I dati sulla produzione di vino in Piemonte 2012 mostrano un calo della produzione del 12% al livello di 2.3 milioni di ettolitri, il minimo storico toccato dalla regione negli anni recenti. Il post (e i prossimi sulle regioni italiane) contiene il dato relativo alle superfici vitate ISTAT 2010 per provincia e per tipologia di vino in produzione, in modo da fornire un primo dettaglio che sarà seguito di qui a fine anno da una revisione specifica con il dettaglio dei vitigni. Procediamo comunque con ordine e analizziamo la produzione e le superfici.
Cominciamo a commentare la produzione DOC delle principali regioni italiane con i dati del Piemonte. Secondo Federdoc si sono prodotti circa 2.2 milioni di ettolitri di vino di qualità nel 2011, il 2% in meno del 2010. Il dato è molto vicino a quanto riporta ISTAT, 2.26 milioni di ettolitri, considerato che ci sono 5-6 caselle vuote nel reporting Federdoc che probabilmente contano circa 20mila ettolitri. Vediamo le tendenze delle maggiori DOC.
Nel 2010 ISTAT ha cambiato le classificazioni sulle esportazioni, in concomitanza di una revisione dei codici. Oggi diamo un’occhiata a questi dati, che cominciano ad avere una storia “dignitosa” alle spalle, che sono relativi alle esportazioni a valore del vino imbottigliato, suddiviso nel modo più capillare possibile. In particolare, sono rilevate e separate le DOC dalle IGT, e a livello regionale ci sono 3 regioni, Toscana, Veneto e Trentino Alto Adige per le quali viene fornito un dettaglio delle esportazioni di vino DOC. Vediamo insieme qualche dato.
Cominciamo la rivista regionale 2011 sui dati di produzione rilasciati da ISTAT. Vi preannuncio due aspetti che influenzeranno i commenti 2011: (1) sarà difficile avere dettagli provinciali per le regioni che producono anche mosti, dato che quest’anno per la prima volta ISTAT ha rilasciato dati provinciali senza mosti; (2) sarà pressochè impossibile fare commenti sulle superfici vitate perché ISTAT non ha adattato i dati al recente censimento vinicolo. Presenteremo quindi i dati con evidenziati i censimenti 2000 e 2010, che danno un’idea più chiara dell’evoluzione delle superfici vitate. Passiamo ai dati relativi al Piemonte.
Il rapporto Mediobanca è talvolta ripetitivo però ha il merito di essere molto costante e di aggiungere ogni anno un pezzetto nuovo. Quest’anno (quindi con i dati 2010) c’è il primo tentativo di dare qualche dato aziendale cumulativo per regione, per far capire in quale modo la struttura produttiva del vino si è evoluta. I dati che sono qui allegati sono molto interessanti, e ci consentono di identificare la forte impronta delle cooperative in regioni come il Trentino Alto Adige e Emilia Romagna (margini e ritorni sul capitale bassi), l’attenzione all’impiego al capitale delle aziende venete e la forte integrazione verticale delle aziende toscane (margini largamente più elevati di tutti gli altri nel campione, presumibilmente grazie a Antinori e Frescobaldi). I dati si spingono anche a misurare il costo medio per dipendente, da cui si evince che i meglio pagati sono i siciliani, seguiti dai dipendenti delle aziende venete, dove però si realizzano anche i livelli più elevati di valore aggiunto per dipendente. Invece di proporvi le solite sbarre, oggi vi introduco a questo grafico che cerca di misurare come la regione si pone su un certo parametro (a destra quelli dove bisogna stare alti, a sinistra quelli dove bisognerebbe stare bassi, tipo il debito) rispetto alla media del campione Mediobanca.
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