Nuova Zelanda


Nuova Zelanda – esportazioni di vino 2011

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La Nuova Zelanda è ancora una delle nazioni protagoniste di un incremento produttivo, addirittura pericoloso vista la stasi del consumo di vino in genere. Le sue esportazioni sono però cresciute in modo vigoroso. Oggi, grazie ai dati pubblicati da Calwine e derivanti dal World Atlas, guardiamo i numeri in dettaglio geografico per capire dove viene venduto il vino neozelandese. Non ci sono sorprese, dato che le direttrici sono soprattutto i mercati vicini, Australia e in seconda battuta l’oriente con Cina-HongKong-Singapore, e i mercati anglosassoni con il Regno Unito e gli USA come altri principali mercati. Attenzione al dollaro neozelandese, dato che questi dati sono espressi in dollaro americano: anche se il prezzo mix sembra essere migliorato (vendite in dollari in crescita superiore alle vendite in valuta locale), ciò è determinato dalla svalutazione del dollaro contro la valuta locale, il che significa che in realtà gli introiti unitari degli agricoltori non sono cresciuti. Infine, un calcolo simpatico ma che fa riflettere: il prezzo medio di export della Nuova Zelanda è il triplo di quello italiano.

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Nuova Zelanda – produzione, superfici e settore vino – aggiornamento 2011

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Fonte: New Zealand Wine
La Nuova Zelanda ha assorbito la sbornia della crisi dal punto di vista delle scorte di vino e dell’andamento delle sue esportazioni. Non lo stesso invece e’ successo per il valore del suo prodotto, cioe’ il prezzo delle uve laggiu’ prodotte, che continua a calare. Ne risulta un quadro, che ora andiamo a vedere nello specifico, in cui si profila una ripresa, con produzione comunque in crescita, ma con margini bassi e, nel futuro, una graduale stabilizzazione della produzione.

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Delegat's – risultati a dicembre 2010

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Delegat’s ha completato una importante operazione di ristrutturazione finanziaria, acquistando per poco piu’ di 8 milioni di dollari locali la quota che non possedeva di Oyster Bay, l’azienda di punta del gruppo che produce l’omonimo vino e che rappresenta quasi il 40% delle vendite. Anche per questa ragione, l’indebitamento del gruppo e’ salito rispetto a fine anno. Piu’ importante e’ pero’ stata la ripresa di margini, dopo il disastroso semestre terminato a giugno 2010, che ha consentito di migliorare tutti i parametri finanziari del gruppo. Prima di addentrarci nei numeri, vediamo che cosa dice Delegat’s sul futuro: (1) le condizioni del mercato restano molto difficili, con ulteriori potenziali cali di valore degli asset biologici (di cui Delegat’s e’ ricca); (2) i cambi continuano a giocare contro il gruppo e questo non facilitera’ le esportazioni; (3) la vendemmia corrente sara’ sotto gli anni precedenti e quindi i volumi non cresceranno, mentre il gruppo spera di continuare a migliorare il prezzo medio di vendita, anche grazie ai pesanti investimenti di marketing; (4) nonostante un quadro meno positivo di quello di 6 mesi fa, Delegat’s dovrebbe generare un utile tra 20 e 25 milioni di dollari canadesi, allineato alle attese della borsa valori, e i numeri presentati a fine dicembre, se portati su 12 mesi (come in tutti i nostri grafici) sono allineati all’obiettivo di raggiungere 271 milioni di fatturato.



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Nuova Zelanda – produzione, superfici e settore vino – aggiornamento 2010

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E’ stato appena pubblicato il rapporto annuale sull’industria del vino della Nuova Zelanda, dove sono prodotte una serie di statistiche aggiornate al 2010 e, soprattutto, e’ riportato un interessante resoconto del presidente della locale associazione dei produttori, Stuart Smith. Una lettura molto interessante che trovate qui. Nel 2010 il mondo del vino neozelandese ha reagito alla crisi, e lo ha fatto intorno a due obiettivi: quello di massimizzare la qualita’ e quello di percorrere la strada della sostenibilita’. Piu’ che orientamento, bisognerebbe parlare di ossessione sulla qualita’. Vi faccio un semplice esempio. Le esportazioni sono cresciute del 26% a 1.4 milioni di ettolitri e hanno superato il miliardo di dollari locali (+5%). Ovviamente merito del vino sfuso. Invece tutto il commento e’ sulla perdita del 10% del prezzo di vendita del vino imbottigliato o sulla situazione competitiva del Sauvignon, che rappresenta l’82% delle esportazioni (1.16m di ettolitri) e che e’ il vero valore del settore vinicolo locale. Ecco, lo dice molto chiaramente all’inizio. E’ necessario ristabilire l’equilibrio: l’equilibrio tra domanda e offerta e’ un valore da preservare per poter continuare a fare soldi.



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