2013


Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2013

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Il primo grafico qui sopra dice gia’ molto di quanto e’ contenuto nel post di apertura della settimana, dove analizziamo valore e volume delle esportazioni di vino dei principali paesi del mondo: l’Italia in questi 6 mesi e’ stata l’esportatore con l’andamento migliore (+9%) tra i grandi paesi europei. Fuori dall’Europa e’ stata soltanto superata dagli USA, dove le esportazioni sono cresciute del 16% in Euro e del 20% in valuta locale. La Spagna cresce del 7% circa (secondo OEMV) e la Francia e’ rimasta stabile, in un quadro generale di moderata crescita del commercio estero del vino (circa +3% nel semestre). Andiamo nel dettaglio dei numeri.

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Spagna – esportazioni di vino, primo semestre 2013

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Le esportazioni spagnole si stanno riposizionando sui segmenti di valore, con una forte riduzione dei volumi e un moderato incremento del valore. E’ questa, in due parole, la situazione fotografata sui dati della dogana spagnola relativa ai primi 6 mesi dell’anno. E’ la medesima situazione, a tinte molto più forti, che sta vivendo l’Italia. Va però subito sottolineato che questo “meno volumi, più valore” non si declina in uno spostamento tra le categorie di esportazione verso i vini in bottiglia o gli spumanti, ma bensì con un semplice forte incremento del prezzo di vendita all’interno della categoria dei vini sfusi.

I dati della dogana sul capitolo 2204 dei vini mostrano un incremento del valore delle esportazioni spagnole del 5% a 1.2 miliardi di euro a gennaio/giugno, che si confronta con un crollo vero e proprio dei volumi, da 11.3 milioni di ettolitri a 8.7 milioni. Visti i dati dell’Italia, che ha superato i 9 milioni di ettolitri nel semestre, possiamo dire che la Spagna è tornata al secondo posto per volume esportato. Guardiamo i dati in dettaglio.

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Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento primo semestre 2013

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Dopo aver analizzato il dato generale dell’export nel primo semestre, ci caliamo nei dati degli spumanti. Questo segmento che ricordiamo rappresenta una quota del 9% dei volumi totali e del 14% del valore dell’export degli ultimi 12 mesi. Bene, le tre categorie in cui viene spaccato il dato sembrano muoversi in modo diverso negli ultimi mesi, combinandosi in un +18% nel primo semestre: (1) gli spumanti DOP continuano a crescere senza sosta (+27%) e rappresentano ormai oltre la metà del nostro export; (2) l’Asti spumante, riportato separatamente, sta andando incontro a un forte riposizionamento nei mercati con la crisi del prodotto in Germania compensata dalla ripresa in Russia; (3) tutti gli altri spumanti sembrano essere in una fase di stabilizzazione dopo la crescita degli ultimi mesi. Mettendo insieme i numeri e guardando alle aree geografiche, il segmento è supportato da Stati Uniti e Regno Unito, mentre si indeboliscono la Germania e, per via del cambio, il Giappone.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento primo semestre 2013

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Il quadro delle esportazioni di vino del primo semestre 2013 per l’Italia resta roseo, per quando continuano i segnali di indebolimento visti nei mesi precedenti. L’unico segmento che non sembra dare segnali di  cedimento è quello dei vini sfusi. Invece sia per i vini imbottigliati, ormai relegati a crescita anemiche inferiori al 5%, che per gli spumanti, dove il recupero dell’Asti sembra terminato, i tassi di incremento rallentano. Chiudiamo il semestre con un più che onorevole +8.5% per l’export totale, che supera la Spagna (+7% secondo OEMV, +5% secondo i dati da me scaricati dalla dogana) e soprattutto la Francia (+1%). Come vedremo tra qualche giorno, tradotto in euro soltanto gli USA hanno chiuso il semestre meglio dell’Italia, con una crescita vicina al 15%. Passiamo ai dati in dettaglio.

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Treasury Wine Estates – risultati 2012-13

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I risultati che TWE ha pubblicato a fine agosto sono stati accolti decisamente male dagli azionisti. Il bilancio 2012-13 vede un utile netto piu’ che dimezzato a causa di una mega svalutazione di 100 milioni di dollari australiani (netto tasse) relativi a prodotti che sono stati venduti ai distributori in USA (e sui cui quindi negli anni scorsi si sono registrati dei profitti) ma che non sono piu’ piazzabili. Si tratta certo di prodotti di qualita’ media che non mettono in discussione il valore dei key brands, ma la notizia e’ stata in luglio con un forte calo del titolo. Una seconda botta l’ha presa proprio all’annuncio. Non tutto funziona male, pero’. Nel mercato asiatico TWE sta macinando forti incrementi di volume e di utili, che piu’ che compensano il pesantissimo andamento della divisione americana dove i profitti continuano a calare con una parabola che li ha portati a ormai un quarto di quanto erano prima della crisi. E non e’ finita perche’ un ulteriore impatto di 30 milioni di dollari (sui 67 generati dalla divisione americana) verranno nel 2013-14 a fronte della riduzione delle vendite. Il tutto soprattutto nel primo semestre, quindi da giugno a dicembre 2013. L’andamento in Asia e il recupero in Europa (da livelli molto bassi) dovrebbe comunque compensare, anche aiutata finalmente dai cambi: l’azienda prevede 230-250m AUD di utile operativo che dovrebbe confrontarsi con il dato (pre-costi corporate) del 2012 di 247 milioni di dollari.

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