni, Toscana, Veneto e Trentino Alto Adige per le quali viene fornito un dettaglio delle esportazioni di vino DOC. Vediamo insieme qualche dato.

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CAVIT – risultati e analisi di bilancio 2011-12

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Nell’esercizio terminato a maggio 2012 CAVIT ha mantenuto ricavi stabili ma ha migliorato sensibilmente la sua struttura finanziaria, riducendo il debito come era già successo negli ultimi 2 anni. Tale strategia corrisponde a una precisa volontà dell’azienda di affrontare i “tempi duri” con un debito inferiore, anche in relazione all’aumento del suo costo. Come è stato ottenuto questo calo del debito? In parte grazie al miglioramento dei margini di profitto, in parte grazie a un temporaneo calo degli investimenti e, infine, in parte grazie all’aumento dei debiti verso i soci per la nuova campagna. Dal punto di vista operativo, CAVIT continua a investire pesantemente sul marchio, soprattutto nel mercato americano, per mantenere le posizioni acquisite. Infatti, come vedremo, il peso degli acquisti di materie prime (vino) sul fatturato è in costante diminuzione.

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I risultati finanziari delle aziende suddivisi per regione – fonte: Mediobanca

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Il rapporto Mediobanca è talvolta ripetitivo però ha il merito di essere molto costante e di aggiungere ogni anno un pezzetto nuovo. Quest’anno (quindi con i dati 2010) c’è il primo tentativo di dare qualche dato aziendale cumulativo per regione, per far capire in quale modo la struttura produttiva del vino si è evoluta. I dati che sono qui allegati sono molto interessanti, e ci consentono di identificare la forte impronta delle cooperative in regioni come il Trentino Alto Adige e Emilia Romagna (margini e ritorni sul capitale bassi), l’attenzione all’impiego al capitale delle aziende venete e la forte integrazione verticale delle aziende toscane (margini largamente più elevati di tutti gli altri nel campione, presumibilmente grazie a Antinori e Frescobaldi). I dati si spingono anche a misurare il costo medio per dipendente, da cui si evince che i meglio pagati sono i siciliani, seguiti dai dipendenti delle aziende venete, dove però si realizzano anche i livelli più elevati di valore aggiunto per dipendente. Invece di proporvi le solite sbarre, oggi vi introduco a questo grafico che cerca di misurare come la regione si pone su un certo parametro (a destra quelli dove bisogna stare alti, a sinistra quelli dove bisognerebbe stare bassi, tipo il debito) rispetto alla media del campione Mediobanca.

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Mezzacorona – risultati e analisi di bilancio 2010/11

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Siamo ai numeri 2010-11 di Mezzacorona, la cooperativa che consolida e possiede la maggioranza di Nosio. Il bilancio 2010-11 non mostra particolari sorprese: le vendite ricalcano quelle della controllata, con una forte crescita all’estero e un calo in Italia, la remunerazione dei soci da parte della cooperativa e’ rimasta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, circa 40 milioni di euro guardando al bilancio della capogruppo. Mezzacorona ha anche terminato nel 2011 un pesante piano di investimenti, ma e’ riuscita a mantenere i debiti sotto controllo a circa 153 milioni di euro (150 milioni nel 2009-10). Nell’esercizio a venire, i volumi dovrebbero essere in crescita, soprattutto lato frutta: vedremo se cio’ si ribattera’ su un aumento delle vendite.

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