consumi di vino


Indagine Wine Market Council sui consumatori americani di vino

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Il Wine Market Council propone come ogni anno una slideshow sul consumatore americano. Quest’anno lo studio approfondisce due aspetti: il passaggio dal consumatore saltuario a quello abituale e l’utilizzo dei nuovi media (internet e sue applicazioni) nella fase di reperimento delle informazioni ma anche di acquisto. Quali sono le conclusioni del rapporto: (1) che il consumo di vino in USA continua a crescere per il passaggio di consumatori da una frequenza saltuaria al consumo abituale di vino; (2) che questa tendenza e’ visibile in tutte le fasce dei consumatori, anche se il progresso piu’ significativo e’ quello della fascia di eta’ tra i 30 e i 45 anni (Generation X); (3) che i giovani si stanno orientando su nuovi vitigni, come il Malbec e lo Syrah/Shiraz, mentre il gradimento di alcuni prodotti come il Pinot Grigio non sembra crescere tra i giovani rispetto agli anziani; (4) che i nuovi media hanno un’influenza crescente (ci avreste scommesso), anche se dobbiamo considerare la particolarita’ del mercato americano; (5) che i prodotti del nuovo mondo incontrano sempre di piu’ le preferenze dei consumatori, a differenza di quelli del vecchio mondo, soprattutto francesi, tedeschi e portoghesi.



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Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2009

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Il mercato del vino tedesco ha nel 2009 mostrato alcune interessanti tendenze. I tedeschi continuano ad aumentare la quota dei loro consumi domestici nel vino ma per la prima volta si comincia a vedere un indebolimento della tendenza dei consumi pro capite a volume. Poca roba, certo: il German Wine Institute stima un consumo di vini fermi di 20.1 litri pro capite rispetto ai 20.7 del 2008, che era stato il massimo storico.



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Gli americani guardano avanti e noi? – studio USA su domanda vino californiano nel 2030

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Fonte: University of California – Giannini Foundation of Agricultural Economics

Parto con una avvertenza. Mentre noi ci preoccupiamo di come trovare i soldi per sovvenzionare il surplus di vino, in USA fanno degli studi dove si domandano che cosa succedera’ al mercato del vino di qui a 20 anni. Il punto di partenza e’ il seguente: il vino proveniente dalla California copre nel 2010 il 61% dei volumi di vino venduti in USA e, viceversa, per la California il mercato americano e’ circa l’83% delle vendite. Il mercato americano e’ strutturato in modo tale che il 72% del mercato e’ fatto da bottiglie sotto i $7, il 30% sotto $4. Se consideriamo che la California ormai ha circa il 50% delle sue esportazioni (3.8m/hl) fatte da vino sfuso venduto a circa $1 al litro. Data questa premessa qui si parla di che cosa sara’ il mercato del vino “medio” di qui a 20 anni.

Dunque, che cosa succede di qui a 20 anni? I Baby boomers, che sono 77 milioni sono in pensione. I loro figli, i Millenials, sono circa 70 milioni staranno costruendo le loro famiglie. I trend demografici sono interessanti: 20% di popolazione in piu’ nel 2030 (da 310 a 373 milioni), di cui il 20% sopra i 65 anni contro il 13% di oggi. Ma soprattutto, piu’ multietnica: i bianchi scendono dal 66% al 57%, gli Asiatici-Americani passano dal 5% al 7%, gli Afro-Americani dal 12% al 13%, mentre gli Ispanici saliranno al 23%.

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Il sondaggio Gallup sui consumi di alcolici in USA – aggiornamento 2010

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E’ la seconda volta che affronto il post sul sondaggio Gallup sui consumi di alcolici in USA (fatto su 685 individui, con un margine di errore di queste percentuali piuttosto significativo del +/- 4%). Mentre la prima volta era interessante il quadro generale e capire come si muoveva storicamente il vino rispetto alle altre bevande (a proposito, non si muove in % rispetto alle altre bevande), questa volta mettiamo in evidenza anche qualche curiosita’ e punto di vista dell’indagine. Per esempio, e’ curioso vedere che i praticanti di una religione bevono meno degli altri, che i poveri bevono meno dei ricchi e che i giovani bevono piu’ degli anziani, nonostante Gallup faccia una dichiarazione che in Italia ci farebbe saltare sulla sedia, e cioe’ che un moderato consumo di alcol (non vino, alcol) puo’ prevenire l’insorgenza di malattie cardiache. E quindi conclude nel modo seguente (che a me fa parecchio sorridere): “[…] Still, the data indicate that many older Americans are not taking advantage of the prophylactic benefit of drinking”, cioe’ nonostante gli studi dimostrino che fa bene, gli americani ancora non hanno capito il valore preventivo del consumo di alcol!



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I consumi di vino pro-capite nel mondo – aggiornamento 2007 OIV

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Fonte: OIV
Questo post lascia poco spazio a commenti fantasiosi: il consumo pro-capite di vino sta gradualmente convergendo in nome della globalizzazione, soltanto temporaneamente interrotta dalla crisi. Nuove aree del mondo mostrano consumi in forte incremento, in proporzione alla velocita’ con cui si adeguano agli standard di vita occidentali, altri invece continuano a mostrare un abbandono del consumo di vino abituale. Questo e’ sostanzialmente il quadro delineato guardando i dati OIV (che commenta in modo quantomeno imbarazzante, soprattutto quando discute esplicitamente il dato clamorosamente errato del consumo di vino in Nuova Zelanda, riportato a 2 litri per abitante invece che 10 volte tanto, 22 litri…). Restano questi dati, aggiornati purtroppo al 2007, quanto di piu’ completo esiste per commentare i numeri del vino mondiali.



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