Le esportazioni sudafricane di vino sono cresciute dell’11% in valuta locale 12.2 miliardi di rand, equivalenti a una crescita del 4% a 660 milioni di euro. In termini di volumi, secondo Un Comtrade le esportazioni sono invece scese del 9% a 4.3 milioni di ettolitri, dopo un 2021 eccezionalmente positivo rispetto agli anni precedenti. Tale quadro pone il Sud Africa come il meno rilevante tra gli 11 grandi produttori di vino “esportatori”, con una quota di mercato del 2% in termini di valore, mentre invece ricopre il sesto posto in termini di volumi con il 4.7% circa del volume esportato da questi paesi. Il mercato di riferimento per il prodotto sudafricano resta il Regno Unito, che è rimasto stabile nel 2022 in termini di valore. La lettura dei dati resta piuttosto difficile con oscillazioni molto importanti sia per i volumi che per i valori nei diversi mercati, tanto che è difficile trovare una piazza dove il vino sudafricano sta riuscendo veramente a farsi largo. Passiamo a una breve analisi dei dati.
Il Chianti resta il vino più venduto in Italia nella grande distribuzione anche nella nuova configurazione della ricerca (che ora include anche l’ecommerce), redatta da Circana, nuova veste della vecchia IRI. Il confronto con i dati del passato è diventato molto difficile ma ho lo stesso cercato di costruire un trend storico fatto delle variazioni percentuali delle vendite in euro, mentre invece per i volumi, il “salto” di un anno nel 2021 rende impossibile ricongiungere le serie. È questo il problema di queste statistiche “pubblicitarie” redatte in occasione del Vinitaly, nelle quali si fanno vedere i dati di breve termine senza occuparsi delle prospettive storiche. Ad ogni modo, i numeri che vedete oggi vi fanno rendere molto bene conto del trend di crescita dei vini bianchi (a proposito, ho escluso il Prosecco che da quest’anno viene incluso nella classifica), esemplificata dal grande successo del Vermentino, ma anche dal rimbalzo di un vino come il Muller Thurgau. Seconda considerazione: sono un po’ meno lanciati i vini rossi pugliesi, capaci comunque di una crescita a doppia cifra negli ultimi 5 anni, al pari del Vermentino. Vermentino che resta il prodotto fermo tra questi più venduti con il prezzo di vendita più elevato. Passiamo a commentare qualche dato insieme.
Le esportazioni di vino del Cile si sono riprese nel 2022, segnando un incremento del 9% a 1.815 miliardi di euro, che diventa +12% se tradotto in valuta locale cilena. Misurato in dollari americani si tratterebbe di un calo del 3%. Ad ogni modo è stato un anno positivo per i vini cileni, nonostante i volumi siano ulteriormente calati (-4% a 8.33 milioni di ettolitri), toccando il livello più basso dal 2014 a questa parte. Con questo andamento il paese sudamericano si conferma la quarta forza nel mondo del vino per esportazioni, dietro all’irraggiungibile Spagna (3 miliardi) e davanti alla locomitiva neozelandese (1.4 miliardi di euro). Diciamo che viste le distanze questa posizione del Cile, che vanta il 5-6% del totale esportato dagli 11 principali produttori di vino, è destinata a rimanere invariata. La considerazione che nasce guardando anche il grafico animato qui sopra è di una forte dinamicità nell’approccio ai mercati, soprattutto quelli nuovi. Negli ultimi due anni sono molto visibili i progressi fatti dagli esportatori cileni in estremo oriente e nei paesi limitrofi del Sud America. Passiamo a un’analisi dei dati ricordandovi che tutti i numeri in dettaglio anche per categoria sono disponibili nella sezione Solonumeri.
ATTENZIONE: ISTAT HA AGGIORNATO I DATI CON UNA VARIAZIONE SIGNIFICATIVA RISPETTO ALLA PRIMA STIMA. Un aggiornamento sarà pubblicato sul blog a metà maggio ma i numeri (ora definitivi) sono sin d’ora disponibili nella sezione Solonumeri.
ISTAT ha pubblicato l’aggiornamento 2022 sulla produzione di vino. Lo sforzo di produrre serie di dati più complete e dettagliate è evidente, tanto che dal 2021 e 2022 sono disponibili i dettagli per colore e tipologia di vino a livello provinciale (prima a livello regionale). Resta da vedere se persistono delle differenze con i dati produttivi rilasciati dal Ministero dell’Agricoltura (di cui non si riesce ad avere alcun dettaglio). Ad ogni modo, secondo l’aggiornamento non ancora definitivo la produzione italiana di vino è calata del 3% nel 2022 a 49.4 milioni di ettolitri, calo che ha colpito soprattutto i vini bianchi (-5%) e i vini DOC (-8%). Come dire: un anno estremamente anomalo dato che proprio queste due categorie erano quelle in maggior progresso negli anni passati. Infatti, se invece di confrontare i dati con il 2021 ci confrontiamo con la media decennale, sono ancora i vini bianchi e i vini DOC a segnare gli incrementi più importanti, vicini al 10%. Da un punto di vista geografico, l’annata produttiva è stata migliore al sud che non al nord, sia in prospettiva storica (+14% contro -1%) che rispetto al 2021 (-1% contro -5%). Scendendo ancora nel dettaglio, la produzione in Puglia supera dopo molti anni 10 milioni di ettolitri, il 12% in più del 2021 e il 39% in più della media storica. Secondo ISTAT quindi la Puglia è tornata a essere la regione con la maggior produzione di vino in Italia dopo diversi anni (2017 l’ultima volta). Dati molto positivi vengono anche dal Friuli Venezia Giulia, mentre sono decisamente negativi i dati che emergono dalle Marche e dalla Sicilia, sempre per restare sulle regioni di una certa rilevanza produttiva. I dati sono disponibili e aggiornati anche nella sezione Solonumeri del blog. Se desiderate ulteriori dettagli, nel resto del post trovate numerosi grafici e tabelle.
Siamo rimasti un anno indietro con i dati sulla Norvegia, piccolo ma ricco mercato per il vino. Guardando il grafico si nota chiaramente che se da un lato il Covid sembra aver soltanto scalfito la crescita del mercato poi proseguita nel 2021, nel 2022 l’importazione di vino norvegese si è stabilizzata sul livello di 482 milioni di euro. Sono però decisamente divergenti gli andamenti all’interno di questo numero, in un mercato dove il vino francese (soprattutto attraverso lo Champagne) ha fatto la differenza negli ultimi anni. A fine 2022, infatti l’import francese era il 37% del totale, ben oltre il 30% di qualche anno fa. Nel caso dell’Italia le cose non sono andate particolarmente bene: nel 2022 il vino italiano non ha perso quota di mercato (quindi rimanendo stabile) ma decisamente perso il passo rispetto alla Francia. Passiamo a commentare qualche dato insieme.
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