
La Spagna si è ripresa nel 2014 il primato delle esportazioni mondiali per volume, a fronte della ricchissima vendemmia 2013 (trovate qui i dati) con un valore provvisorio di 23.4 milioni di ettolitri. Si è però più trattato di “smaltire” l’eccesso di produzione, dato che il valore delle esportazioni è addirittura sceso del 3% rispetto allo scorso anno. Dove è andato tutto questo vino in eccesso? Principalmente in Francia e in Portogallo, ma anche in Germania e un po’ nel nostro paese. Quando guardiamo i valori, però, per trovare dei trend sani di crescita dobbiamo scendere nella graduatoria dei mercati per arrivare al Belgio e all’Olanda, entrambi poco più di 100 milioni sui 2.6 miliardi di export totale. Dico questo per passarvi il messaggio che dati come questi mostrano la “casualità” dei mercati di destinazione, come se il vino spagnolo (soprattutto quello sfuso) dovesse ogni anno trovarsi un nuovo mercato dove vendere. Nel segmento dei vini imbottigliati i dati sono più costanti e mostrano il progresso del vino spagnolo in Cina, dove ci superano (72 milioni di euro contro i nostri 57 milioni). Nel segmento degli spumanti dopo diversi anni di crescita, il 2014 si è chiuso con una correzione del 10%, caratterizzato dal crollo nel mercato tedesco, americano e giapponese, non compensato dalla crescita degli altri paesi. Leggiamo i dati in dettaglio nel resto del post.





