2013


LVMH – risultati primo semestre 2013

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Sebbene questo post sia “affondato” nella calda estate dell’8 agosto, la sua rilevanza per il mondo del vino potrebbe essere quella di un post della domenica sera di un qualsiasi Marzo, quando l’audience è al massimo. Parliamo oggi dei risultati del primo semestre di LVMH, il colosso mondiale del lusso, che ha appena comperato Cova e Loro Piana e che detiene alcuni dei più importanti marchi del vino e dei brown spirits del mondo. Ebbene, nel quadro di un semestre difficile per tutto il gruppo, nel segmento wine and spirits LVMH ha sofferto un chiaro rallentamento delle vendite, soprattutto di vino, e un deterioramento dei margini nell’area che interessa a noi, quella del vino. Infatti nel primo semestre, con volumi di Champagne stabili e nonostante un +5% nelle vendite a volumi degli altri vini, il fatturato scende dell’1% (da cui si deduce un price mix in deterioramento del 3.4%) e il margine operativo si contrae per la prima volta dalla crisi del 2009 a questa parte. Le vendite in Asia non crescono più velocemente che nel resto del mondo e in Francia prendono a scendere. Che sia un segnale di inversione di rotta per l’altissimo di gamma del vino che LVMH rappresenta così bene? Chissà, per ora limitiamoci a commentare brevemente i dati.

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Australia – produzione di vino 2013

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Fonte: WFA

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I dati 2013 della produzione di vino in Australia (fonte: WFA) mostrano che il potenziale produttivo della regione non è in realtà sceso così tanto nel corso degli anni, e che la produzione “scarsa” degli ultimi 2-3 anni ha avuto almeno in parte a che fare con problemi climatici che non con un calo strutturale o con le difficoltà di vendere o esportare il prodotto. Difatti nel 2013 l’Australia produrrà di nuovo 12.7-12.8 milioni di ettolitri di vino dagli 1.8 milioni di tonnellate di uva vendemmiate, un livello molto vicino al massimo storico di 1.9 milioni di ettolitri registrato nel 2006 (quando secondo OIV si produssero ben 14.2 milioni di ettolitri di vino). Se incrociamo una produzione in ripresa (con prezzi all’origine in ripresa) e la forte svalutazione del cambio nei confronti del dollaro e dell’euro, possiamo ben dire che l’Australia tornerà ad essere un attore importante nel mercato mondiale del vino dopo anni di continuo declino. Andiamo a vedere i dettagli per vitigno.

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Le esportazioni italiane di vino – aggiornamento aprile 2013

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In aprile le esportazioni italiane di vino sono tornate a crescere a doppia cifra sull’anno scorso. A ben vedere, però, tale andamento va legato alla base di comparazione facile, presumibilmente a sua volta legata alla Pasqua. Allargando l’orizzonte sui quattro mesi dell’anno, ne ricaviamo però un andamento altrettanto lusinghiero, con un +10%. Alcune nubi si stagliano però all’orizzonte: da un lato la vendemmia di alcuni paesi nell’emisfero sud, primo tra tutti l’Australia, è stata molto ricca e a ciò si combina una forte svalutazione del cambio che renderà il prodotto più competitivo. Dall’altra, l’euro rimane piuttosto forte contro il dollaro americano e, soprattutto sta riguadagnando molto contro una serie di valute importanti per il nostro export come il dollaro canadese, la sterlina inglese e lo Yen Giapponese. A proposito di quest’ultimo, l’effetto è sin d’ora ben visibile: il Giappone è l’unico negativo tra i grandi mercati per il vino italiano. Da ultimo vi presento un “nuovo grafico” che vi mostra la bilancia commerciale del vino italiano (quasi 4.5 miliardi di euro…) suddivisa per categorie… andiamo ai dati

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Constellation Brands – risultati primo trimestre 2013

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Con l’acquisizione della birra (Gruppo Modelo, cioè la Corona) annunciata a suo tempo e completata il 7 giugno scorso, Constellation Brands sposta l’attenzione sul “nuovo gruppo” dove il consolidamento dell’acquisizione stravolgerà le vendite (che raddoppiano) e gli utili, che sono attesi crescere del 25% a fine anno. In questo modo sposta l’attenzione dai risultati del primo trimestre, che invece è oggetto del nostro interesse odierno, che ci dimostrano come anche le aziende oltreoceano sono colpite dal rincaro delle materie prime. Le vendite crescono del 4% su base comparabile (anche se il sell-out, cioè le vendite al dettaglio dei marchi CB fanno +2%), ma i margini sono erosi dai costi di produzione e dalle spese generali. Grazie all’operazione e a un calo del costo dei finanziamenti il titolo in borsa non sembra averne risentito più di tanto. Andiamo a vedere come sono andati i numeri del trimestre, che trovate nella tabella qui di seguito.

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Esportazioni di spumante italiano – dati primo trimestre 2013

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Le esportazioni di spumanti hanno ripreso a correre nel mese di marzo, per chiudere il primo trimestre in crescita del 20% a 130 milioni di euro. Con questa performance, su base annua lo spumante italiano raggiunge 646 milioni di euro di esportazioni (+15%) su circa 1.9 milioni di ettolitri di volume esportato (stabile). All’interno di questo quadro ci sono diverse tendenze da sottolineare, la più importante delle quali è certamente il rimbalzo delle esportazioni di Asti spumante in Russia, dove sembra essersi assestato il sistema distributivo. Se la Russia sembra un problema in fase di risoluzione, l’Asti deve ora vedersela con il cambio di direzione delle esportazioni in Germania e Stati Uniti… ma vediamo i dettagli per tipologia.

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